Glik e l’insidia Jansson: lo svedese gioca bene e convince ancora

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Una piccola, grande rivincita per Pontus Jansson. Poco impiegato in questo campionato, il difensore svedese non ha mai tradito quando chiamato in causa. Ed è una nota di merito non indifferente. Due volte con il Verona, poi l’Udinese (ma il disastro fu collettivo), infine l’Inter, a “San Siro”. Dove tutta la personalità del giocatore è emersa, e fa ben sperare per il futuro.

 

Io sto bene, anche se gioco poco dice senza polemica il giocatore al termine della sfida contro l’Inter. Anche perché al Toro si trova molto bene, e non ha nessuna intenzione di salutare questa maglia, dopo la sua seconda stagione. Anzi, la sua intenzione è quella di mettere in difficoltà Ventura sempre di più, in futuro. Anche se davanti a lui c’è un mostro sacro come capitan Glik. L’unico modo per riuscirci è giocare al meglio delle sue potenzialità, con la concetrazione al massimo.

 

Come è avvenuto proprio a Milano, domenica scorsa. Una prova di grande concretezza, come se fosse sempre in campo: bravo ad amministrare la difesa, puntuale in (quasi) tutti gli interventi, sia di testa, suo punto forte, sia di piede. Prova superata, un’altra, nonostante le poche chances finora a disposizione. Forse ora, con il campionato che volge al termine e il Toro che sembra per lo meno molto vicino alla salvezza, un po’ più di spazio gli potrà essere concesso. In previsione di un futuro che, in granata, potrebbe essere davvero suo.

 

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