Glik, rialza la testa: il Toro è da riconquistare

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Un lavoro non da poco. Di quelli che, in tempo di crisi, toccano spesso ai giocatori più rappresentativi. Come Kamil Glik, che del Toro è capitano almeno fino al termine della stagione. Almeno, perché dopo 5 annate in granata (è il giocatore in assoluto più impiegato da quando c’è Ventura: 149 presenze e 12 gol. E un bottino che il difensore polacco vuole incrementare, almeno fino all’arrivo dell’estate.

 

Inutile, infatti, dirlo: il cartellino del difensore ex Palermo, dopo la stagioe in corsa, è calato; ma non tanto da far crollare l’interessamento di diversi club, soprattutto tedeschi, che sul polacco farebbero volentieri affidamento per la prossima stagione. Serene dalla Germania, quindi, da non sottovalutare. Che il Torino, e i suoi tifosi, in considerazione prenderebbero eccome.

 

Da un lato, vero, un’annata così negativa ha colpit lui come altri giocatori; ma dall’altro c’è il ricordo di quanto utile sia stata la sua presenza soprattutto in passato, in maniera tale da non alsciarselo sfuggire così, senza troppo pensare. Tuttavia, e la Sisport ne è dimostrazione palese, anche al campo di allenamento qualcosa è mancato: non tanto gli autografi a fine allenamento, quanto piuttosto gil applausi che, abbastanza copiosi, sono scesi per tutta la squadra, esclusa appunto la tiepidiezza con cui lui è stato accolto. Un rapporto non da ricucire, ma sicuramente da recupeare. E con uno Jansson in ascesa, il lavoro può essere più difficile del previsto.

 

Ma Glik alle imprese è abituato. E se vorrà confermare il suo posto, e la sua centralità, dovrà proprio rimboccarsi le maniche. E convincere Toro e ambiente a puntare, ancora una volta, sul di lui.

 

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