Toro, che la stagione ti serva da lezione…

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“Noi ci siamo allenati l’anno scorso a capire come si va in Europa e quest’anno a capire come si vince un derby: ora che abbiamo capito, dobbiamo proseguire”. Qualcosa è andato storto se il Toro, otto mesi dopo queste frasi di Ventura – pronunciate a Chatillon nel corso della presentazione della squadra – si ritrova a festeggiare al massimo la salvezza, navigando a metà classifica (ma nella parte destra), avendo perso tre derby su tre ed incassato contro la Juventus un totale di dieci gol. E guardando l’Europa da lontano, soprattutto. Chissà se potrà ripetersi un’altra stagione come questa, in cui le ultime della classifica fanno a gara per perdere punti e la mediocrità sembra regnare sovrana. Un’altra stagione in cui due delle sette sorelle si staccano dal gruppo (Milan e Lazio) aprendo la lotta alla qualificazione alla manifestazione continentale a squadre come il Sassuolo. Il Sassuolo, società che ha grandi ambizioni e obiettivi ben fissati ma che che nella stagione 2007-2008 giocava in C1: e in quanto a blasone certamente non superiore ai granata. Miracoli sportivi per i quali la piazza di Torino non sembra ancora pronta.

 

Un conto è volare basso e non farsi prendere la mano da qualche buon risultato (come accaduto ad inizio stagione), un altro è aggiustare la mira a percorso ormai iniziato: insomma, dire che il decimo posto era l’obiettivo minimo di questo Torino la scorsa estate non rende il giusto merito ad una società che, al contrario, ha lavorato per alzare l’asticella.

“A sette partite dalla fine, siamo undicesimi, e potremmo arrivare anche decimi, nel caso vincessimo con l’Atalanta. Che sarebbe poi l’obiettivo che ci eravamo posti a inizio campionato: poi ce n’era uno maggiore, ma questa era la base”: così Ventura alla vigilia aveva diviso chi è ancora convinto che porsi obiettivi maggiori di una salvezza equivalga a bruciare le tappe e chi, invece, continua a sostenere che quella di quest’anno sia da considerarsi un’occasione persa.

Il Toro ha vinto, ha fatto felice il suo pubblico, ha ritrovato Maxi Lopez, Padelli e pure Peres, ma vedere il sesto posto a soli dieci punti e pensare alla miriade di occasioni perse (Udinese, Chievo, Verona, Empoli, Lazio, Carpi solo per citare le gare casalinghe) non fa che accrescere il rammarico.

 

Negli ultimi cinque anni il Toro ha capito come si va in Europa e come si vince il derby: la speranza è che abbia capito anche come non si butta via una stagione così.

 

 

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