Il Toro cambia pelle: meno tiri, molto più cinismo

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Per una volta, il Toro crea poco, molto poco, ma vince. È una situazione quasi paradossale per la squadra di Ventura, che non a caso a fine partita aveva ammesso che i suoi giocatori “avevano disputato gare migliori“. Solitamente, infatti, il Toro molto creava e troppo poco riusciva a concretizzare. Non domenica, non contro l’Atalanta, dalla quale è riuscito a strappare sei punti in due gare. I numeri parlano in questo senso davvero molto chiaramente: 5 tiri, di cui 3 in porta, contro i 14 (8 verso Padelli) da parte degli orobici.

 

Ma la differenza, come sempre, la fanno le reti. E questa volta il Toro può sorridere. Come si può intuire, infatti, anche il numero delle occasioni da gol è decisamente a sfavore dei padroni di casa (3 a 9), ma meglio hanno saputo gestire Glik e compagni le pressioni: due ammoniti per parte piemontese contro i quattro più espulsione per quella lombarda; 18 falli subiti a 14; 23 passaggi sbagliati a 27.

 

Il Toro insomma si toglie i panni dell’ultimo slavato periodo, per indossarne di nuovi: cala anche il possesso palla (44% a 56%) e aumenta la presenza nella metà campo avversaria, quando solitamente la difesa aspetta molto che gli avversari si scoprano. E poi, finalmente, il cinismo. Due reti senza creare molto hanno saputo fare la differenza. La strada è quella giusta? La prova di Bologna potrà essere, in questo senso, davvero illuminante.

 

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