Top & Flop di Bologna-Torino

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Terza vittoria consecutiva per il Torino di Giampiero Ventura, che rialza la testa dopo tre mesi e mezzo davvero molto faticosi. Con nove punti, i granata tornano a vedere la parte sinistra della classifica, e mirano ora all’ottavo posto, che permetterebbe di evitare la fase eliminatoria della Coppa Italia. Ecco cosa è andato e cosa no nella poco spettacolare partita al “Dall’Ara”.

 

TOP

 

IL RIGORE E IL SUO RIGORISTA: il Toro ha risolto il problema. Anche in futuro, anche con Immobile in campo, a battere i penalty dovrà essere Belotti. Con quella corsa strana, rallentata, e quella capacità di ragionare, l’attaccante granata ha dimostrato di avere una freddezza nel battere i penalty che, in passato, non sempre è appartenuta alla squadra. E al di là della rete, bene ha fatto il “Gallo” a procurarsi l’occasione a fine partita, mandando fuori tempo Rossettini e facendosi sgambettare in maniera netta ed evidente. Tutto bello, tutto giusto. Il fatto che sia poi accaduto in pieno recupero del secondo tempo, rende il tutto ancor più piacevole.

 

LA PRESTAZIONE DIFENSIVA: fortemente criticata nell’arco di tutta la stagione, nelle ultime tre gare ha subito solo due reti. E non è casuale che, registrata la retroguardia, il Torino sia tornato nuovamente alla vittoria. Positivo, in questo senso, l’ingresso di Bovo per Maksimovic, che ha saputo dare quel pizzico di esperienza in più e, probabilmente, quella brillantezza che per troppo tempo era mancata. Il Bologna, bloccatissimo, non ha davvero avuto la possibilità di creare nulla. Il banco di prova saranno tutte le prossime partite: solo allora il problema potrà dirsi superato o meno.

 

L’ESULTANZA DI VENTURA: quando l’allenatore granata crede in un giocatore, lo fa capire molto. In conferenza stampa con le parole; in campo, con i gesti. Come in estate il tecnico aveva preso sotto la sua ala protettiva Baselli, lavorando moltissimo anche al termine dell’allenamento durante il ritiro, così, in campionato, Ventura ha sempre voluto far capire a Belotti quanto credesse in lui. E proprio come all’andata, in occasione della sua prima rete stagionale, contro il Bologna l’allenatore è tornato a mimare la cresta del “Gallo”, che per la decima volta ha esultato quest’anno. Un perfetto segnale di simbiosi tra allenatore e giocatore, che rinsalda ulteriormente il rapporto di fiducia tra i due. A beneficiarne, in fin dei conti, è sempre il Toro.

 

FLOP

 

I RITMI DELLA PARTITA: troppo tatticismo, forse anche troppa paura di perdere, da parte di entrambe le squadre. E, verso la fine della gara, la sensazione di volersi accontentare di un pareggio davvero troppo noioso per essere commentato. Il lampo del rigore è appunto tale: un momento estemporaneo in una gara dai ritmi davvero troppo piatti. Vincere è sempre bello, ma il calcio che diverte è un’altra cosa. “Quando facciamo calcio, siamo in grado di mettere in difficoltà chiunque” ripete sovente Ventura. Ieri, infatti, non è capitato. Fortunatamente, i tre punti sono arrivati lo stesso.

 

LO SCARSO CINISMO DI MARTINEZ: non riesce proprio a sbloccarsi in questo campionato l’attaccante venezuelano. Anche ieri, il giocatore ha avuto due palle gol importanti, ma non è riuscito a segnare. Che non fosse un giocatore particolarmente prolifico si sapeva, ma un conto è poco, un conto è niente. Il Toro, e il giocatore stesso, dovranno fare le debite valutazioni a fine anno. Anche perché in estate arriverà Boyè, altro giocatore senza un’alta media realizzativa. In un modo o nell’altro, occorrerà lavorare parecchio. Perché a un attaccante, anche il più moderno del mondo, è richiesta una cosa principale: i gol. E per ora, questi, sono soltanto uno sbiadito ricordo.

 

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