Top e Flop di Roma-Torino

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Una sconfitta particolarmente amara, condita da una buona prestazione, del Toro, e una brutta, dell’arbitro. Ecco cosa è andato e cosa no nella sfida dell’Olimpico di Roma, contro i giallorossi.

 

TOP

 

L’ESORDIO DI EDERA: tanti di questi giorni. L’attaccante della Primavera entra in campo al posto di Gazzi, proprio nelle ultime battute del match, per cercare di dare linfa vitale alla fase offensiva dei granata, storditi dall’incredibile recupero della Roma. Con l’emergenza del settore offensivo, nonostante l’inesperienza, Ventura decide di gettare nella mischia uno dei prodotti più interessanti dell’attuale squadra di Longo. Troppo poco, per capire se è già pronto. Probabilmente, anzi, non lo è. Ma ha rotto il ghiaccio, ed è quello che conta.

 

MARTINEZ E IL RAPPORTO CON IL GOL: finalmente si è sbloccato. L’attaccante granata non segnava in campionato da quasi un anno: era quel Torino-Cesena dell’ultima stagionale del 2015, che sembra aprire a scenari ben diversi rispetto a quelli che si sono poi verificati. Ancora, però, si vede che il venezuelano non è davvero tranquillo sotto porta. Ma la rete segnata alla Roma fa ben sperare per il futuro, e forse gli varrà una conerma che sembrava in bilico, fino a due giorni fa.

 

LA PRESTAZIONE DEL TORO FINO ALL’INGRESSO DI TOTTI: davvero poco da dire. Il Toro sembra essere uscito dalla lunga convalescenza che, per quasi quattro mesi, lo ha portato a gettare alle ortiche occasioni davvero interessanti per l’Europa League. La squadra di Ventura gioca con convinzione e sicurezza, che deriva, non per caso, dalle tre vittorie consecutive. Ha carattere e lo mostra. Tutto questo fino all’ingresso del capitano giallorosso in campo. Da lì, cambia tutto. Ma prima, applausi veri a Glik e compagni, con il rammarico che, se avessero giocato così per tutta la stagione, probabilmente si starebbe commentando un campionato diverso.

 

FLOP

 

CALVARESE: ancora? Ancora? L’incredibile capacità di questo direttore di gara nel saper distruggere le partite dei granata (ma non solo: lungi da chi scrive pensare che ci sia della malafede) è incredibile. E forse dovrebbe far riflettere la classe arbitrale a un possibile reimpasto nella rosa dei direttori di gara di Serie A e B. Errori marchiani, soprattutto nella gestione dei rigori. Cose, davvero, non da arbitro esperto quale lui dovrebbe essere. Quando un direttore di gara diventa protagonista di una partita, vuol dire che ha sbagliato. Calvarese sbaglia tutto e di più. Il Toro si lecca le ferite; sarebbe potuto succedere con la Roma. Nella sostanza, la (bruttissima) prova non cambia.

 

LA PRESTAZIONE DEL TORO DOPO L’INGRESSO DI TOTTI: black out. Come tanti in questa stagione. La punizione che Moretti concede è davvero grave, così come la marcatura di Glik, in occasione del pareggio del “Pupone”. Cose che il Torino, cose che anzi una squadra di Serie A che ambisce a qualcosa di più che una semplice salvezza, non può proprio concedere. Serva da monito non tanto per questa, che è ormai conclusa da tempo, quanto per la prossima stagione. Si parla di crescita? Ecco, il Toro deve allora crescere molto in questa direzione.

 

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