Top&Flop di Torino-Sassuolo

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Una sconfitta che lascia molta, moltissima amarezza nell’ambiente granata. Glik e compagni steccano la prima al “Grande Torino”, con una brutta prestazione, che alimenta ancora di più il rammarico per la stagione che va concludendosi. Ecco cosa è andato e cosa no nella partita contro i neroverdi.

 

TOP

 

LA PRESENZA MASSICCIA DEI TIFOSI: vero, l’emozione di poter dire “io c’ero” alla prima del “Grande Torino”  era forte, ma quando la promozione era partita, ancora non si poteva sapere se l’intitolazione sarebbe avvenuta o meno. Nonostante questo, e nonostante una gara che lasciava davvero poco da dire ai fini della classifica, i tifosi del Toro hanno voluto dare ancora una volta fiducia alla squadra. Che ancora una volta, quest’anno, non ha saputo trasformare questa carica in energia positiva per il proprio gioco. Come contro il Carpi, un’altra gara deludente, davanti a un pubblico che non delude praticamente mai.

 

LA CRESCITA DI BRUNO PERES: bene dice Ventura. “In questo momento è in grandissima forma“, e si vede. Quando non si incaponisce nei dribbling, il terzino brasiliano diventa una vera e propria furia, capace da solo di fare dei danni incalcolabili alle difese avversarie. È l’unico che ci prova, dall’inizio alla fine. È l’unico che il Torino fa intervenire in zona mista, per scusarsi con i tifosi. Lo fa, senza addurre alcun tipo di giustificazione. Promosso anche in questo senso.

 

FLOP

 

L’ATTEGGIAMENTO DI VENTURA: vederlo seduto mestamente in panchina, a dieci minuti dalla fine e sul risultato di 1-2 per il Sassuolo, fa male. Lascia adito a molte ombre e poche luci. “Gli ultimi 12-13 minuti non sono stati giocati da Torino”, dice. E come avrebbe dovuto giocarli? La desolazione del tecnico è la desolante immagine del desolante spettacolo visto ieri. Tre volte desolante, come tre gol subiti. Se il capitano mette i remi in barca, allora davvero c’è poco da fare. E sul suo futuro, dichiarazioni (di facciata) a parte, ci sono davvero molti dubbi.

 

L’INCREDIBILE PROPENSIONE A SUBIRE GOL: aggiungiamo, a difesa schierata. Ovviamente, il riferimento va alla prima e la seconda rete, giacché la terza è figlia di schemi saltati e di un Torino completamente sbilanciato in avanti. Sansone entra in area e di testa (di testa!) fa il bello e il cattivo tempo; poi, da calcio piazzato, arriva l’ennesima beffa. Così, non va. Ed è evidente che l’errore non si correggerà nelle prossime gare. Ci vorrà qualcosa di più sostanzioso, per il prossimo anno.

 

LA MANCANZA DI FANTASIA: poca, pochissima voglia di cambiare. Il Toro non riesce proprio a uscire dagli schemi, a dare un po’ di inventiva alle sue manovre. Quando riescono, sono efficaci, certo. Ma spesso non riescono. E quindi che si fa? Si torna indietro. Giusto aspettare l’avversario, è l’impostazione venturiana ed è sacrosanto rispettarla. Ma osare un po’ di più, ogni tanto, provando a cambiare qualcosa, qualche giocata, può proprio aiutare. Manca la qualità, o la voglia/capacità di metterla a frutto?

 

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