Toro, i calci piazzati fanno paura: difetto mai corretto

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Il dato è preoccupante. Allarmante, anzi. Contro il Sassuolo, per la ventiquattresima volta in trentacinque partite, il Torino ha subito una rete da calcio piazzato. Una prerogativa assolutamente negativa dei granata, che sono diventati tra le difese più perforabili da situazione di calcio da fermo. In generale, anzi, la retroguardia di Ventura è la settima peggiore di tutta la Serie A. Un dato che, universalmente, potrebbe anche essere soprasseduto. Ma non per Glik e compagni, che per anni sono stati (con i loro meccanismi rodati) il punto di forza dell’intera manovra granata.

 

Insomma, qualcosa non va: 17 punizioni o angoli e 7 rigori hanno portato Padelli a raccogliere decisamente più del previsto il pallone in fondo alla rete. Tutto è cominciato da Verona-Torino di settembre, una partita che per molti aspetti ha segnato il percorso del Toro. Toni portò in vantaggio gli scaligeri su rigore, Avelar si infortunò subito (e per lui la stagione potè considerarsi finita) e i granata solo in extremis riuscirono a pareggiare, per 2-2, l’incontro. Fu la prima volta che il bel Toro di inizio stagione scricchiolò, per poi risollevarsi fino alla sfida contro il Carpi, vero spartiacque della stagione.

 

Ma tornando al problema dei calci piazzati, è preoccupante pensare a un Torino che non solo subisce tanto, ma che nell’arco di tutta la stagione non ha saputo rimettersi in carreggiata. Quel limite, infatti, era già stato palesato da tempo, ma purtroppo non si è riusciti a porre rimedio. Difficilmente ci si riuscirà entro la fine di questa stagione, ma per il prossimo ritiro (Ventura o non Ventura), qualcosa su cui lavorare intensamente ci sarà. Soprattutto se, come sembra evidente (e giusto), al di là della conduzione tecnica non c’è proprio intenzione di smantellare. Alla pecca, grave, bisognerà trovare rimedio. Altrimenti il Toro non potrà davvero crescere.

 

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