Cairo: “Non cambio offerta a RCS”, e il prospetto va alla Consob

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La trattativa di Urbano Cairo per rilevare RCS continua. Senza però ulteriori rilanci. È stato chiaro l’editore alessandrino, che continua dritto sulla sua strada senza alcuna intenzione di alzare l’offerta per l’acquisizione della maggioranza delle azioni del gruppo editoriale milanese, che possiede, tra gli altri, Il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, nonostante qualche socio abbia storto il naso di fronte alla proposta avanzata. L’idea di Cairo è molto chiara, e, in fin dei conti, figlia di un lungo lavoro nel calciomercato: scambiare azioni della Cairo Communication (solide e molto ben valutate) con un maggior numero (rapporto di 1 a 8) di titoli di RCS, così da garantire al patron del Toro da un lato la maggioranza nella Cairo Communication, e dall’altra quella proprio del gruppo che continua a essere in forte crisi.

 

Ritengo l’offerta più che congrua” ha dichiarato Cairo a margine dell’assemblea degli azionisti di Cairo Communication, “anche perché RCS non vanta un piccolo debito e la cassa, negli ultimi anni, si è bruciata. Non voglio convincere nessuno, ma il mercato è sovrano e si valuterà“.

 

E i paragoni con il calciomercato, poi continuano alla grande. A partire dalla riservatezza dell’operazione (“quando hai due titoli quotati in borsa, bisogna evitare che le cose vengano sapute prima da alcuni e poi da altri, non c’è stata nessuna scorrettezza“), fino ad arrivare al rapporto con Della Valle, non sembrato, come altri, particolarmente convinto dell’offerta. Il patron della Fiorentina “è un amico” ha detto Cairo, “e tra noi c’è un buon rapporto. Che voglia restare in RCS per me è solo un piacere“.

 

Nel frattempo, da oggi la proposta di acquisizione passerà tra le mani della Consob, che vaglierà ogni documento per approvarne gli aspetti contenustici e formali. Se tutto andrà a buon fine, da giugno potrebbe quindi partire l’OPS (Offerta di Pubblica Sottoscrizione), dove si giocherà la partita più importante: si passerà infatti alla fase concreta vera e propria, dove Cairo potrà capire se la proposta verrà accettata o meno. In un mese, di fatto, il presidente del Toro si giocherà tutte le sue carte per convincere anche gli indecisi ad accogliere questa richiesta e diventare il numero 1 di RCS. Come nel calciomercato, insomma. “Ma senza che, per ora, si valuti una fusione con Cairo Communication“, precisa lui. E le trattative continuano.

 

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