Su Glik l’ombra del Newcastle: l’addio ora è più probabile

0
149

Ci eravamo tanto amati. E ci amiamo ancora, probabilmente. Ma più passa il tempo, più sembra avvicinarsi il momento dei saluti. Il Torino e Kamil Glik sembrano infatti sempre più prossimi a dirsi addio, dopo quattro anni passati ad altissima intensità. Quando arrivò in granata, il difensore polacco era un acerbo giocatore, rude, spesso falloso, che sopperiva con la grinta le carenze tecniche non indifferenti (in B, non a caso, era Valerio Di Cesare l’iniziale titolare in rosa). Ma poco per volta, passo dopo passo, il giocatore si è rimboccato le maniche, è cresciuto sempre di più, fino a diventare capitano della squadra e leader di una retroguardia che fino a quest’anno è stato il punto di forza della squadra di Ventura.

 

E un’annata nella norma, comunque, non può cancellare quanto di buono fatto dal capitano, e quando di bello creato con l’ambiente. Nonostante questo, però, il mercato chiama. E Glik sembra rispondere. Soprattutto dalla Premier. Il Newcastle è infatti molto forte sul giocatore, che il Toro potrebbe cedere per una cifra intorno ai 10 milioni di euro. Un valore comunque molto alto per l’ex Bari e Palermo, per il cui cartellino Cairo spese poco più di due milioni. Con il giocatore, poi, il discorso risulta essere piuttosto bene avviato: un salto in avanti notevole dal punto di vista contrattuale e, inoltre, la possibilità di misurarsi in un campionato diverso, molto più fisico, come quello inglese.

 

Insomma, un’ottima plusvalenza, che accontenterebbe un po’ tutti quanti: da un lato, il Toro, perché avrebbe soldi freschi da investire sul mercato; dall’altro, il giocatore, che a Torino resterà legato sempre ma che va in cerca di nuovi stimoli. Cosa che, di fatto, sposa in pieno la filosofia venturiana, dimostrata dallo stesso tecnico nella conferenza stampa di avvicinamento alla gara contro l’Udinese: dopo anni in una squadra, è la sostenza del ragionamento, cambiare può far bene, per trovare nuovi stimoli. Sia per il giocatore, sia per la squadra stessa. Un addio che, nel caso, sarà tutt’altro che indolore: perché il legame che si era creato, era diventato davvero speciale. Mentre Jansson, intanto, scalpita per poterne raccogliere l’eredità. E diventare, chissà, il Glik del futuro.

 

 

Condividi