Don Riccardo Robella: “Superga nel segno di don Aldo”

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Toccante, semplice, diversa dal solito è stata l’omelia di don Riccardo Robella, che con grande umiltà ha raccolto il pesantissimo testimone lasciatogli da don Aldo Rabino. Il nuovo cappellano granata, che ha permesso ai tanti bambini presenti di sedersi nel presbiterio, proprio al suo predecessore fa prima un pensiero: “Ha sempre dato tutto per quello in cui credeva“.

 

Ieri” ha continuato il sacerdote “sono venuto qui, e sono andato alla lapide di Superga. Qui ho pensato alla tragedia del Grande Torino, al dolore di spose e figli che quelle persone hanno lasciato. Poi, ho anche visto un omaggio proprio al don: un orologio, con una sua foto. Mi ha consolato vederlo all’interno di una cornice granata“.

 

Il viaggio che hanno intrapreso i nostri eroi” è uno dei punti più salienti del discorso, “non si è concluso con lo schianto, ma è andato oltre“. Così ha voluto omaggiare il Grande Torino il cappellano granata.

 

Superga per noi è questo: condividere il pianto di coloro che hanno sofferto. Oggi non è una festa granata, noi una volta all’anno ci fermiamo. Facciamo silenzio e saliamo là dove la terra incontra il cielo. Dove la storia diventa mito, e il nostro tempo diventa eternità. Per chi tifa Toro non si sfugge, ci si deve confrontare con la morte“.

 

“Siamo qui per ricordare e ascoltare i racconti di chi c’era e ha sofferto, a scoprire che quei racconti oggi costituiscono la nostra identità, che ci rende diversi da tutti gli altri, forse meno vincenti ma più profondi. Noi non diamo per scontato alcun attimo, perché fatto di lavoro e sofferenza”.

 

Infe: “Ora riprendiamo il cammino, quello che a breve ci porterà a ricordare uno a uno i nostri giocatori, i nostri eroi, che sono anche padri e nonni, e poi la domenica alla partita. Non ci dimentichiamo però di alzare ogni tanto gli occhi al cielo, non in segno di disperazione ma in segno di speranza. Partendo da qui, da Superga, dove la terra diventa cielo e dove l’uomo può incontrare Dio. Passato, presente e futuro sono tutti insieme. Parenti, bimbi e giocatori: tutti sotto il segno del Toro”.

 

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