Toro, Napoli e quelle scuse di Quagliarella

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Scuse, striscioni di contestazione e lettere ai tifosi: tutti elementi che hanno caratterizzato la partita d’andata tra Torino e Napoli, oltre che i giorni successivi. Protagonista della vicenda: Fabio Quagliarella.

 

L’attaccante ha di fatto chiuso la sua ventura in granata con la partita del San Paolo, gara nella quale ha anche realizzato su calcio di rigore il gol del momentaneo 1-1 (l’ultima sua rete con la maglia del Toro). Proprio dopo quel gol, quando Quagliarella ha alzato le proprie mani al cielo unendole sopra la testa china in un gesto che è parso essere di scuse nei confronti dei tifosi del Napoli, il rapporto con il popolo granata, già non idilliaco dopo gli abbracci con i giocatori della Juventus alla fine del derby di Coppa Italia, si è incrinato ulteriormente. La lettera scritta dall’attaccante nei giorni successivi, rivolta proprio ai tifosi granata, aveva in parte ricucito lo strappo, come si era potuto vedere prima di Torino-Frosinone quando il numero 27 aveva ricevuto gli applausi di buona parte dello stadio.

 

Nonostante le scuse, accettate, da parte della tifoseria, Quagliarella da dopo la gara contro il Napoli non è più riuscito a trovare spazio in campo. Ventura lo ha tenuto in panchina per tutti i novanta minuti di gioco nelle cinque partite successive, contro Empoli, Frosinone, Sassuolo, Fiorentina e Verona, fino a che, nell’ultimo giorno di mercato, è arrivata la cessione alla Sampdoria dell’attaccante.

 

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