Bruno: “Né pro, né contro Ventura: voglio solo un Toro vero”

0
40

Ieri sera si è svolto a Torino il Gran Galà Granata, appuntamento dedicato al Toro, giunto ormai alla quarta edizione. Alla serata hanno partecipato molti ex giocatori granata, vere e proprie bandiere, che sanno bene cosa significa indossare la maglia granata. Tra di loro, introdotto da un video di presentazione, c’è stato Pasquale Bruno, uno dei personaggi più amati dalla tifoseria, che una volta salito sul palco, ha spiegato a Jimmy Ghione cosa è per lui il Toro e cosa ne pensa della squadra attuale, senza peli sulla lingua.

 

“Noi non siamo né pro, né contro Ventura, vogliamo solo vedere un Toro vero. Dopo un derby perso, non si può andare in sala stampa e parlare di progetto di crescita. L’allenatore incarna e trasmette anche lo spirito della squadra, oltre al tipo di gioco. Il Toro compete in una città contro una squadra molto forte, quindi bisogna mettere tanto cuore in campo, poi si può anche perdere. Ma c’è modo e modo di perdere. In un derby noi restammo in nove, prima fui espulso io, poi Policano, nella Juve erano invece in dodici-tredici in campo (ride, ndr) eppure andammo vicinissimi a pareggiarlo. Tra l’altro io presi otto giornate di squalifica, Rambo cinque (Policano, ndr). Il giorno dopo stavamo andando al Filadelfia per l’allenamento ed eravamo preoccupati che i tifosi ci facessero il mazzo per le espulsioni. Quando siamo arrivati c’erano invece migliaia di tifosi che ci hanno eletti idoli assoluti del derby. Noi tifosi del Toro siamo così, vogliamo il cuore”.

 

“Per fare bene ci vogliono giocatori di sacrificio e giocatori di qualità. Non si può prescindere da questo. Nel ‘91/’92 c’eravamo io, Annoni, Policano, Cravero e Fusi ad occuparci della fase difensiva, poi in avanti c’erano Casagrande, Lentini, Martin Vazquez, Scifo che facevano spettacolo. Dietro non eravamo solo dei macellai, basti pensare che quell’anno abbiamo subito 20 gol, mentre il Milan con Baresi, Maldini, Costacurta e gli altri ne prese di più. Fummo la  miglior difesa del campionato,questo vuol dire che eravamo anche bravi, oltre che cattivi sotto l’aspetto agonistico”.

 

Prima di essere ospite al Gran Galà Granata, Bruno, insieme ad Annoni, aveva fatto visita al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata: “Il museo è davvero favoloso. Spero che la società faccia vedere la storia del Toro ai tanti giocatori che arrivano. Il Toro deve avere ardore, passione e cuore”.

 

Tra gli applausi di un pubblico che ha decisamente gradito l’intervento e le parole di uno dei suoi beniamini, l’ex difensore granata ha quindi ritirato il suo premio ed è sceso dal palco, lasciando il posto agli altri ospiti.

 

Condividi