Annoni: “Ho sempre messo il cuore, al Toro è così: devi dare tutto”

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Ieri sera alla quarta edizione del Gran Galà Granata ha partecipato anche l’acclamatissimo Enrico Annoni, ex difensore granata mai dimenticato dalla tifoseria. 

 

‘Tarzan’, come lo chiamavano i tifosi ai tempi della sua militanza nel Toro, una volta salito sul palco, si è soffermato sull’importanza del cuore granata e sulla carica che può derivare dall’aria e dall’atmosfera presente al Filadelfia, poi Jimmy Ghione, scherzando un po’ con lui ha affermato: “Se Cristo si è fermato ad Eboli, la difesa del Toro si è fermata a te e al tuo compagno di merende (Bruno). Cos’è successo?” 

Annoni non si fa trovare impreparato e risponde prontamente: “Ce n’era anche un altro: Policano. I nostri soprannomi erano Animale, Rambo e Tarzan, già da questo gli avversari capivano dove dovevano passare (ride, ndr). Prima sentivo Sala che diceva che cui vuole la tecnica. Se ci volesse solo la tecnica io non mai avrei giocato a calcio. Io ci ho messo più il cuore, e quello non lo alleni o ce l’hai o non ce l’hai”.

 

In merito alla situazione attuale del Toro e alla squadra allenata da Ventura, l’ex difensore ha detto: “Oltre a Superga io ai giocatori del Toro farei obbligatoriamente visitare anche un altro posto: il Museo del Grande Torino. Ci sono stato anche prima del Galà con Pasquale, quando entri senti davvero un’aria diversa, delle emozioni strane che uno che non le ha vissute e che non vive questi colori non potrà mai avere”.

 

Poi, sul Filadelfia. “Nella mia carriera sono state in tante squadre in tanti spogliatoi diversi, ma non ho mai trovato da nessuna parte quell’aria che c’era al Filadelfia. L’ho vissuto per quattro anni, era qualcosa di unico”.

 

E infine ha aggiunto: “Se giochi al Toro non puoi andare all’80%, devi andare sempre al 100% e non si possono perdere i derby come li abbiamo persi quest’anno, non esiste”. 

 

Enrico Annoni ha quindi ritirato il suo premio e, tra gli applausi, è sceso dal palco e ha lasciato il posto agli altri ospiti.

 

 

 

 

 

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