Cairo, dubbi su Ventura: “Vedrò se ha voglia di andare avanti”

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Settimana decisiva in casa Torino? Forse. Anzi, quasi sicuramente. Perché è in programma per domani, secondo le ultime indiscrezioni, negli uffici della Cairo Communication di Milano un incontro importante tra le due teste del Torino: Cairo, da un lato; Ventura, dall’altro. Motivo del contendere, o meglio de discutere, sarà l’annata appena conclusa. Ma soprattutto quella che si dovrà programmare.

 

In ballo ci sono tante questioni, dal modulo, al relativo mercato. Ma soprattutto, ed è ciò che continua a mantenere molta sospensione in casa granata, la stessa conduzione tecnica. Le dichiarazioni pubbliche, infatti, sono state a più riprese smentite da ciò che non si dice, ma che è avvenuto. Perché a fare la corte al tecnico del Torino non sono in pochi: c’è il Cagliari (ancora indeciso su Rastelli), c’è il Palermo (idem, ma con Ballardini), e c’è pure la Nazionale, come ha dichiarato il dg della FIGC, Uva. Inoltre, last but not least, c’è una piccola ipotesi legata a un addio anticipato al Toro, previo però un accordo per una (lauta) buonuscita, che andrebbe a compensare almeno parzialmente la rinuncia di quasi 3 milioni di euro nei due anni che restano alla naturale scadenza del contratto.

 

Ma questa, però, è una decisione di Ventura, più che di Cairo. Che vuole dal suo allenatore una cosa precisa: le motivazioni per andare avanti. “I contratti valgono, e Ventura ne ha uno fino al 2018ha dichiarato il patron granata al Salone del libro) “ma sarà necessario incontrarsi per capire quanta voglia ha lui di continuare“. Parole che, di fatto, aprono a un possbile addio, per la prima volta. E che in parte vanno in contrasto con quanto detto dall’allenatore stesso, dopo la gara con l’Empoli (“Le motivazioni non mi mancano“). Una situazione ingarbugliata, che può portare a ogni scenario: di esonero in senso tecnico non si parla, giacché Cairo non vuole ritrovarsi con più di uno stipendio a libro paga da corrispondere all’allenatore. Nel caso, Ventura dovrà rescindere o per tenersi libero in caso di chiamate a stagione in corso, o perché pronto a partire da subito con un nuovo progetto altrove.

 

Cairo, nel frattempo, si è tutelato, e non a caso ha avviato i suoi contatti personali con Sinisa Mihajlovic, pronto a sposare la causa granata (con un biennale), per rilanciarsi subito dopo la negativa esperienza con il Milan. Oltre a lui, sullo sfondo, restano altri allenatori, tutti pronti a entrare in gioco nel caso in cui la panchina si liberi e l’accordo nel dettaglio con il tecnico serbo dovesse saltare. Una partita giocata su più fronti, ed è forse quella più importante per il Toro, dopo un’annata deludente, ma con una base che non può, non deve, essere distrutta. Solo, ricostruita in alcuni suoi punti chiave, per continuare ad andare avanti. Non ricostruire da zero.

 

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