Toro, i pagelloni della stagione 2015/2016: i terzini

0
57

Terminata la stagione 2015/2016 è tempo di bilanci. Ecco i pagelloni di fine anno dei giocatori del Torino.

 

BRUNO PERES 7: la scorsa estate, si pensava dovesse partire. E l’arrivo di Zappacosta era funzionale anche a questo: sostituire un terzino titolare con un altro potenzialmente tale. Invece i soldi che voleva Cairo non sono arrivati, e il brasiliano è rimasto in granata. Tutt’altro che scontento, sia chiaro: ma partiva da tutta un’altra base rispetto allo scorso anno. Il posto era suo, e doveva riuscire a fare la differenza in squadra. L’ha fatta; è uno dei pochi a esserci riusciti. A tratti, vero, ma l’ha fatta. Soprattutto a fine stagione, quando ha segnato tre reti (su un totale di 31 gare disputate). Ha vissuto anche lui un periodo di appannamento, dove l’avvicendamento con i compagni non c’è stato ma dove si è assistito spesso a un incaponimento esasperato nella ricerca del dribbling e della giocata difficile che raramente riuscivano. Resta comunque uno dei giocatori più positivi dell’annata, e di talento della squadra. Sul mercato, è un nome particolarmente caldo.

 

DAVIDE ZAPPACOSTA 6: alla sua prima stagione al Toro, il terzino si aspettava di avere più spazio. 25 partite non sono poche in senso assoluto, ma spesso si tratta di spezzoni. Un giocatore dalle sue caratteristiche (bravo nella corsa, non tanto nel dribbling, ottimo nei cross) ha bisogno di giocare con regolarità per esprimersi, e a lui questa possibilità non è stata concessa, per i motivi di cui sopra. Soltanto a fine stagione, Ventura ha deciso di utilizzare entrambi i terzini destri, su due fasce, con risultati comunque soddisfacenti. Ha segnato una rete, contro il Genoa (all’andata), dove esultò rabbiosamente, pronto a prendersi la titolarità. Non ci è riuscito appieno, ma il suo allenatore ha sempre detto che il lavoro di quest’anno sarebbe stato propedeutico alla prossima stagione: aspettiamo volentieri di conoscerlo.

 

CHRISTIAN MOLINARO 6: c’è stato un periodo, soprattutto nella prima parte della stagione, in cui il suo apporto e la sua esperienza sono stati fondamentali. Hanno proprio, anzi, tolto le castagne dal fuoco a Ventura, che sin da subito ha dovuto rinunciare a Danilo Avelar. L’ex Parma, alla sua seconda stagione in granata, ha disputato più gare di quanto ci si poteva aspettare: 27, mettendoci sempre molto impegno, ma non sempre riuscendo a far emergere la sua qualità. Il gol segnato all’Inter è stato tra i più importanti per la stagione del Toro, perché hanno permesso di dare il via alla rimonta granata in quel di San Siro e di cacciare via ogni possibile paura legata alla retrocessione. Ha un contratto fino al 2017, il suo futuro è ancora da conoscere. La sua stagione non è comunque da bocciare.

 

DANILO AVELAR 6: sulla fiducia, giacché, come ha spesso ripetuto Ventura, il suo è stato un nome che aleggiava nell’aria, ma che in Sisport raramente si è davvero visto. Ha disputato solo 6 partite: tre all’inizio, prima del crack in quel di Verona; tre a stagione in corso, fino al secondo crack dopo la sfida interna (bruttissima) contro il Chievo Verona. Il capoluogo scaligero, insomma, non porta molto bene al brasiliano, che però aveva cominciato davvero molto bene l’annata, dimostrando di avere ottime qualità che, purtroppo, non è riuscito a mettere in mostra. È rimasto a casa per colpe non sue, ma per tanta sfortuna e per errori pregressi di quando era addirittura al Karpaty. Vorrebbe restare, per riscattarsi. E per vivere, davvero, una stagione con la maglia granata addosso.

 

Condividi