Cuore, grinta e voglia di vincere: questo è vero Toro

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Quattro su quattro: Moreno Longo non sbaglia un colpo e ancora una volta porta la Primavera del Toro alla final-eight. In questi quattro anni con l’ex terzino in panchina, la squadra granata è sempre riuscita ad essere almeno tra le prime otto d’Italia, Ad inauguare questa bella tradizione era stato però Antonino Asta, nel suo ultimo anno al Toro: a fermare la squadra dell’ex capitano granata era poi stata la Lazio nei quarti di finale. Lazio che ha poi bloccato anche la prima Primavera di Longo, sempre ai quarti, l’anno successivo. Nelle ultime due stagioni, invece, il Toro è riuscito ad arrivare fino in finale, perdendone una ai rigori e vincendo l’altra.

 

I tiri dal dischetto sono stati protagonisti anche ieri contro la Fiorentina, dopo che al 120′ la partita era rimasta bloccata sull’1-1. Zaccagno ha sigillato la propria porta per due volte prima che Gigli sparasse l’ultimo penalty sopra la traversa e sia in campo che in tribuna è partita una festa tutta a tinte granata. Se la Primavera anche quest’anno è riuscita a centrare il traguardo dei playoff buona parte del merito è senza dubbio di Longo, che ancora una volta ha dimostrato di saper guidare una squadra quasi completamente differente da quella dell’anno precedente, trasformando in un’autentica corazzata in grado di giocare alla pari e vincere contro chiunque, anche contro compagini sulla corta molto più quotate. Ma i meriti, tanti, di questo straordinario risultato quale è la conquista di un posto alla final-eight, vanno dati anche a quel gruppo di ragazzi che ogni sabato ha saputo scendere in campo ed entusiasmare migliaia di tifosi.

Il Toro ha dimostrato, ancora una volta, di avere un cuore incredibile e di essere capace di superare qualsiasi difficoltà. Nonostante di fronte ci fosse un avversario forte come la Fiorentina (che in campionato ha ottenuto un solo punto in meno rispetto ai granata), nonostante Edera, uno dei migliori elementi della rosa, non fosse nella sua giornata migliore, nonostante Zaccagno per una volta abbia subito un gol forse evitabile, nonostante Zenuni, altro giocatore di grande qualità, abbia sbagliato anche dei semplici appoggi che solitamente non sbaglia, nonostante i due centravanti titolari di inizio stagione fossero uno in panchina (Debeljuh) l’altro in tribuna (Martino) a causa di due gravi infortuni e nonostante un arbitaggio molto discutibile il Toro è riuscito a vincere, rimontando l’iniziale svantaggio e crescendo sempre di più con il passare dei minuti. Segno che Longo è riuscito a inculcare nella testa dei suoi ragazzi quella cultura della vittoria di cui spesso ha parlato, ma segno anche che ha trovato un gruppo di giocatori che ha seguito il tecnico, mettendosi intelligentemente a sua disposizione.

 

Domani il Torino conoscerà quale sarà il suo primo avversario alla final-eight. Tra le quattro teste di serie (ovvero le tre vincenti dei gironi e la migliore seconda) che potrebbe affrontare non c’è la Juventus, perché era nello stesso girone del Toro. Le altre tre possibile avversarie sono invece l’Inter, la Roma e l’Atalanta. Il sogno della Primavera di riconfermarsi campione d’Italia continua.

 

 

 

 

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