Toro, il riscatto di Immobile si complica

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Giornata di ufficializzazioni in casa granata. Il Torino ha reso finalmente noto quello che si sapeva da tempo: Ventura lascia la panchina dopo cinque anni, e cede il posto a Sinisa Mihajlovic, con il quale Cairo ha già cominciato a pianificare il mercato. Dalla porta all’attacco, tutto verrà preso in considerazione con la nuova gestione tecnica, senza stravolgere ma con degli evidenti cambiamenti. E un caso spinoso riguarda le conferme. In particolare, in attacco, dove a tenere banco è la questione Immobile.

 

L’attaccante alla sua seconda esperienza in granata, non ha mai pubblicamente voluto rassicurare sul suo futuro, anche perché contiene un enorme punto interrogativo. Undici milioni, anzi, come gli euro che il Toro dovrebbe versare nelle casse del Siviglia entro il 30 giugno per poter riscattare il cartellino del giocatore, tornato all’ombra della Mole a gennaio per lavorare con Ventura e provare a riconquistare la Nazionale. Sul giocatore, da tempo, c’è la Lazio (a lui non dispiacerebbe tentare un’esperienza nel Napoli di Sarri), e la sua permanenza al Torino è in questo momento tutt’altro che scontata.

 

La dirigenza granata vuole trattare con il club spagnolo per ottenere uno sconto, ma da Monki, ds del Siviglia, per ora sono arrivate soltanto fredde risposte. Di fatto, gli attuali proprietari del cartellino di Immobile non sono così convinti di accettare uno sconto (di diversi milioni di euro: il Toro vorrebbe spenderne circa 8, valutando il giocatore in maniera non troppo dissimile da quando acquistò Belotti), e per ora la situazione è piuttosto statica. La possibilità che il giocatore resti a Torino anche il prossimo anno, in questo momento, non è così alta. Meno di quanto si potrebbe aspettare. Molto dipenderà da Mihajlovic stesso, e dalla richiesta che farà a Cairo di confermare il giocatore, come ha già fatto con Maksimovic. La fisionomia dell’attacco è pronta a cambiare, di nuovo.

 

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