Primavera / Le pagelle di Torino-Atalanta

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nostro inviato a Modena

 

ZACCAGNO 8: nel secondo tempo è prodigioso in almeno due occasioni: prima quando disinnesca di piede la conclusione di Di Rocco, poi sul colpo di testa di Kresic a pochi minuti dal noventesimo. Ancora una volta si dimostra l’uomo in più del Toro.

 

CARISSONI 6: a pochi minuti dal 90′ un suo errato disimpegno di testa mette i brividi a tutto il Toro: il terzino regala palla ad un avversario al limite che, fortunatamente, non sfrutta il regalo. Fino a quel momento il terzino aveva disputato una partita ordinata e concreta.

 

MANTOVANI 6,5: in coppia con Friedenlieb annulla Tulissi, l’attaccante dell’Atalanta che nella regular season era riuscito a creare probleimi a più di una difesa. Prestazione matura da parte del capitano granata.

 

FRIEDENLIEB 6,5: di testa le prende quasi tutte lui. Il difensore paraguiano si rivela più volte prezioso quando l’Atalanta fa spiovere nell’area granata palloni alti, sbrogliando un paio di situazioni pericolose. Bravo anche ad usare con furbizia ed esperienza il proprio fisico per limitare gli attaccanti avversari.

 

PROCOPIO 7: sulla fascia sinistra è onnipresente. Un momento è in linea con gli altri difensori, l’attimo dopo è già salito per creare la superiorità numerica in attacco. Non sempre i suoi cross sono precisi, se lo fosssero la sua partita la si potrebbe definire perfetta.

 

ZENUNI 6: non è ancora il Zenuni a cui siamo abituati, ma compie degli importanti passi avanti rispetto alla partita contro la Fiorentina. Si accende solo a lampi, ma quando lo fa dimostra di poter essere l’uomo in più a centrocampo (st 28′ SEGRE 6: da sostanza alla linea mediata del Toro).

 

OSEI 6: un suo errore nella ripresa ha dato il via ad un’azione pericolosa dell’Atalanta sventata poi da Zaccagno. Per il resto solita partita di grinta e di qualità per il mediano ghanese.

 

PICCOLI 5,5: a inizio secondo tempo ha avuto sulla sua testa l’occasione per segnare il gol del 2-0, ma non è riuscito a trovare lo specchio della porta. Partita di sostanza per il centrocampista che è stato preferito dal primo minuto a Segre.

 

TRAORE 6,5: dopo l’ottima prestazione contro la Fiorentina di una settimana fa, Longo lo lancia titolare al posto di Edera anche con l’Atalanta. L’attaccante riesce però a trovare solamente a sprazzi gli spazi per mettere in mostra la propria velocità e le proprie doti tecniche.

 

TOBALDO 6: solita prestazione generosa per il centravanti ma, a differenza delle precedenti occasioni, fatica a farsi vedere tra le maglie dei difensori avversari. (st 33′ DEBELJUH 6: torna in campo per la prima volta dopo più di sei mesi dal grave infortunio al ginocchio occorso nella finale di Supercoppa contro la Lazio. Nel quarto d’ora circa a sua disposizione mette in mostra tutta la sua voglia di ritagliarsi uno spazio da protagonista in questo finale).

 

CANDELLONE 7: è l’uomo-partita. Il suo bel gol nel primo tempo regala al Toro la qualificazione alla semifinale dove affronterà la Juventus. Nel secondo tempo prova a vestire i panni anche dell’uomo-assist quando serve una palla d’ora a Procopio che il terzino non riesce a sfruttare al megio. (st 42′ NOVELLO sv).

 

All. LONGO 7: cuore, grinta ma anche lucidità. Con questi ingredianti il suo Toro si qualifica per la terza volta consecutiva alle smifinali scudetto. Coraggiosa e azzeccata la scelta di schierare dall’inizioTraore al posto di Edera. Nel finale toglie un attaccante, Candellone, e inserisce un difensore, Novello: una mossa che permette al Toro di portare a casa la vittoria.

 

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