Cairo-RCS: dal 13 giugno via all’offerta. “Nessun taglio al personale”

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È arrivato l’ok della Consob, e ora l’Ops (offerta di pubblico scambio) di Cairo per ottenere, attraverso appunto il cambio con delle sue azioni della Cairo Communication, la maggioranza del pacchetto RCS. Anzi, al presidente del Torino basterebbe (come dichiarato in passato) “solo” il 35% delle azioni del polo editoriale milanese, che gli permetterebbe comunque di ottenere la guida del gruppo. Ora è tutto pronto, e il 13 giugno si potrà davvero partire. Dopodiché, Cairo avrà poco meno di un mese di tempo (fino all’8 luglio) per convincere gli azionisti a sposare la sua linea e non quella di BonomiDella Valle (la cui Opa è più indietro nelle tempistiche), che si propongono di acquistare le quote di RCS dai vari soci per continuare a tenere la maggioranza della casa editrice, le cui pubblicazioni di punta sono Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport.

 

Insieme alla documentazione economica presentata da Cairo alla Consob, è presente anche un prospetto, una sorta di piano d’azione da parte dell’imprenditore alessandrino, su come muoversi nel caso riuscisse a diventare leader del gruppo. Innanzitutto, non è previsto, si legge, alcun tipo di taglio del personale (esattamente come avvenuto con La 7), mentre è ipotizzabile, a medio termine, una fusione di RCS con Cairo Communication, sempre permettendo a Cairo stesso di mantenere il controllo totale del gruppo.

 

Dal punto di vista editoriale, oltre al fatto che il patron granata miri a risparmiare 140 miioni di euro l’anno, l’intenzione dell’editore è quella di permettere una forte sinergia tra i giornalisti di RCS (da sfruttare anche la sede spagnola del gruppo) e quelli di La 7, pur mantenendo la totale indipendenza tra le varie testate. Inoltre, si vorrebbe accorpare in unico grande centro l’edificio di stampa di tutti i cartacei prodotti, a questo punto, dal gruppo RCS-Cairo. Insomma, un piano ben chiaro, ambizioso e volto a risanare un gruppo in questo momento allo sbando. La nuova sfida di Cairo è davvero cominciata, un po’ come quella di Mihajlovic al Toro. I soldi sul piatto sono diversi, così come le criticità. Ma per l’imprenditore alessandrino, l’estate si preannuncia davvero molto calda.

 

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