Longo, grandi meriti e pesante eredità: è il suo regalo al Toro

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Siamo quasi al paradosso: l’allenatore della Primavera più vincente dell’ultimo ventennio che si congeda dal Toro – con la promessa di tornare un giorno a sedere sulla panchina della Prima squadra – perdendo la gara alla quale tiene di più, il derby. Forse avrebbe meritato un epilogo diverso la lunga, passionale, fruttuosa storia d’amore tra Moreno Longo e il Toro. Ma in fondo c’è talmente tanto da riconoscere a questo allenatore che anche la stracittadina può essere per un attimo messa in secondo piano.

 

Perché c’è il merito ancor prima del demerito (e chiamarlo demerito è quasi ingeneroso): il merito di aver portato la squadra a giocarsi per la terza volta di fila l’accesso ad una finale che avrebbe permesso al gruppo di provare a centrare ancora il traguardo più ambito. C’è il merito, prima del demerito, perché solo chi guadagna la possibilità di giocarsi certe partite può permettersi di vincerle o di perderle. Gli altri no. È un po’ come la storia dei calci di rigore: li sbaglia solo chi ha il coraggio di batterli, ma anche chi ha la possibilità di farlo. Esserci, partecipare ma anche vincere. Il merito della Primavera di Longo è anche la grande eredità lasciata da questo ragazzo quarantenne col Toro nel cuore e con l’ambizione di crescere insieme ai suoi ragazzi. “Credo di aver lasciato una mentalità vincente e lo dico con un pizzico di presunzione, Che non vuol dire che si è solo vinto ma che si è coltivato questa mentalità, giorno dopo giorno”.

 

La chiama presunzione Longo, ma in fondo è semplicemente ciò che ha contribuito a rendere unico, sincero ed indissolubile il suo rapporto con la tifoseria granata in questi lunghi sette anni. Non è stata solo la piazza a stare dalla sua parte ma lui stesso a scegliere di rappresentarla nel modo migliore. Ma sarebbe un errore considerare Longo un semplice imbonitore. È stato (e continuerà ad esserlo) un grande allenatore. Niente scuse o lamentele, ma lavoro e obiettivi ben fissati: è la strada già tracciata per il suo successore.

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