Vives, Moretti e… Benassi. Il Toro pensa al capitano del futuro

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Il Toro è pronto a cambiare pelle. Sul mercato, certamente, ma anche a livello di spogliatoio. Cambierà il modulo, con l’arrivo di Mihajlovic, cambieranno le gerarchie. E in particolare, si pensa alla fascia di capitano. Il cambiamento, se ci sarà (e dovrebbe esserci), deriverà dal mercato: Kamil Glik potrebbe infatti presto salutare la maglia granata dopo cinque anni particolarmente intensi (su di lui sta accelerando il Besiktas) e il nuovo tecnico del Toro, in concerto con quella che sarà la volontà della sua squadra, dovrà scegliere il nuovo giocatore che si farà carico di rappresentare il gruppo in campo. Ma anche fuori.

 

Si vuole l’esperienza, certo. Ma non per forza anagrafica. Si vuole l’esperienza di chi in granata è già da qualche tempo e che potrebbe farsi carico del peso della squadra. Sono tre, in questo momento, i giocatori che più di tutti possono ambire alla fascia che fu di Valentino Mazzola. Il primo, e qui si va ancora per ordine anagrafico, è Giuseppe Vives, che difficilmente lascerà Torino e che, anzi, si appresta a disputare la sua sesta stagione all’ombra della Mole. Nel corso degli anni, il centrocampista di Afragola ha assunto un ruolo sempre più importante, sia negli schemi di Ventura, sia rispetto ai suoi compagni: molti sono quelli che non si dimenticano di ringraziarlo per i consigli e per la grande capacità di far inserire i nuovi elementi nel gruppo.

 

E come lui, non manca certo di carisma Moretti, spesso considerato un “capitano senza fascia” tra i giocatori granata. Il difensore, stakanovista ma pure sempre 35enne, difficilmente sarà titolare per tutta la prossima stagione. Proprio come Vives. Ma resta uno dei maggiori indiziati a indossare la fascia, anche solo in rappresentanza.

 

Ed è proprio questo il punto: le possibili presenze in campo. Sia il primo, sia il secondo difficilmente saranno i titolari nella squadra di Mihajlovic. Almeno ai blocchi di partenza. A differenza, invece, di Marco Benassi, che al Torino è pronto a cominciare il suo terzo anno, dopo una maturazione che è stata premiata dalla chiamata di Conte in Nazionale, nelle settimane di preritiro per gli Europei. Conosce l’ambiente, giocherà spesso e, soprattutto, ha un carisma che in molti gli riconoscono all’interno dello spogliatoio, nonostante la giovane età. Il classe ’94, fresco di matrimonio, potrebbe essere ulteriormente premiato con un riconoscimento davvero speciale. Il Toro tutto, una volta a Bormio, ne parlerà e deciderà. Ma i piccoli grandi segnali di cambiamento già stanno arrivando, per una squadra che è pronta a ripartire.

 

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