Toro-Gomis: appuntamento rimandato, ma rinnovo e adeguamento sono prioritari

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Appuntamento rimandato. Perché importante, sì, ma non urgente. Non sono riusciti a vedersi in settimana Branchini, agente di Alfred Gomis, e Cairo per cominciare a discutere un po’ meglio il futuro del giovane portiere granata, che tornerà alla base per essere attentamente valutato da Mihajlovic, con concrete possibilità di giocarsi la titolarità nel Toro, la squadra che lo ha cresciuto in questi anni. Mai come adesso, dopo i tre prestiti in Serie B (con profitto), Gomis sembra pronto non soltanto per il grande salto, ma per farlo nella squadra nella quale gioca fin da bambino. Un piccolo sogno che si realizza per lui, dopo che in passato aveva più volte rifiutato il ruolo di vice del titolare, proprio per maturare più forte e tornare all’ombra della Mole con più esperienza e, chissà, qualche possibilità in più.

 

È chiaro che, però, oltre al campo bisognerà subito cercare di blindare il giocatore più a lungo termine, soprattutto nel caso in cui il tecnico serbo dovesse effettivamente dare fiducia al ragazzo. Perché Gomis, che ha un contratto in scadenza nel 2018, nel Toro guadagna circa 70mila euro: cifra base per un giovane giocatore o per un elemento di Serie B, non di certo per un titolare in una squadra di Serie A che ambisce all’Europa League. Per questo già in questi giorni le parti avrebbero dovuto incontrarsi: non di certo per firmare, ma per iniziare a imbastire un discorso di prolungamento e adeguamento, da sottoscrivere anche nei prossimi mesi. Un ragionamento, in sostanza, simile a quello fatto per Benassi, il cui agente ha parlato in passato con Cairo ma senza sviluppi per ora davvero concreti: un ragionamento avviato che potrà essere ufficializzato soltanto più avanti, nel corso della stagione.

 

Tornando a Gomis, l’intenzione è di arrivare, qualora ci fossero tutte le basi e tutti i riscontri tecnici, almeno fino al 2020, a cifre decisamente più alte, circa 300mila euro. Tutto è stato rimandato, e potrebbe esserlo fino a dopo l’Europeo, quando l’agente tornerà in Italia e potrà occuparsi anche di questa questione. La situazione resta in evoluzione.

 

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