Toro, tentazione Meunier: il Brugge vuole 4,5 milioni

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Continua il restyling del Torino targato Mihajlovic, con tanti giocatori sotto osservazione, tante possibilità all’orizzonte e delle valutazioni sulla squadra attuale ancora da compiere. Ma se ci dovessero essere delle bocciature (anche a sorpresa) i granata vogliono farsi trovare pronti, andando a guardare sia al mercato italiano, sia a quello estero. Ed è qui che si fa caldo – oltre a quello di Henriksen, ma la strada che porta al giocatore appare in salita – il nome di Thomas Meunier, terzino destro classe ’91 che proprio ieri, con la maglia del Belgio, ha giocato un’ottima partita che ha permesso alla sua nazionale di battere per ben 3 reti a 0 l’Irlanda.

 

Meunier è il classico terzino destro perfetto per una difesa a 4, buone doti difensive, certo, ma ottima corsa e dribbling, di quelli capaci di mandare fuori fase gli avversari. Senza dimenticare i cross, altra qualità che certamente non gli manca. In forza al Brugge dal 2011, gioca con la nazionale maggiore dal 2013, e ha avuto modo di incrociare il Torino allora di Ventura in Europa League: due 0-0 nei quali poco è potuta emergere la sua forza in attacco, essendo le squadre piuttosto bloccate.

 

Insomma, è un giocatore che i granata hanno già potuto aver modo di vedere, e che hanno seguito durante tutta questa stagione (ha giocato, tra campionato e coppe, qualcosa come 42 partite, segnando anche 6 volte) e le buone impressioni sono state confermate. Tanto da spingere il club di Cairo a iniziare a sondare il terreno, per capire i margini di manovra per un possibile acquisto. Il giocatore, da un lato, al Toro e in Italia verrebbe più che volentieri, pur sapendo che almeno per un anno non potrà disputare nessuna competizione internazionale. Il club detentore del cartellino, però, valuta non meno di 4,5 milioni di euro il giocatore, cifra che potrebbe anzi aumentare in caso di asta, scenario non del tutto inverosimile dopo gli Europei. Se i granata vorranno accelerare e concretizzare l’interessamento che effettivamnete c’è, dovranno muoversi per tempo e in anticipo. E poi, naturalmente, risolvere i problemi interni, legati a Peres e Zappacosta. Ma questo è un altro discorso: il terreno è stato sondato, e terreno favorevole comunque c’è. Toccherà alle società darsi da fare.

 

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