Brevi: “Il 4 maggio? Un’emozione che porterò sempre dentro”

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Il 4 maggio si avvicina e per Glik e compagni è quasi arrivato il momento di salire al Colle per rendere onore agli Invincibili. Ma come si prepara un momento tanto importante ed emozionante? Come si prepara un Capitano alla lettura dei Nomi del Grande Torino? Per parlare di Superga, ma anche di molto altro, Toro.it ha raggiunto il primo Capitano dell’era Cairo, il Capitano che ha guidato il Toro post fallimento alla promozione in Serie A dopo una stagione esaltante: Oscar Brevi.

Brevi ha seguito il Toro? Che idea si è fatto?

Certamente, dopo che sono andato via ho sempre seguito il Toro, anche negli ultimi anni. L’ho sempre seguito con attenzione ed entusiasmo e quest’anno sono anche riuscito a venire a vederlo 2 o 3 volte dal vivo. Sono molto contento, anche la vittoria nel Derby è stata importante e il Toro sta facendo un ottimo campionato.

Anche in Europa League ha fatto un cammino molto importante.

Si assolutamente. Per il Toro alle prese con due competizioni contemporaneamente dopo molto tempo non è stato facile. Anche la perdita di Immobile e di Cerci ha creato qualche problema e all’inizio ha auto bisogno di un periodo di assestamento. Poi però ha fatto un grandi cose anche in Europa League.

E dopo 20 anni finalmente è arrivato anche il Derby.

Vincere il Derby ha tantissimo valore. Soprattutto per la tifoseria che aspettava questa vittoria da tantissimo tempo. È sicuramente stata la ciliegina sulla torta di questa stagione. Battere la Juventus è di certo una soddisfazione in più sia per i tifosi sia per la squadra e tutta la società.

Uno dei protagonisti di questa stagione è sicuramente Glik. Cosa pensa del Capitano del Toro?

Glik ha fatto grandi cose al Toro, è un ottimo difensore, molto bravo. Ed è riuscito a rendersi fondamentale anche in fase offensiva, soprattutto sulle palle inattive. Non è di certo facile per un difensore. Ha fatto davvero molto bene.

Tutta la difesa del Toro ha però fatto un buon lavoro. Anche i giovani come Jansson o Gaston Silva. SI possono considerare delle scommesse vinte?

Credo proprio di si. In serie A è difficile ripetersi, essere sempre competitivi. Il Toro fa bene ad investire su questi giovani. Quando si fanno stagioni a questi livelli è fondamentale il contributo di tutti. Fare bene in due competizioni contemporaneamente dopo tanti anni è merito di tutta la società: giocatori, allenatore presidente, tutti.

Lei è stato il primo Capitano dell’era Cairo e ha avuto l’onore e la responsabilità di leggere i nomi degli Invincibili a Superga proprio come Glik. Che ricordi ha di quei momenti?

Me li ricordo bene, è stato un grande onore e soprattutto una grande emozione. È una cosa molto toccante e significativa. Ricordo sempre con grande emozione quel momento e lo porterò con me per tutta la vita.

Conosceva bene la storia del Grande Torino? Come si prepara quel momento?

Certo, la storia la conoscevo già prima di arrivare al Toro. Poi quando sono arrivato De Biasi ci aveva fatto vedere delle immagini per renderci ancora più orgogliosi di vestire quella maglia. È stata certamente una cosa importante per quell’annata eccezionale. Il Mister è riuscito a trasmetterci tutto questo. Poi vivere in città, vedere l’attaccamento della gente, l’orgoglio di essere del Toro e l’importanza di quegli eventi è un’emozione in più. Ricordo che ero più emozionato il giorno che lessi i Nomi di quando entravo in campo.

Don Aldo aiutò molto Glik lo scorso anno per prepararsi alla lettura. È successo anche a lei?

Don Aldo lo ricordo sempre con molto affetto, ha anche battezzato mio figlio che è nato a Torino. Era sempre presente nei nostri ritiri, diceva messa prima delle partite c’è sempre stato. Non abbiamo fatto una preparazione particolare con Don Aldo, ricordo che ci si vedeva spesso e si chiacchierava poi mi aveva spiegato come si sarebbe svolta la giornata ma non abbiamo preparato nulla di speciale prima. Per Glik è stato sicuramente diverso perché aveva il problema della lingua.

Torniamo al calcio giocato. Mercoledì c’è l’Empoli. È una partita molto importante ma difficile. Come la vede?

Si, è una partita importantissima e il Toro ha qualche giorno in più per prepararla. In questo periodo dove la stanchezza comincia a farsi sentire è una cosa molto importante. L’empoli però è una squadra difficile da affrontare, gioca bene, sta sempre molto corta e non lascia molti spazi. Sono molto offensivi e il Toro dovrà fare una partita importante ma deve vincere per restare in corsa per l’Europa.

A proposito di Europa, secondo lei il Toro ce la può fare a qualificarsi?

È molto complicato fare pronostici. In questo momento c’è molto equilibrio, ci sono molte squadre in pochissimi punti e da qui alla fine è importante anche il livello fisico, inizia ad esserci la stanchezza. Bisogna vedere chi sta meglio, chi ha più alternative. Non è di certo una corsa semplice. Il Toro forse ha un calendario leggermente più favorevole ma reta un terno all’otto. Il Toro ne deve vincere il più possibile. Il mio augurio è che ce la possa fare. È un in bocca al lupo davvero sincero il mio, sono rimasto molto legato al Toro e spero possa farcela.

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