Darmian, il terzino dai gol decisivi: dopo l’Athletic stende la Juve

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Forse ogni tifoso, in cuor suo, sperava in una sua rete. È uno dei pochi che, sposato il progetto-Torino di quattro anni fa, è rimasto, ha lavorato, ha conquistato la maglia della Nazionale, senza però repentinamente (e, alla luce dei fatti, improvvidamente) salutare quella granata, alla ricerca di ingaggi faraonici ma di carriere in rapida involuzione. C’è molto di questo, c’è forse tutto questo, in quel gol di MatteoDarmian, faccia pulita del calcio italiano, gran lavoratore che, nelle rare occasioni in cui lo si sente parlare, lascia trasparire un’onestà intellettuale che non appartiene a tutti.

Come per esempio la spiegazione della dinamica del gol, figlio di “uno stop sbagliato“,ammette candidamente lui, ma allo stesso tempo figlio di un tiro così rabbioso, potente e velenoso da far ancora tremare di gioia i suoi tifosi. La parabola di Darmian è tutt’altro che discendente, e non è ancora giunta al suo apice. È in crescita costante, come tutto il Torino. Ma che un terzino, da sempre abituato a spingere poco e a giocare a destra, riesca a segnare in due delle occasioni più importanti della stagione del Toro (e in una, proprio quella del derby, partendo da sinistra; l’altra a Bilbao) fa capire come, in quattro anni, la crisalide è diventata farfalla.

Un’altra, l’ennesima, prova di sostanza e di classe per il giocatore, che sul futuro non vuole esporsi troppo (non è un mistero che piaccia a molte squadre), tranne che per parlare degli obbiettivi a medio termine: concentrarsi sul Toro e sulla possibilità di portare, nuovamente, la squadra in Europa. E tra un gol – il numero 2000 del Torino in Serie A – e un assist decisivi, Darmian è ufficialmente entrato nella storia della squadra granata. In quella storia che in pochi dimenticheranno, in quella storia che anzi in molti tramanderanno. E un terzino di un piccolo paese del varesotto, ma con grandi ambizioni, ci è entrato a pieno merito.

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