Gasperini e Ventura, doppio derby: la sfida è tutta in panchina

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Il calcio è spesso storia di incroci, di corsi e ricorsi storici, di episodi, di avvenimenti che ammantano di quella patina sentimentale uno degli sport più belli del mondo. Succede che, domani, a Genova, si incontreranno due delle figure più importanti del panorama italiano. Due allenatori, per l’esattezza, che hanno dato più e più volte dimostrazione di come, con costanza e perseveranza, lavorare in piazze molto calde è possibile. E senza dover necessariamente far ricorrere le rispettive dirigenze a facili esoneri nei momenti difficili, che raramente possono dare esiti sperati. Gasperini e Ventura a confronto, con due modi di fare calcio diversi, ma con risultati simili, e in piazze dove in pochi hanno, di recente, davvero fatto bene.

 

Il primo, anzi, sembra riuscire a dare il meglio di sè solo a Genova. Ha provato in più occasioni a provare altro, ma è tornato “all’ovile”. Il secondo, invece, con il Toro ha saputo togliersi quelle soddisfazioni che in passato aveva sfiorato, senza riuscire ad avere quella continuità necessaria per mettere completamente a frutto il suo lavoro. Due allenatori esperti ma innovativi, che, per altro, vivranno un derby personale e incrociato.

 

Ventura, genovese, ha il cuore sampdoriano. Gasperini, di Grugliasco, invece bianconero. E entrambi sperano nello sgambetto al rispettivo avversario, per cercare di raggiungere l’Europa. E la sensazione è che non sarà la squadra più attrezzata, giacché, alla fine, il valore sulla carta è molto simile, quanto piuttosto quella più organizzata, meglio disposta in campo, ad avere la meglio. Una vera sfida tattica, tra due allenatori che sugli schemi lavorano in maniera maniacale. Per poi far divertire quando questi, a un certo punto, saltano. Torino-Genoa dello scorso anno è ancora davanti agli occhi di tutti, con quel doppio capolavoro firmato Immobile e Cerci che in poco più di un minuto ha saputo ribaltare il vantaggio di Gilardino. Una partita incredibile, quella, che fece sorridere il Toro. Una partita, quella di domani, che saprà far divertire e che vedrà non solo ventidue giocatori in campo, ma due uomini in panchina sfidarsi. E che soltanto un “colpo da maestro” potrà essere risolta, in un senso o nell’altro.

 

 

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