Il pagellone 2014/2015: Giuseppe Vives

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Alle spalle un’annata esaltante e inaspettata per molti, davanti una stagione in cui sarebbe stato difficile confermarsi a certi livelli. Ed è stata così quella appena vissuta da Vives, centrocampista che ha concluso il quarto anno al Toro e con Ventura, superando l’iniziale momento di difficoltà, sia personale che della squadra, rimettendosi ancora in gioco nonostante a quasi 35 anni non c’è quasi più nulla da dimostrare. Il centrocampista, il perno su cui la mediana si è poggiata nella stagione che ha visto il Toro ritornare in Europa, ha iniziato meno bene del previsto: ma se lo scorso anno era stato lui a tenere le redini della squadra granata, quest’anno ha spesso passato il testimone a Gazzi (sopresa stagionale, come del resto era stata una sopresa l’annata precedente di Vives), ed è stato schierato poche volte nel ruolo che gli aveva permesso di giocare la migliore stagione in A della carriera. Non lo ha certo aiutato il periodo buio del Toro, quello dei primi tre mesi di campionato. Pochi sprazzi di luce, prima che finalmente la squadra si rialzasse e con essa anche l’ex Lecce. Un gol e tanti assist spesso decisivi (otto nel totale tra campionato ed Europa League) nelle 35 presenze messe assieme dal mediano.

Spesso schierato come mezzala destra, vista la stagione complicata di Nocerino e la minore esperienza di Benassi, il giocatore si è adattato e calato nella parte come sempre, giocando partite buone (di sicuro non avrà dimenticato quella del San Mamés o il gol decisivo a Firenze, per ricordarne alcune) e altre meno buone, sempre con la stessa professionalità. Il veterano del gruppo, uno dei pochi reduci dalla B (insieme a Darmian, Glik e Basha), ha chiuso la stagione in crescendo e sarà ancora ai nastri di partenza tra un mese, quando il Toro si ritroverà per ripartire.  

 

 

Giuseppe VIVES
VOTO: 7
Presenze: 35
Gol fatti: 1

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