Inzaghi contro il Toro: dal rigore sbagliato all’esultanza spropositata sul 6-0

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Il Toro e Pippo Inzaghi ancora contro. È già successo un girone fa ma, soprattutto, è capitato tante volte prima che il tecnico rossonero appendesse le scarpette al chiodo. Il Toro e Inzaghi si ritroveranno ancora una volta a San Siro, lo stadio in cui, negli ultimi anni, due triplette dell’attuale tecnico rossonero hanno costretto i tifosi granata ad assistere ad alcune delle più brucianti sconfitte. Su tutte quel 6-0 del 6 ottobre del 2002.

 

Ad aprire le marcature fu Pirlo, poi Inzaghi e Serginho mandarono le squadra al riposo sul 3-0. Nella ripresa il Milan dilagò con altri due gol di Inzaghi inframezzati da un’autorete di Fattori. Più che il risultato però, a far crescere la rabbia dei calciatori e dei tifosi granata fu l’esultanza del centravanti rossonero dopo l’ultimo gol, siglato all’86’. Una corsa verso la bandierina scuotendo le braccia che fece saltare i nervi a diversi giocatori del Torino. Su tutti Cristiano Lucarelli. “Se passate ancora la metà campo vi spacco le gambe” avrebbe minacciato il livornese, espulso poi dall’arbitro. La seconda tripletta di Inzaghi al Torino è invece più recente: 19 aprile 2009. Come nel 2002, sulla panchina granata anche in quella circostanza sedeva Giancarlo Camolese, chiamato da Cairo per cercare di mettere una pezza ad una stagione nera. A San Siro finì 5-1, con l’attuale tecnico rossonero autore dei primi tre gol.

 

Inzaghi per Camolese non è stato però soltanto un incubo. Nel 2000/2001 fu infatti l’allenatore granata a gioire, mentre l’attaccante rossonero si disperava. Il suo Toro, che poche settimane prima aveva rimontare la Juve nel derby da 0-3 a 3-3, nella decima giornata di quel campionato affrontò al Delle Alpi il Milan. Nel primo tempo Lucarelli sbloccò il risultato ma, nella ripresa, Inzaghi si procurò un dubbio calcio di rigore. Lo stesso attaccante rossonero si incaricò della battuta, dallo stesso dischetto in cui Salas aveva mandato in orbita il pallone del possibile 3-4 nella stracittadina. Anche l’esito fu pressoché identico: pallone in curva e granata in festa.

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