Liberazione granata

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 Il 26 aprile 2015 verrà ricordato come il giorno della Liberazione granata: anche in questo caso un ventennio di frustrazione prima di riassaporare la libidine pura. 

Finalmente la missione è compiuta, Glik e compagni sono davvero riusciti a prendersi i punti lasciati domenica scorsa a Reggio Emilia proprio nella partita più sentita e al termine di un derby intenso, bello, avvincente e spettacolare come pochi.
Nemmeno il triste contorno degli scontri, degli insulti, delle bombe carta può offuscare un’impresa attesa, desiderata, voluta, ottenuta con intraprendenza, caparbietà e sofferenza. I bianconeri hanno provato dapprima a rimescolare le carte presentandosi con la difesa a quattro anziché col modulo a specchio, poi sono passati in vantaggio con la solita punizione di Pirlo ed infine le hanno provate davvero tutte per pareggiare scheggiando anche i pali nel convulso finale. Ma non c’è stato niente da fare, stavolta il Toro è stato più forte anche del destino baro. Tuttavia sarebbe ingeneroso ridurre tutto al fato perché dietro questa vittoria ottenuta nel modo più bello, in rimonta, c’è stato un percorso evidente di crescita che è passato anche e soprattutto per l’esperienza europea che ha riportato i granata a giocarsi partite che contano ed ha dato loro la consapevolezza necessaria per battere le cosiddette grandi in campionato fino a compiere l’impresa contro i primi in classifica nel loro anno migliore. 
Ora che è giunta anche la famosa ciliegina sulla torta il cerchio non deve chiudersi, il quadriennio di Ventura ha registrato un percorso in crescendo che non può arrestarsi e indipendentemente dalla conquista di un posto in Europa anche per la prossima stagione, Cairo, Petrachi e lo stesso allenatore devono sedersi attorno ad un tavolo per programmare insieme il futuro del Torino. Perché questa vittoria tanto attesa nel derby non deve rappresentare la chiusura di un bel ciclo bensì l’inizio di un altro se possibile ancora più bello.
 
CHI SALE:
QUAGLIARELLA         il giocatore più atteso risulta decisivo nella partita più importante in calendario: così è proprio lui – cresciuto nel vivaio del Toro – a rompere il lungo incantesimo. Inizia con un tiro angolato che impegna Buffon, poi l’assist per Darmian e infine la gioia personale e di tutto un mondo. Ovazione.
DARMIAN       il giovane terzino, ormai titolare in Nazionale e seguito dai più importanti club europei, dimostra pienamente il suo valore in una partita epica: contrasti e recuperi da repertorio impreziositi da un gol fortemente voluto ed un assist al bacio. Decisivo come il Quaglia. 
GLIK         non solo capitano, ormai un vero e proprio totem. Disputa una gara impeccabile: oltre ad un anticipo fantastico e dal valore incommensurabile su Matri ad un passo dal gol, mette pezze ovunque e non concede quasi nulla agli avversari. E soprattutto onora la fascia trascinando i compagni.
PADELLI          anche il portiere è decisivo nella riconquista del derby con due parate straordinarie su conclusioni ravvicinate di Pepe e Sturaro. Bene anche nelle uscite aeree, impotente solo sulle punizioni di Pirlo sulle quali non azzarda nemmeno l’intervento restando immobile e perplesso.
 
STABILI:
BRUNO PERES       il brasiliano cerca costantemente la giocata proponendosi a ricevere il pallone sulla fascia e puntando e superando quasi sempre i suoi dirimpettai. Troppo egoista quando vanifica un’azione personale in dribbling strepitosa cercando la conclusione anziché servire compagni liberi. Più di qualche incertezza dietro.
EL KADDOURI       gioca la solita partita tra alti e bassi, accendendosi tardi ma al momento giusto per disegnare il sorpasso. Nel finale pennella cross deliziosi per Quagliarella e compagni e si adopera al servizio della squadra disturbando gli avversari nella propria trequarti con impegno e senso di abnegazione raramente notati.
BENASSI         prova di sostanza del mediano che se la vede con un altro giovane di prospettive interessanti, l’ex genoano Sturaro al quale concede poco vincendo il personale duello. Nel primo tempo prova lui stesso la conclusione e tiene il campo con buona intensità.
MAKSIMOVIC         gioca una partita accorta senza esagerare nelle sue proiezioni. Nei primi minuti tiene alto il baricentro andando a pressare gli avversari nella loro trequarti. Fondamentalmente chiude sempre con buona efficacia Morata che praticamente non vede palla per tutta la partita. Diligente anche nelle diagonali. 
VIVES           subentra a Benassi puntellando il centrocampo nei minuti più caldi e contrastando l’arrembaggio finale dei bianconeri. Entra subito nel vivo del gioco e si fa vedere anche in avanti con una conclusione alta sopra la traversa.
MARTINEZ         subentra a Maxi Lopez per sfruttare gli inserimenti negli spazi in contropiede. Cerca di fare quanto richiesta da Ventura ma si nota poco e l’unica chance che ha la trasforma in rete. Peccato però che si trovi in posizione di offside quando deposita in porta il tiro di Quagliarella apparentemente destinato fuori.
MAXI LOPEZ          l’argentino stavolta non incide restando spesso ai margini della manovra e non riuscendo mai a trovare la via della porta. Poco servito e meno battagliero del solito, ha il merito di aprire lo spazio a Darmian in occasione del gol del pareggio a fine primo tempo.
 
CHI SCENDE:
GAZZI           una partita per certi versi indecifrabile quella del rosso mediano. Il migliore in campo per palloni recuperati con anticipi strepitosi e per la sagacia tattica con la quale annulla Pereyra, sciagurato per un retropassaggio sbagliato che costringe agli straordinari Glik e per i falli gratuiti che consentono a Pirlo di segnare il gol e colpire un palo su punizione. Salterà Palermo per squalifica.
MORETTI          anche nella partita delle partite si prende qualche rischio di troppo in area, soprattutto su Morata. Anche lui però lotta con ardore svellendo palloni al limite dell’area, murando un tiro di Matri e non concedendo metri agli avversari più veloci di lui. La squalifica gli consentirà di rifiatare in un finale di stagione in cui dimostra un po’ di affanno dopo tante battaglie.
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