Primavera: 364 giorni dopo, cancellata la maledizione dei rigori

0
13

Quasi un anno dopo, ancora un pareggio, ancora i calci di rigore. Era la sera dell’11 giugno 2014 quando, dopo lo 0-0 contro il Chievo, il sogno scudetto del Toro si è infranto a causa dei tiri dal dischetto. Trecentosessantaquattro giorni dopo, non più a Rimini in finale ma a Genova nei quarti, la Primavera granata si è ritrovata nuovamente sul risultato di parità e a dover superare la lotteria dei calci di rigore per poter festeggiare.

 

Per qualche istante nelle menti dei tifosi del Toro sono riaffiorate le immagini della traversa di Gyasi e del rigore parato a Morra di un anno fa. L’incubo che quello che è accaduto contro il Chievo potesse ripetersi si è rafforzato dopo che Rosso si è fatto respingere da Donnarumma il primo penalty della serie granata. Ma qualsiasi filo conduttore con la partita dell’anno scorso si è interrotto in quel momento, proprio con la conclusione di Rosso, l’unico dei cinque rigoristi della finale di Rimini a ripresentarsi ieri sul dischetto. A spazzare via i fantasmi del passato ci hanno pensato prima Zaccagno (bravo a respingere il rigore di Crociata), poi Zenuni, Debeljuh, Martino e Danza, tutti quattro perfetti dagli undici metri. Che la musica rispetto ad un anno fa potesse essere completamente diversa l’aveva però fatto capire già nei precedenti 120′ di gioco proprio quest’ultimo. Con una calma olimpica, il centrocampista arrivato a gennaio dalla Pro Vercelli aveva infatti raggiunto per due volte il Milan, calciando perfettamente i due rigori concessi al Torino. Nella serie finale ha poi potuto stabile un piccolo record: quello di segnare tre penalty nella stessa partita.

 

Con una squadra quasi completamente diversa da quella dell’anno scorso (Fissore, Graziano, Morra e Rosso unici reduci della passata stagione), Moreno Longo ha saputo portare il suo Torino nuovamente tra le prime quattro d’Italia. Oltre ai granata, a contendersi lo scudetto ci sono come un anno fa Lazio e Fiorentina, oltre alla novità Roma. Nella final-eight di Rimini il Toro in semifinale se la dovette vedere contro la Lazio di Simone Inzaghi, sabato sera invece dovrà affrontare quella Fiorentina che ha vinto il girone A, riuscendo anche ad avere la meglio sui granata negli scontri diretti (2-2 a Torino e 3-2 per i viola a Firenze). Contro il Milan il Torino ha però saputo riscrivere la storia dei calci di rigore, ora contro la Fiorentina dovrà riscriverne un’altra per far proseguire il sogno scudetto.

Condividi