Rizzitelli: “Toro, era ora. Sembrava una maledizione”

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di Marco Sangiorgio – Due stagioni in maglia granata, trenta gol e due derby da assoluto protagonista. Stiamo parlando ovviamente di Ruggiero Rizzitelli, attaccante del Torino dal 1994 al 1996 e mattatore della doppia vittoria contro la Juventus nel ’95. Rizzigol ha commentato, in esclusiva per Toro.it, il ritorno al successo nel derby del Toro e ha ricordato le emozioni dei due anni a Torino. Parole di elogio per Ventura e Darmian e la speranza di rivedere il Toro in Europa.

Il Torino è tornato a vincere un derby dopo vent’anni. Darmian e Quagliarella hanno scritto un’altra pagina di storia granata, dopo la tua.
Finalmente, era ora. Sembrava una maledizione, ma finalmente è stata sfatata. Prima o poi doveva succedere e sono contento che non si dovranno più ricordare solo le vittorie del 1995. Io ho comunque scritto una pagina importante della storia del Toro segnando quattro gol in due derby.

Qual è il tuo gol nei derby che ricordi con più felicità?
Sono tutte belle le reti alla Juve e ancora di più se sono vincenti: su cinque fatti in quella stagioni, quattro sono miei e vado orgoglioso del fatto che siano serviti alla vittoria. Un gol in un derby perso varrebbe solo per le statistiche.

Quanto pesava nella mente dei giocatori granata questo tabù da sfatare?
Tantissimo, anche perché il derby è vissuto molto di più dai tifosi granata e la squadra sente questa pressione. Non arrivando, purtroppo, tanti successi e trofei, non riuscire a vincere neanche il derby è un’angoscia che ti porti dietro per tutta la stagione. Basti pensare che un ragazzino nato vent’anni fa non aveva mai visto vincere il Toro e si capisce che questa era diventata una depressione. Finalmente si è tornati a vincere e ora ci si può concentrare sul futuro,

Cosa ha permesso al Toro di aggiudicarsi questa partita?
Questa squadra gioca a calcio. E per vincere, soprattutto un derby contro una Juve così forte, c’è bisogno di giocare bene a calcio. Anche all’andata, fino al gran gol di Pirlo, il Toro aveva giocato alla pari e non meritava la sconfitta. Questo è un ottimo segnale. Ha aiutato anche il fatto che la Juventus avesse il pensiero della Champions League, ma il derby è sempre il derby, quindi penso che siano entrati in campo concentrati anche loro.

La vittoria è meritata per quello visto in campo?
Assolutamente sì, perché c’è stata la prestazione ed è stata all’altezza degli avversari. I bianconeri dicono di essere stati sfortunati con i pali, ma quello fa parte del calcio e il Toro ne sa qualcosa.

Cosa ti è piaciuto di più nella partita di ieri?
Il gruppo, perché quando si vince lo si fa con il collettivo, soprattutto in partite di questo genere: per battere la Juve tutti devono giocare per la squadra e con la squadra. Questa è stata assolutamente la vittoria del gruppo.

Darmian è l’emblema di questo Toro?
La sua è una favola, la favola di tutti i ragazzi che iniziano a giocare a calcio. Bisogna crederci sempre e cercare di raggiungere i propri obiettivi con la determinazione, la voglia e la volontà. Questi sono i valori da insegnare ai ragazzi: molti di loro si perdono per strada, perché non hanno la determinazione e la speranza. Darmian è la dimostrazione che il lavoro paga: ha fatto bene sia in Italia che in Europa. Ormai è un giocatore affermato, ma fino a cinque anni fa non lo conosceva quasi nessuno.

I tre punti hanno anche avvicinato il sesto posto. L’Europa è raggiungibile?
Dopo che vinci un derby tutto quello che viene è guadagnato. Dopo un inizio di campionato così stentato, anche a causa del doppio impegno settimanale, si pensava addirittura alla retrocessione. Non dimentichiamocelo. Invece Ventura con la sua pazienza e con il gioco è riuscito a gestire tutto e ora il Toro deve credere nell’Europa: le concorrenti stanno vivendo un momento di difficoltà mentre i granata hanno l’entusiasmo giusto per affrontare il finale di campionato. Io ci credo!

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