Toro, il tabù ancora da sfatare: il successo nel derby manca da vent’anni

0
16

Domenica pomeriggio il Toro di Ventura avrà l’opportunità di interrompere un digiuno che dura dal 1995 e scrivere così un’altra piccola pagina di storia granata. Il successo in casa, infatti, manca dal 25 gennaio 1995 quando una doppietta di Rizzitelli e il gol di Angloma permisero al Toro di superare 3-2 la Juve di Vialli (autore di una doppietta). Eroe di quella serata fu anche il portiere Luca Pastine, spesso criticato per la sua insicurezza, che riuscì a neutralizzare un calcio di rigore di Ravanelli al 70′. Il penalty del possibile 3-3.

I precedenti, da quando esiste la Serie A, in casa granata, recitano 18 vittorie del Toro, 23 pareggi e 28 sconfitte. L’ultimo pareggio è datato 24 febbraio 2002 quando al gol di testa di Tezeguet, su assist di Davids, risposero Ferrante e Cauet, prima del gol beffa all’ 89′ di Maresca. Questo derby è noto soprattutto per il gesto di scherno di Maresca, che esultò imitando “le corna” di Marco Ferrante. Un’esultanza mai perdonata dai tifosi granata e sempre ricordata da quelli bianconeri. La sconfittà più recente risale invece all’ultimo derby giocato all’Olimpico, quello del 29 settembre 2013, quando Pogba trafisse Padelli approfittando di uno svarione, l’ennesimo in un derby, del direttore di gara Mazzoleni e del suo assistente, che non videro una netta posizione di offside di Tevez. 

Il sucesso più ampio, targato Toro, risale al 17 marzo 1957: 4-1 con doppietta di Jeppson, gol di Armano e Tacchi, prima del penalty bianconero trasformato da Montico. La vittoria bianconera più pesante è invece quella del 17 novembre 2002: 0-4 con gol di Del Piero, Di Vaio, Nedved e Davids.

Domenica il Toro ha l’opportunità di scrivere un’altra bella pagina di questa stagione: dopo il tabù europeo è il momento di ritornare al successo anche in un derby. I valori tecnici rimangono distanti, ma il Toro, nel corso della sua storia, ha dimostrato che con il cuore e l’orgoglio può superare i propri limiti. Ventura ha avuto più tempo per preparare la partita e sicuramente vuole mantenere la promessa di un anno fa. Il Toro ci crede. Il verdetto lo darà, come sempre, il campo.

Condividi