Toro-Juve, stesso sistema di gioco ma diversa interpretazione

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Quando quest’estate Massimiliano Allegri ha preso il posto di Antonio Conte sulla panchina della Juventus, per continuare la strada vincente tracciata dal suo predecessore, non ha apportato nessuna rivoluzione tattica: la sua squadra ha continuato a giocare, come negli ultimi tre anni, con il consueto 3-5-2. Il tecnico livornese non ha però abbandonato del tutto il suo credo calcistico e quel 4-3-1-2 con cui bene aveva fatto ai tempi del Cagliari e con cui ha vinto lo scudetto al Milan. Nel corso della stagione, in particolare quando non ha potuto disporre di Barzagli in difesa, la Juventus ha saputo anche cambiare modulo, passando appunto a quello con la retroguardia a quattro, continuando comunque ad ottenere risultati positivi.

Contro il Torino, così come nell’ultima partita giocata (quella con il Monaco), la squadra di Allegri dovrebbe però disporsi con il 3-5-2, ovvero con uno schieramento speculare a quello granata. Ventura e Allegri hanno però due modi differenti di interpretare lo stesso modulo. Innanzitutto sono completamente diverse le caratteristiche del giocatore posizione davanti alla difesa: che giochi Gazzi o che giochi Vives poco cambia, in quella posizione Ventura preferisce schierare un giocatore prevalentemente di rottura, che si occupi più che altro della fase difensiva. La scelta, in realtà, è quasi obbligata, dato che in rosa il Torino non può contare su un giocatore tecnico capace di impostare.

Allegri invece al centrale di centrocampo, potendo contare anche su un giocatore dalle grandi qualità tecniche come Pirlo, assegna principalmente compiti di costruzione del gioco. In pratica colui che viene posizione davanti alla difesa è un vero regista di centrocampo. Differenti anche le interpretazioni del ruolo da parte degli esterni: i due terzini granata partono sempre in linea con i tre centrali difensivi, proponendosi raramente entrambi, contemporaneamente, in fase offensiva, se non nei momenti di grande spinta. Pur allineandosi anche loro ai tre difensori centrali quando sono gli avversari ad attaccare, andando quindi a formare una linea arretrata composta da cinque uomini, gli esterni bianconeri sono più propensi alla fase offensiva, partendo anche da una posizione più avanzata rispetto ai loro colleghi granata.
Più simile il modo di giocare delle punte delle due squadre. Quagliarella da un parte, Tevez dall’altra, spesso si ritrovano a mettere a disposizione delle rispettive squadre le proprie qualità, giocando da registi avanzati, arretrando di qualche metro per ricevere il pallone e smistarlo poi ai propri compagni.

Le interpretazioni tattiche differenti di un modulo simile sono per lo più dovute alle differenze tecniche delle due squadre e alla caratteristiche dei giocatori a disposizione. Non potendo disporre di giocatori con qualità ben al di sopra della media, come ad esempio Pirlo o Pogba, Ventura per ottenere gli ottimi risultati degli ultimi due anni (da quando ha abbandonato il 4-2-4, con cui aveva conquistato la promozione prima e la salvezza poi, per passare al 5-3-2) ha costruito una squadra che ha fatto della solidità difensiva uno dei suoi punti di forza, che in ogni partita concede poco agli avversari.

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