Una reazione incoraggiante

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Il rischio della sbornia da derby, di avere la pancia piena dopo aver ottenuto il risultato tanto agognato mettendo la classica ciliegina sulla torta con le quattro candeline venturiane, era altissimo. Peraltro giocare su un terreno ostico quale quello del Palermo a tre giorni dal dispendio energetico del derby non era cosa facile e c’era effettivamente più di un motivo per temere un capitombolo. E, dopo un primo tempo nel quale i granata si sono trovati per due volte in svantaggio e più vicini all’1-3 che non al 2-2 tali sospetti aumentavano a dismisura. 

Nella ripresa però ha preso corpo il Toro da rimonta, una piacevole costante di questo scorcio di campionato, non completata pienamente a causa di una decisione arbitrale discutibile ma resa possibile dalle mosse di Ventura che ci ha visto lungo inserendo la verve di El Kaddouri e Maxi Lopez a partita in corso. I due hanno decisamente cambiato volto alla partita del Torino che, come detto, ha rischiato di vincere una gara che ha visto i primi 45’ favorevoli ai rosanero ma che nel complesso, numeri alla mano, è stata molto equilibrata.
I risultati delle rivali per l’Europa League non sono stati comunque malvagi per i granata che possono ancora nutrire speranze di qualificazione sebbene i calendari di Sampdoria e Inter sembrano favorire le compagini di Mihajlovic e Mancini. Ma al Toro del derby nulla sembra poter essere precluso tanto più che nel caso di arrivo a pari punti con doriani e nerazzurri può contare su un vantaggio grazie agli scontri diretti. A patto che non diventi Toro seduto come quello della mitica rimonta sui cugini del 27 marzo ’83 dopo la quale i ragazzi di Bersellini conclusero il campionato a metà classifica perdendo quattro partite e pareggiandone una nelle ultime cinque giornate. Ma già il viatico sembra diverso, per fortuna.
 
CHI SALE:
MAXI LOPEZ           fa più lui in mezzora che gli altri attaccanti in tutta la partita: ricaccia in gol il primo pallone che tocca e poi si rende pericoloso altre due volte prima di siglare con un movimento da attaccante vero il gol del sorpasso ingiustamente annullato. Re Mida.
BRUNO PERES           unisce alla solita corsa ed ai soliti dribbling ubriacanti anche un gol fondamentale con una deviazione chirurgica in area, il terzo della stagione. Conferma di non essere preciso sui cross e di offrire giocate altalenanti dietro.
EL KADDOURI            il suo ingresso è fondamentale quanto quello di Maxi Lopez. Ravviva la squadra con giocate e assist decisivi per Maxi Lopez (tutti e tre suoi palloni messi in mezzo per l’argentino), fa cambiare marcia alla squadra e si rende utile anche in ripiegamento.
 
STABILI:
GLIK           non è gladiatorio come nel derby e probabilmente nemmeno lui ha stessa concentrazione. Fa sentire la sua prestanza fisica su Vazquez e protegge Padelli, si fa però superare – cosa non da lui – nel gioco aereo da Andelkovic che coglie la traversa.
BOVO            qualche errore in impostazione ma non regala nulla in fase difensiva, attento sulle palle aeree e bravo nell’intuire le giocate avversarie uscendo in anticipo al momento giusto. Nel finale duella con Belotti e si erge a baluardo sui tiri avversari.
VIVES           si concede qualche licenza in difesa ma è sempre pronto a rubare ed intercettare in mediana o ad anticipare di testa sui rinvii. Encomiabile per come si spende per la causa sebbene non sia nel pieno delle forze atletiche ed infatti nel finale è stremato.
MOLINARO          non salta adeguatamente sul corner del primo gol rosanero e non chiude in diagonale sul secondo. In fase offensiva si affaccia spesso nel p.t. ma oltre ad un tiro da dimenticare, combina poco. E dietro, in generale, non aiuta come dovrebbe Gaston Silva.  
MARTINEZ            la giocata migliore è un assist filtrante per Benassi ma nel frattempo si era fatto pizzicare in posizione irregolare. Per il resto solo una conclusione troppo centrale verso Sorrentino e la sensazione che potrebbe far meglio. Evanescente.
GASTON SILVA         la desuetudine a giocare gare ufficiali di certo non lo aiuta ma lui ci mette del suo dimenticandosi di Rigoni sul raddoppio palermitano o quando si fa soffiare pericolosamente il pallone da Rispoli sulla trequarti. Fortunatamente nella ripresa controlla bene anche un cliente ostico come Dybala.
 
CHI SCENDE:
PADELLI         oltre a prendersi qualche rischio nei disimpegni coi piedi, uno in particolare su Dybala, regala ancora incertezze nell’area piccola nelle uscite (mancate) come in occasione del cross del raddoppio. Un paio di interventi ma il portiere del derby era un’altra cosa.
QUAGLIARELLA          anche l’attaccante più prolifico fatica a rendersi pericoloso e rispetto al derby fa un passo indietro evidente. Entra con un tiro sballato che diventa assist nell’azione del primo gol e dimostra anche successivamente di avere le polveri bagnate. Qualche apertura intelligente non basta a tenerlo a galla.
BENASSI          perde troppi palloni sulla trequarti apparendo poco lucido e reattivo. Sorpreso da Vitiello sul primo gol, si smarca bene una sola volta in fase di inserimento ma è fermato dall’arbitro. In generale troppe pause e un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni.
FARNERUD         anche lo svedese è piuttosto svagato ed approssimativo, soprattutto nel primo tempo. Non è incisivo negli inserimenti e talvolta mette in difficoltà i compagni con suggerimenti errati. Il problema principale è che, fatto salvo qualche buon assist soprattutto direttamente dalla bandierina, non è prezioso quanto un anno fa.
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