Annoni: “Dal mercato un leader per la difesa. Il calo di Castan è fisiologico”

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2029

Esclusiva / Annoni: “Contro il Genoa reazione importante. Belotti? Bisogna sfruttare al meglio questo suo grande motivo ma servono rinforzi in difesa”

Annoni, in occasione di Torino-Genoa era al Grande Torino: come ha visto i granata?
Sì, ero allo stadio. Erano molto contratti nel primo tempo, sembravano timorosi come se avessero perso la fiducia che avevano trovato nei primi tempi. Poi l’avversario non era semplice da affrontare, insieme all’Atalanta è forse la squadra più ostica da incontrare. È gente che vuole emergere, corre ai mille all’ora e infatti il Toro ha fatto fatica nel primo tempo. Poi fortunatamente la squadra si è sbloccata subito: il vantaggio ha dato modo al Toro di poter gestire la partita e aspettare, era il Genoa a dover fare il gioco.

Una vittoria importante arrivata dopo tre sconfitte: secondo lei a cosa può essere dovuto questo calo? 
Delle tre sconfitte sicuramente quella peggiore e più difficile da accettare è quella contro la Sampdoria, per via del fatto che è allo stesso livello del Toro se non anche un po’ in meno. Nel derby invece, risultato a parte, c’è stata una reazione, non è stato il solito derby almeno hai reagito. Poi giocava contro la prima in classifica, contro una squadra che non perdona se gli dai l’occasione così come con il Napoli, una delle squadre più in forma. La cosa importante è che c’è stata una reazione e soprattutto che si è tornati alla vittoria contro il Genoa. Adesso possono andare in vacanza con un morale diverso, è importante perché continuano a credere nel lavoro che stanno facendo, nell’allenatore e ci sono i buoni presupposti per ricominciare e lottare per l’obiettivo che si sono posti.

A proposito di obiettivi, l’Europa può davvero essere un traguardo raggiungibile già quest’anno?
Penso che l’importante non sia se è raggiungibile o no. Quello che conta è puntare all’obiettivo, fare di tutto per raggiungerlo. Durante la stagione può capitare di tutto, puoi piazzarti al 4° posto oppure perdere l’Europa per un punto, ma l’importante  è che lottino per quello e non solo per un campionato tranquillo. Servirà però intervenire sul mercato.

In che reparto dovrebbe intervenire il Toro in sede di mercato?
Credo che servirebbero almeno un paio di innesti. Un centrocampista e un buon difensore centrale, uno che diventi un leader della difesa, che sia in grado davvero di gestirla. Dietro non siamo male ma lasciamo sempre una o due occasioni e non ce lo possiamo permettere.

Nelle ultime partite, tra i difensori, Castan ha avuto un calo mentre è cresciuto notevolmente Rossettini
Sì sono situazioni fisiologiche. Il calo di Castan è normale, ha subito un intervento importante e quando è rientrato la voglia di tornare, la grinta hanno aiutato ma adesso un calo ci può stare. Come ci può stare il miglioramento di Rossettini. Non bisogna dimenticare che prima dell’operazione Castan era un grande giocatore e per Rossettini stare a fianco di uno come lui non può che aiutarlo a migliorare.

Parlando di Belotti, il Toro ne è completamente dipendente?
Certamente se dovesse mancare per una o due partite per il Toro potrebbe essere un problema. Fortunatamente c’è anche Ljajic che è bravissimo ma ancora non è davvero esploso. Spero che Sinisa sia in grado di dargli quel qualcosa in più che gli manca. L’egoismo? Ogni attaccante quando è davanti alla porta sente il desiderio di tirare, secondo me potrebbe patire un po’ l’esplosione di Belotti. Spero di no però potrebbe risentire del fatto che in un certo senso adesso è Belotti la stella mentre quando Ljajic è arrivato era lui la stella. Credo che gli manchi quel pizzico di cattiveria  che lo renderebbe più concreto. Belotti sotto porta è difficile che sbagli, Ljajic invece ogni tanto si perde in giochetti da circo, deve trovare più concretezza.

Torniamo alla difesa, uno dei problemi maggiori sono i gol presi da situazioni di palle inattive. Da difensore, cosa ne pensa?
È tutta una questione di mancanza di attenzione. Bisogna capire quale tipo di problema è perché se non si riesce a risolvere vuol dire che alcuni giocatori non sono predisposti per la Serie A. In Serie B se a volti commetti un errore di disattenzione magari non prendi gol, riesci a rimediare. In Serie A errori del genere li paghi cari e certe cose non le puoi fare.

Con Mihajlovic è cambiato anche il rapporto con giocatori, molti criticati anche apertamente: è positivo come atteggiamento?
Se un giocatore è intelligente capisce che se un allenatore parla di lui vuol dire che ci tiene, sarebbe molto peggio se lo ignorasse. Il problema oggi sono i giovani, la loro mentalità e con alcuni, se non hanno un carattere forte, rischi di bucarli. Ma Mihajlovic conosce i suoi giocatori: sa con chi i discorsi pacati non bastano e sa con chi può forzare la mano. Se l’ha fatto è perché è sicuro che al giocatore può servire.

Siamo alla fine del girone di andata. Che bilancio farebbe di questa prima parte di stagione?
Positivissimo. Per me Sinisa sta facendo molto bene. Arrivava da una situazione difficile a Molano e quando è arrivato nessuno pensava che potesse fare da subito così bene. Anche la società sta lavorando bene e sta crescendo e in questo anche Mihajlovic ha dei meriti soprattutto perché è abituato a lavorare in grossi club. È un bilancio molto positivo.

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