Borghi: “Boyè, grinta nel dna. Balbo l’aveva detto…”

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CAMPO, 18.9.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 4.a giornata di Serie A,TORINO-EMPOLI, nella foto: la delusione di Lucas Boye

Esclusiva / Il telecronista esperto di calcio argentino: “Già nel 2013 Boyè incantò nel mundialito a Malaga. Ha mantenuto tutte le caratteristiche migliori”

Stefano Borghi, da grande conoscitore di calcio argentino, si aspettava un Boyè da subito così determinante?
Stravedo per questo giocatore, davvero. Qualche anno fa avevo dovuto seguire un mundialito a Malaga (2013, ndr), dove giocavano varie selezioni Allievi. C’era la Sampdoria, c’erano Barcellona, Atletico e Real Madrid, e c’era anche il River, che si presentava con una fucina di ’96, stravincendo l’edizione. C’erano giocatori di altissimo profilo: da Driussi a Mammana, fino proprio a Boyè. Ero rimasto davvero impressionato da questo giocatore, che già allora confermava le sue caratteristiche principali. Non le ha cambiate.

Nemmeno le posizione in campo?
No, infatti. Era un attaccante, una prima punta che sapeva scambiare molto facilmente posizione con i compagni di reparto. Ha una grande adattabilità, la aveva anche allora. E come allora ha mantenuto la sua grande pecca, quella di non essere ancora determinante sotto porta. Deve proprio imparare a segnare di più, perché realizza molto meno di quanto in verità potrebbe.

Si aspettava un ambientamento simile, dopo solo pochi mesi dal suo trasferimento?
Beh, il River è spesso una garanzia, basta vedere cosa ha saputo tirare fuori negli ultimi dieci anni. Lui ha nel dna quella determinazione che può portarlo a fare bene, ma ci sono degli aspetti che vengono sempre poco considerati, e che incidono: dall’alimentazione, che in Argentina viene curata molto di meno per un atleta, al clima, ai metodi di allenamento. Per i giovani non è soltanto cambiare paese, ma mondo, e ci possono volere settimane, mesi o addirittura anni prima che il talento emerga: se penso a tutto quello che veniva detto su Dybala soltanto pochi anni fa, sorrido. Si diceva che in Lega Pro ci fossero attaccanti molto più forti e completi di lui….

C’è chi però al Toro non è proprio riuscito a sfondare, come Sanchez Mino.
Quella è stata una storia strana, che a mio avviso vede colpe da entrambi i lati. Lui non si è aiutato, ma non è stato nemmeno troppo aiutato: il Toro in questi anni ha fatto cose egregie, ma alcune situazioni avrebbero potuto essere gestite meglio, tra cui anche questa. Le qualità non gli mancano, ma lui si è completamente bruciato quando ha tirato quel rigore contro il Sassuolo: stavo guardando la partita, lì l’esperienza di Sanchez Mino è finita.

Boyé
CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Lucas Boye

Falque, Ljajic, Boyè e Martinez: tenere in panchina qualcuno rischia di essere dura.
Sì, il Toro ha però la fortuna di avere quattro esterni tutti diversi tra loro: Ljajic è più trequartista, Iago ala, Martinez esterno, Boyè attaccante. È un parco attaccanti bene assortito. Se Boyè farà le scarpe ai potenziali titolari? Io penso che nel Toro un giocatore come Ljajic sia imprescindibile, e poi tornare un po’ in seconda fila potrebbe fargli solo bene. Così evita i voli pindarici, e soprattutto potrà lavorare con calma: chiedere continuità per tutto il campionato a un giocatore così giovane è davvero molto difficile. Il Toro, comunque, da anni non aveva un reparto offensivo di questo tipo, e con Boyè ha pure colmato l’eventuale lacuna del sostituto di Belotti, nel caso Maxi Lopez non riesca a tornare quello che era. Aggiungerei poi una cosa.

Prego.
Boyè ha avuto un’investitura importante, davvero molto importante. Qualche tempo fa, un certo Abel Balbo lo ha incoronato come suo possibile erede. In Argentina, Balbo è considerato uno dei tre grandi numeri 9, come Batistuta e Crespo. E soprattutto è un grande conoscitore di calcio. Per Boyè la strada può essere quella giusta, se continuerà così: i margini di miglioramento ci sono tutti. Il Toro può fargli molto bene.

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36 Commenti

  1. Da subito boye mi ha impressionato,grinta e determinazione in primis ma anche un sacco di ottime giocate.domenica,nel secondo tempo ha dato una palla gol al gallo con il contagiri da applausi.ha enormi margini di miglioramento…..questo ragazzo diventerà fortissimo,potenza e tecnica….vedrete se mi sbaglio :-):-):-):-)

  2. Con la Roma ho visto un grandissimo lavoro di rientro e copertura.

    Che Boye in patria era visto prima punta mi sembra strano per quello visto da noi…

    In area perde ancora troppo tempo ad alzare la testa e pensare cosa fare…

    Non mi pare un uomo d’area…
    io non lo presserei più di tanto e’ abbassiamo le aspettative. Adesso sfrutterei l’ utilità tattica che può dare equilibrio e consentirci di giocare dietro con Baselli e Valdifori che altrimenti mi sembrano inconciliabili in copertura…
    Vediamo come va quando i ritmi del campionato saliranno …e i veri valori emergeranno stabilmente…

    A gennaio capiremo veramente dove potrà arrivare Boye’.
    Per quella data dovremo decidere che fare di Martinez e Maxi Lopez.

    Se saremo ancora in scià per un posto da E.L. Ci serve un altra punta che metta pressione al gallo e lo possa sostituire degnamente.
    Uno del livello di Abel Hernandez potrebbe bastare, anche se me l’uomo giusto lo avevamo già ed era Immobile.

  3. Carissimi amici Boyè è fortissimo proprio nel senso della forza che possiede . Ha fatto a sportellate con manolas e de rossi e li ha fatti neri. Un mostro di potenza. Certe volte cerca troppo la giocata “di suola” quando avrebbe già la luce per tirare in porta (vedi occasione citata) . Poi potrebbe ogni tanto alzare la testa , ma sono cose che si migliorano col tempo. Il talento cmq ci sta tutto!

  4. beh ce da dire che boyè ha la sua classe deve avere una squadra che lo aiuta a crescere il calcio è fatto di uomini quindi di suo è già bravo ma deve aumentare le dosi di esperienza che serve per essere un talento ..
    il nostro Belotti questo lo ha già capito difatti ha odore del goal quindi basta solo il momento giusto per tutti ..

      • Si è allungato leggermente la palla dopo aver saltato il difensore e si è trovato il portiere in vantaggio, poteva privare a colpire sotto la palla ha ritentato ancora lo stesso colpo ma il portiere ha ribattuto, certo che se realizzava quel gol darebbe stato uno dei più belli dell’intera stagione,
        Comunque tornando a Martinez si effettivamente non era facile, ma io non capisco perché quando tira lo fa’ sempre cadendo o in caduta, non so se non ha una giusta coordinazione o cos’altro, ma possibile che nessuno glielo fa mai notare?

        • Ho visto 2 estati fa martinez a mondovi per 10 giorni tutti i giorni in allenamento in ritiro(certo era alla prima esperienza in italia e giovane)ma la porta la vedeva pochissimo.dopo 2 anni a dirla tutta non è migliorato….cmq secondo me come punta di appoggio in un tridente ci puo stare.logicamente parlo di riserva in una squadra come la nostra…..

  5. Condivido il pensiero di @mick talbot e altri fratelli, in qui sottolinea un po’ di equilibrio. Soprattutto per noi tifosi e carta stampata perché il ragazzo mi sembra ben piantato e determinato, ma pure umile e deciso ad imparare senza perdersi in inutili fronzoli.

  6. Ecco cosa diceva Abel Balbo su Lucas Boyé già nel 2014.

    Novembre 2014:
    Per il mercato della Roma, io prenderei Boye. Sarà il centravanti argentino più forte dei prossimi anni: lo prenderei di corsa”.

    Giugno 2015:
    E se il nuovo Balbo si «nascondesse» proprio in Argentina? A sentire l’ex Udinese, sembra di sì. Ed eccolo, il consiglio: «Udinese, vai a vedere Lucas Boyé» dice sicuro Balbo. Boyé gioca nel River Plate, è nato nel 1996 ma viene già paragonato al “Pipita” Higuain. Alto 1,83, 80 chili di peso, punta vera senza se e senza ma. Un prospetto seguito in Sud America tra mille speranze. Accorgersene per primi significherebbe, forse, aver fatto bingo.

  7. Buongiorno a tutti e come di consueto inizio con Giuve merda che suggerisco a tutti di ripetere come un mantra.
    Detto ciò prestazione a parte domenica Boyè mi ha impressionato per come ha resistito ad un contrasto con De Rossi (non proprio uno tenero tenero….).
    De Rossi è letteralmente rimbalzato su Lucas che non si è spostato di un cm.
    Da quel momento De Rossi gli è girato bene alla larga.
    FVCG

  8. Non vede sufficientemente la porta per essere una punta. Potrebbe però diventare una mezzapunta devastante, perché ha grande visione di gioco, tenacia nei contrasti, ottima tecnica nel tocco di palla e capacità di scegliere la soluzione giusta. Caratteristica, quest’ultima, che manca a Martinez, accomunato a Boyé nella scarsa visione della porta.

  9. Io non so se sia un colpo di Petrachi o se qualcuno l’abbia suggerito; chiunche esso sia,ha fatto un gran colpo. E proprio perche’ e’ un gran colpo, vista l’eta’, deve essere gestito al meglio, ed in questo senso l’abbondanza in avanti aiutera’ sicuramente. Chissa’ che proprio contro i viola, dovesse giocare, non riesca anche a sbloccarsi realizzando una rete.

  10. Bravo mick talbot.ha perfettamente ragione.rischiamo di fargli piu male che bene.lasciamolo tranquillo.ha solo 20 anni.è un ragazzino ancora.come da un rigore sbagliato non si giudica un giocatore da un ottima prova non nasce un campione.per il suo e nostro bene…

  11. Boyè mi sembra uno di quei tanti giovani che si impongono precocemente all’attenzione generale per le qualità tecniche sopra la media, per i numeri entusiasmanti palla al piede, per la sfrontatezza al cospetto di gente navigata e di palcoscenici importanti. Pochissimi di questi però riescono ad imporsi, perdendosi mentre si rimirano allo specchio. Questa è la pecca principale che vedo in Boyè. Perchè davvero è l’unica cosa che potrà limitarne una carriera che si prospetta luminosissima. Spesso pare giocare da solo, come quando al campetto con gli amici quello più forte fa il fenomeno scartando tutti. Ha dimostrato di avere l’assist decisivo nel sangue, lo faccia più spesso. Impari a guardarsi intorno, a capire i movimenti dei compagni e a servirli. Magari si spompa di meno e ne guadagna in lucidità sotto porta, altra pecca, al momento. Ma ha solo 20 anni e tutto il tempo per crescere. In ogni caso, complimenti al Toro per aver portato a casa un calciatore del genere dopo tanto tempo.

    • Non sono molto d’accordo: il primo gol di domenica nasce da un suo recupero in area romanista, recupera il pallone che sta sfilando verso il lato sx dell’area per chi attacca (cioè il Toro) poi anziché incaponirsi nell’azione personale lo serve all’indietro per obi che lo scodella sul secondo palo.
      Anche in occasione del gol di baselli, qualche giornata fa, boyé è stato lucido servendo la palla al compagno (il quale manco lo ha ringraziato dopo aver segnato il gol) anziché tentare di concludere la strepitosa giocata personale.
      E’ giovanissimo, arriva da un campionato diverso dove l’egoismo degli attaccanti è regola, deve crescere nella visione di gioco, ma a mio giudizio è già molto avanti nella comprensione del gioco di squadra.

  12. Però adesso calmiamoci con questa esaltazione! E’ già bravo nonostante la giovane età ed ha grandi potenzialità, piace a tutti, ma ora non vi sembra che si stia un pò di esagerando? Si è tirata su una settimana di venerazione che nemmeno al Sud verso il santo patrono!

    • in realtà non è una partita ma una serie di uscite e partite sin da quando è arrivato. Detto questo, bene che rientri Ljiajc e Boyè abbia tempo di inserirsi con calma e lasciare che Mihailovic ne formi l’approccio all’attacco, ancora molto lacunoso. Dal centrocampo (o difesa spesso!) all’area è già pronto