Bicchiere mezzo vuoto

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CAMPO, 8.1.17, Reggio nell'Emilia, Mapei Stadium, 19.a giornata di Serie A, SASSUOLO-TORINO, nella foto: Juan Manuel Iturbe e Pol Lirola

Il pareggio col Sassuolo, pur dando continuità di risultati di risultati, non può accontentare una squadra che ambisce a un campionato da protagonista

Il pareggio ottenuto sul campo del Sassuolo teoricamente potrebbe sembrare un risultato discreto, tanto più se i granata puntano a disputare un campionato tranquillo per crescere e migliorarsi in attesa di maturare definitivamente – come singoli e come squadra – in vista della prossima stagione o se le ambizioni dovranno rimanere medio basse. Lo stesso va considerato, invece, un risultato denso di rimpianti se si ambisce (ancora) a provare la qualificazione alla prossima Europa League e se si considera che i padroni di casa erano privi di sette elementi (buona parte dei quali titolari), con Aquilani a guidare il centrocampo a pochi giorni dal suo arrivo in Emilia e con Berardi al rientro negli ultimi 20’ dopo quattro mesi di inattività agonistica.

Ma i granata sono sembrati consapevoli di ciò solo nella prima parte di gara quando hanno tentato di impensierire un paio di volte Consigli per vie aeree, nemmeno con tanta convinzione peraltro. La manovra è sembrata comunque involuta rispetto ai primi mesi, tanto possesso palla nella trequarti avversaria, tanti cross sbagliati e inutili, poche verticalizzazioni e ancor meno cattiveria e voglia di vincere. Per certi versi la gara del Mapei Stadium ha ricordato quella di Coppa Italia contro il Pisa laddove non si è riusciti a segnare per oltre 90’ ad un avversario imbottito di riserve (in quell’occasione quantomeno anche il Torino lo era) nonostante un dominio sterile e ventiquattro tiri totali verso la porta di Consigli dei quali, tuttavia, solo uno nello specchio (e questo è un dato indicativo della convinzione dei granata!).

Ora il pallino ripassa nelle mani della Società e nei segnali che vuol dare, se decide di accontentarsi di un anno di transizione/assestamento gli acquisti di Iturbe e Carlao, insieme magari ad un centrocampista di secondo piano per sopperire all’assenza temporanea di Acquah sono sufficienti, se vuole ancora credere ad una chance europea già quest’anno deve intervenire con acquisti di quantità e qualità in grado di poter dare una svolta (Castro sarebbe uno di questi ad es.) poiché i 29 punti al giro di boa sono certamente un ottimo bottino ma, come per la partita di ieri, rappresenterebbero più un bicchiere mezzo vuoto (viste le potenzialità dimostrate dalla squadra per circa due terzi di girone) che un bicchiere mezzo pieno.

CHI SALE:

BENASSI: buoni segnali di ripresa dopo le ultime prestazioni del 2016, soprattutto nella prima frazione. Si fa vedere con una certa continuità e mobilità in fase offensiva ed ha buone idee (bello in particolare il cross in area che trova tutto solo Obi). Non preciso però nella finalizzazione e in calo nella ripresa.

ROSSETTINI: ancora una prestazione convincente per il difensore su cui nei primi mesi vi era un generale scetticismo. E’ sempre attento nel fare muro davanti ad Hart, anticipando sia nel gioco a terra che in quello aereo Defrel e Matri. Nel finale di primo tempo è pericoloso a due passi da Consigli su imbeccata di Ljajic.

OBI: titolare dal 1’, ha subito a disposizione il pallone dell’1-0 ma il gioco aereo non sembra proprio il suo forte. Giostra bene in mediana e dimostra anche di possedere buone qualità nella difesa del pallone, si fa vedere spesso ma il suo problema è che non riesce ad essere mai incisivo e continuo. Comunque la sua cessione a gennaio sembra scongiurata.

VALDIFIORI: l’unico che talvolta verticalizza il gioco e lo fa innescando bene Belotti in area. Per il resta tanta sostanza in copertura e nello smistamento del pallone. Buona prestazione macchiata dall’errore che gli costa l’ammonizione.

BARRECA: alcune buone chiusure dietro, più incisivo rispetto a fine anno nelle sue discese. Un cross preciso in area per Benassi e buone sovrapposizioni per cercare il dialogo con Ljajic. Prova anche a mettersi in proprio guadagnando metri ma talvolta pretendendo troppo da sé.

STABILI:

HART: nella ghiacciaia di Reggio Emilia, assiste al gioco per lunghi tratti. Chiamato in causa solo per una semplicissima parata su Ragusa e per alcune uscite alte su cui se la cava con classe. Si complica invece la vita svirgolando un rinvio coi piedi. Non era la partita adatta per valutare il suo stato di forma.

ZAPPACOSTA: in linea col comportamento collettivo, è intraprendente soprattutto nel primo tempo quando arriva più volte sul fondo ed effettua tanti cross, pochi dei quali però precisi e pericolosi. Da apprezzare la volontà ma sbaglia sempre l’ultima giocata. Pochi problemi in difesa.

MORETTI: il veterano difensore stavolta non fa rimpiangere Castan e non si fa sorprendere dagli attaccanti avversari, contrasta le rare incursioni neroverdi ma non sempre è lucido nella fase di rilancio. Nel finale ferma bene Berardi ma si fa male ed è costretto ad uscire in barella, tuttavia non sembra niente di grave.

BELOTTI: mister cento milioni non inizia il nuovo anno così come aveva chiuso il vecchio (sempre a segno nelle ultime tre partite) ma è sempre colui che va più vicino a violare la porta avversaria: ci prova con un paio di tiri alti e con una rovesciata spettacolare che termina di poco fuori misura.

FALQUE: non festeggia il suo recentissimo riscatto dalla Roma come vorrebbe e va vicino al gol solo con un calcio di punizione che aggira la barriera all’87’. Per il resto lavoro scolastico sulla fascia di competenza e qualche taglio senza acuti. Buon apporto in fase difensiva, lo si vede spesso a raddoppiare.

CHI SCENDE:

LJAJIC: forse da lui ci aspetta sempre troppo, magari la giocata di classe risolutiva in ogni partita. Eppure è risaputo che il serbo non brilla per continuità e, nonostante qualche guizzo che crea scompiglio in area avversaria, dimostra testardaggine nel tentare la solita giocata. In quella posizione tuttavia si adatta, forse sarebbe meglio provarlo più spesso per vie centrali, dietro a due punte. Prima di perderlo definitivamente.

I NUOVI:

ITURBE: il neo arrivato – anche lui via Roma – debutta subito e benché non può avere gli automatismi già registrati a dovere, cerca di sopperire con la voglia di mettersi in luce. Dimostra di poter essere utile per le ripartenze e la profondità che può dare.

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20 Commenti

  1. Stando così il nostro obbiettivo sarà l’ottavo posto inter milan lazio irraggiungibili , atalanta rivelazione dipende da come reagisce dalle cessioni anche se come primo colpo mi sembra molto bene , quindi anche li non c’è trippa per gatti . Direi gia il massimo visto che non abbiamo difesa e un centrocampo da fiorettisti !

  2. quello che ci frega quest’anno sono le famose Big…Milan Inter Lazio…gli anni passati arrancavano,quest’anno invece vanno forte,è purtroppo anche avendo fatto il record di punti,non basta.se si vuole veramente centrare la zona uefa servono rinforzi e quindi inevitabilmente la palla ora passa alla società…

  3. Come spesso accade condivido l’analisi. Domenica ero deluso. Persa una grande occasione contro una squadra ai minimi termini. Sicuramente stiamo facendo bene ma non benissimo. Il record di punti è buono ma testimonia anche 25 anni di basso bassissimo profilo. Solo da cinque anni siamo di nuovo in carreggiata. Ma fare l’ultimo passo per la media alta classifica è molto difficile. Mi piacerebbe andare in Europa ma la vedo difficilissima. Detto questo sempre e solo Forza Toro!