Testa e muscoli

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CAMPO, 2.10.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 7.a giornata di Serie A, TORINO-FIORENTINA, nella foto: Iago Falque esulta dopo gol 1-0

Torna l’appuntamento con il “Borsino” di Carlo Quaranta, ecco chi sale e chi rimane stabile dopo Torino-Fiorentina

Ebbene, la convincente affermazione sulla Roma non è stata una pura casualità. Il Toro regola anche la Fiorentina cogliendo la seconda vittoria consecutiva tra le mura amiche contro due squadre blasonate. Ciò autorizza l’ambiente granata ad avanzare ambizioni che solo due settimane fa, all’indomani di tre partite deludenti contro Atalanta, Empoli e Pescara, sembravano sopite. Anzi, ora verrebbe da chiedersi quale sarebbe la posizione in classifica della squadra di Mihajlovic se si fossero ottenuti risultati positivi anche in quegli incontri sulla carta più abbordabili. Così, ora la trasferta a Palermo alla ripresa del campionato acquista un significato importante: si deve capire se il Toro è Toro anche con le squadre di pari o inferiore livello perché se così non fosse rimarrebbe comunque un’incompiuta.

Nelle ultime partite si è apprezzato particolarmente lo spirito, l’ardore della squadra che carica a testa bassa con gli arieti Falque, Boyé e Belotti i quali pressano a tutto campo, ripartono, si cercano, si trovano e sanno diventare letali. Non un gioco ordinato ma efficace perché, pur agendo “a folate”, le linee restano sempre molto vicine e compatte sia quando la squadra attacca che quando si abbassa e gli interpreti sembrano quelli giusti per questo tipo di gioco perché tutti si sacrificano, in particolare i tre davanti. Un’altra caratteristica, questa un’arma a doppio taglio, è il fatto che la mentalità è quella di provarci costantemente e continuamente, anche se si è in vantaggio e se si rischia così di esporsi troppo. Ma per Mihajlovic la miglior difesa è l’attacco sebbene la fase difensiva debba comunque essere registrata per adattarsi più velocemente ai cambiamenti degli schemi avversari ed evitare di prendere gol come quello di Babacar.

Per quanto riguarda la condizione fisica si stanno recuperando gli infortunati (domenica scorsa è stato il turno di Ljajic) e la notizia migliore è che molti giocatori sembrano non accusare la fatica perché sono “freschi” di testa, hanno voglia, si divertono, sanno che fare e così il resto è solo una conseguenza.

CHI SALE:

BENASSI         tanti motivi per sorridere per il centrocampista ex Inter: dalla fascia di capitano al gol partita da bomber consumato. Utilissimo anche in ripiegamento difensivo. Ora dovrà dare una mano anche all’Under 21 (motivo per cui non è stato convocato da Ventura).

FALQUE         momento magico per lo spagnolo che dimostra che la prestazione contro la Roma non era casuale. Risolve la partita con due lampi di genio, un gol dopo una fuga solitaria ed un assist straordinario per Benassi. Ora gioca con continuità e l’intesa coi compagni cresce insieme alla condizione…

LJAJIC       si rivede in campo dopo un mese di stop forzato a causa del fastidio muscolare rimediato contro il Bologna e disputa una mezzora utile solo per riprendere confidenza con l’agonismo di una partita vera. Test superato fisicamente, al momento questo basta.

HART       buoni riflessi e sangue freddo evidenti nella parata su colpo di testa da pochi passi di Kalinic, una di quelle parate che possono cambiare il corso delle partite. Respinge bene un tiro insidioso di B. Valero a mezz’altezza ed è pronto in altre occasioni in uscita.

ZAPPACOSTA       sfrutta la chance partendo molto bene con traversoni precisi ed un tiro dalla distanza che lambisce il palo. Presente anche in fase difensiva con interventi puliti su Milic e disimpegnandosi discretamente anche nel gioco aereo. In crescita.

BARRECA           deve un po’ affinare il tiro ma è preciso nei cross (vedi quello nel finale per Martinez). Personalità in fase difensiva su Bernardeschi che talvolta gli sfugge ma rimedia in tempo. Ancora una prova incoraggiante, è sulla buona strada se non si monta la testa.

STABILI:

BELOTTI         parte un po’ in sordina ma cresce alla distanza battendosi come un leone e dimostrandosi attaccante completo, al di là dei gol. Generosità da vendere, è dappertutto, guadagna metri e falli che consentono alla squadra di rifiatare. Sempre più leader. Meritata conferma in Nazionale.

BOYE’         l’argentino è ormai una certezza. Bravissimo a difendere palla, nei contrasti ed anche a smistarla. Gioca con impegno ed efficacia. Difetti: talvolta è ancora un po’ troppo innamorato del dribbling e non è incisivo in zona gol.

ACQUAH         stavolta il ghanese evita di strafare e si concentra per portare a termine il suo difficile compito tra avversari del calibro di Sanchez e B. Valero. Compie la sua missione con i soliti limiti in appoggio (vedi anche un’imbucata intelligente per Belotti).

VALDIFIORI         non si mette in evidenza con giocate risolutive e verticalizzazioni importanti, il ruolo di interdizione non era dei più facili ed a volte si dimostra leggerino per assolvere a certi compiti. Alterna buone giocate a piccoli sbandamenti. Ci si aspetta di più.

CASTAN         in difficoltà su Bernardeschi e scomposto in qualche disimpegno in area. Corresponsabile con Rossettini sul gol di Babacar: il cambio di modulo dei viola in attacco trova impreparati i marcatori granata, stavolta è andata bene ma i meccanismi andrebbero registrati alla svelta.

ROSSETTINI       viene confermato al centro della difesa dopo la positiva prestazione contro la Roma. Kalinic è cliente ostico ma l’ex Bologna all’inizio lo ferma molto bene, poi col passar del tempo gli concede qualche occasione soprattutto aerea. Anche sul gol di testa di Babacar non è attentissimo, deve migliorare in questo evidentemente.

MARTINEZ       entra quando c’è più da difendere che da attaccare. Tuttavia si rende pericoloso con un colpo di testa forte ma non angolato che impegna Tatarusanu. Il ritorno di Ljajic gli chiuderà ancora di più gli spazi.

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4 Commenti

  1. non solo con Atalanta Empoli e Pescara,io ci metterei anche il punto perso a Milano…cmq quelle 3 partite secondo me ci hanno fatto crescere,specie quella di Pescara dove in 9 abbiamo rischiato di vincere.sono d’accordo che la prova vera e propria sarà quella di Palermo.li si vedrà se anche con le medio piccole la concentrazione sarà uguale come con Roma e Fiorentina.

  2. A proposito di Muscoli…

    Se provassimo la linea Acquah,Obi, Benassi a Palermo…???

    Quest’anno Obi e’ quello che mi convince di più..la in mezzo..

    Lasciarlo fuori dal primo minuto…

    Poi Baselli e Valdifiori la partita potrebbero spaccarla a squadre stanche e allungate…

    Forza Sinisa….Facci Sognare!