Toro, coperta ancora corta

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CAMPO, 18.9.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 4.a giornata di Serie A,TORINO-EMPOLI, nella foto: Afriyie Acquah

Torna l’appuntamento settimanale con il Borsino granata: ecco chi sale e chi scende dopo la sfida di mercoledì sera a Pescara

Secondo pareggio consecutivo a reti bianche per la squadra di Mihajlovic dopo le scorpacciate di gol delle prime giornate. Non è un caso che le assenze di Ljajic e soprattutto Belotti siano coincise con l’inceppamento dell’attacco tanto che appena ha rimesso il piede in campo il numero 9 ha sfiorato il gol più di quanto abbiano fatto i vari Boyé (che pure si muove bene), Aramu (all’esordio) e Martinez (solito incompiuto) insieme.

Fortunatamente alle polveri bagnate degli attaccanti ha fatto da contraltare la buona tenuta della difesa che anche grazie ad un pizzico di fortuna non subisce gol riuscendo persino a resistere nonostante la doppia inferiorità numerica nella sfida di Pescara.

Questi semplici dati indicano che la coperta è sempre corta, dopo le prime cinque partite i granata hanno racimolato cinque punti, la media di un punto a partita, pur avendo un calendario abbordabile. Tuttavia occorre fare i conti con tante componenti, soprattutto col cambio di sistema di gioco che mette in difficoltà giocatori meno esperti che per diversi mesi hanno lavorato in modo differente con Ventura (Baselli può essere il caso emblematico del momento).

Il gioco di Mihajlovic che esalta il pressing continuo è molto dispendioso e porta gli interpreti a commettere errori per eccesso di foga e generosità e gli interventi troppo esuberanti dei centrocampisti con le conseguenti espulsioni potrebbero non essere un puro caso soprattutto se giocatori di per sé irruenti come Acquah e Obi non imparano a gestire e dosare le loro energie.

Non mancano le note positive (a parte il fatto che rischiare di vincere con due uomini in meno in trasferta è già motivo di soddisfazione), a partire dal coraggio di osare dimostrato in diverse occasioni e di lanciare il giovane Aramu per giocare comunque con tre attaccanti, sebbene con un modulo leggermente diverso anziché snaturare la vocazione alla trazione anteriore, magari con un centrocampo a quattro.

Infine, va annotato che, a differenza di quanto accaduto contro l’Empoli, la squadra non è calata nel finale, segno che la condizione fisica assiste i granata. Deficitaria, stavolta, è stata però quella psicologica con le follie di Acquah a fine primo tempo e di Vives ad un quarto d’ora dalla fine. Anche queste sono riprove che la coperta è ancora corta.

CHI SALE: 

BELOTTI        il suo rientro è significativo. Le difficoltà del Toro potrebbero essere risolte con la sua presenza tanto che per un pelo non riesce a regalare una vittoria in doppia inferiorità numerica. Gioca meno di mezzora ma lo si vede in ogni zona del campo ad inseguire palloni ed avversari.  

BOVO        attento e pulito negli interventi, è uno dei migliori in campo. Non si fa sorprendere, chiude gli spazi e ferma bene gli avversari con autorità e tempismo. A volte sembra un magnete per come attira a sé il pallone. Peccato che non sia preciso nei tiri.

ARAMU        il giovane proveniente dalla Primavera bagna la sua prima in A con una prestazione attenta a rispettare le consegne tattiche: agisce più da trequartista che da esterno andando a disturbare Aquilani in fase di non possesso. Incoraggiante.

ZAPPACOSTA          promosso a titolare, si gioca la propria chance disputando una partita accorta. Non frequenti le scorribande soprattutto nella ripresa con il Toro in dieci. E’ il giocatore più decisivo in assoluto salvando d’istinto sulla linea un gol sicuro e intercettando un filtrante pericolosissimo in area nel finale.

BARRECA         anche il giovane terzino è all’esordio da titolare. Si fa apprezzare superando l’emozione che magari un po’ lo aveva tradito contro l’Empoli e dimostrando capacità anche in fase difensiva. Aiutato dall’esperto Moretti, è prudente e ferma bene Crescenzi.

STABILI:

HART         il portiere inglese è un amante dello spettacolo e del brivido: prima coi piedi e poi in presa alta regala attimi di suspense ai suoi. Ma anche un paio di buone parate tra i pali sui tiri di Verre e soprattutto di Memushaj.

MORETTI          dopo l’imbarazzante prestazione di San Siro ritorna al centro di una difesa con automatismi del tutto differenti a quelli degli ultimi anni. Stavolta, a parte un errore consistente in un passaggio orizzontale in difesa che innesca il tiro di Verre, se la cava come ai tempi migliori.

BOYE’        conferma la sua personalità e la capacità di calarsi in ogni ruolo dell’attacco. A Pescara non è il centravanti boa ma gioca più vicino a Martinez più nelle vesti di assist man che di terminale offensivo. Sempre pronto a fare sportellate con i difensori ed a contrastarli. Strepitosa l’azione al 44’.

BENASSI       entra bene in partita quando il Toro è ridotto in dieci e per un tempo coniuga quantità e qualità nelle ripartenze. Da manuale l’azione con la quale innesca Belotti con un invito preciso. Merita il posto da titolare.

MARTINEZ          sciupa diverse occasioni per eccesso di foga ed imprecisione. C’è nelle azioni pericolose ma non riesce a finalizzare e quando sembra essersi procurato un rigore è costretto a subire pure la beffa dell’ammonizione.

CHI SCENDE:

VIVES        fino all’espulsione probabilmente evitabile con una trattenuta più “ordinaria” aveva disputato una partita di sciabola e di fioretto impreziosita da alcuni lanci precisi in verticale ad imbeccare gli attaccanti. Ma adesso gli spettano due settimane di stop.

ACQUAH        talvolta i suoi break lasciano ben sperare e quando recupera e riparte potrebbe seminare il panico. Purtroppo però è la sua foga a prevalere e con due grosse ingenuità all’Adriatico lascia i compagni in inferiorità per un tempo intero. Appiedato per un turno dal giudice sportivo.

BASELLI         il talentino bergamasco invece potrebbe restare ai margini finché “non tira fuori gli attributi”. A fermarlo non sarà il giudice sportivo ma il suo allenatore Mihajlovic irritato dall’atteggiamento indolente del centrocampista.

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13 Commenti

  1. L’analisi di Carlo Quaranta è sempre condivisibile. Ho ormai capito il criterio del chi sale e chi scende ma confermo invece che mi sembra una cacchiata. Praticante se tizio gioca sempre alla grande e Caio fa sempre schifo la differenza ci sarà solo alla prima giornata. Poi risulteranno sempre stabilì.

    • Non è proprio così ma anche a me sembra una rubrica senza senso. Tizio gioca da 5 ma se la gara prima aveva giocato da 4, allora sale. Caio gioca da 6,5 ma se la volta prima aveva giocato da 8, allora scende. E in classifica trovi l’insufficiente Tizio davanti al più che sufficiente Caio. Mah!

      • Beh per la verità mi sembrava di aver espresso lo stesso concetto :-). Comunque l’esempio dei voti che hai fatto è perfetto. Però se uno prende sempre 8 e l’altro sempre 4 non è come ho scritt? È Tanto per parlare. Stamattina avevo un po’ tempo libero. Ciao.

  2. Frequento da poco questo forum ( di gran lunga il più interessante tra quelli dedicati al Torino) ma vi leggo da molto tempo signori della redazione mi sembra che vi manchi un po’ di obiettività. Tutti amiamo il Toro e tutti credo riconosciamo l’impegno dei ragazzi, tuttavia l’unico degno di menzione a Pescara e’ stato Bovo gli altri (non tutti) se la sono semplicemente cavata. Si giocava contro una squadra davvero molto debole…non dimentichiamolo.