Toro nuovo, limiti vecchi

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CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Emiliano Moretti

Ricomincia il campionato e torna l’appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta. Ecco chi sale e chi scende dopo la partita del Toro contro il Milan

Per la prima partita di campionato sulla panchina granata, in pieno agosto, Mihajlovic non si fa mancare un bagno… di Toro. Nonostante il cambio di guida tecnica e di alcuni protagonisti, anche dell’ultim’ora, infatti, puntualmente sono riemersi i soliti problemi che hanno contraddistinto spesso questa maglia: si può definire eccessiva bontà o altruismo e si traduce in incredibili sviste difensive ed in punti pesanti regalati agli avversari negli ultimi minuti. A conferma della continuità in questo percorso autolesionista e a dispetto dei tanti volti nuovi, sono stati i “vecchi” Molinaro, Moretti, Obi e Belotti a macchiarsi delle solite colpe. Ciò, tuttavia, non esenta i nuovi da responsabilità poiché la squadra è un blocco unico e non un coacervo di solisti né tantomeno il tecnico che ha preferito rivoluzionare la rosa in difesa affidandosi a giocatori che hanno svolto appena un paio di allenamenti in Sisport. La scelta di una mediana più muscolare, poi, non ha dato esiti sperati dal momento che uno dei principali problemi è stato lo scollamento tra difesa e centrocampo e la mancanza di filtro nonostante l’impegno del solito Vives. Se il contemporaneo impiego di Acquah e Obi in luogo dei più tecnici Benassi e Baselli (in realtà ancora reduci da acciacchi) non ha assicurato la necessaria copertura magari sarà anche a causa degli automatismi non sufficientemente rodati ma pone già un problema circa l’utilizzo di un modulo forse un po’ troppo ambizioso per le potenzialità di questa squadra. Nel 4-3-3 occorre un centrocampo robusto ed un maggiore sacrificio degli esterni nella doppia fase. Atteso che non si reputa Baselli un playmaker e che, nonostante gli acquisti di Lukic e Tachtsidis e la presenza di Vives, si cerca ancora un regista, ci si augura che allo smantellamento della difesa non segua anche quello del centrocampo dove giovani di qualità sui quali puntare come Benassi e Baselli dovrebbero trovare spazio più o meno costantemente. Altrimenti, magari per non sacrificarli sull’altare delle esigenze tattiche, si potrebbe valutare un’ipotesi di partenza che contempli il 4-3-1-2 magari con un regista, due mezzali di quantità e qualità (Benassi e l’auspicabile Kucka andrebbero benissimo) e Baselli vertice alto per sfruttare le proprie qualità balistiche dietro a due punte (Ljajic e Belotti) almeno finché Iago Falque e Boyé non avranno dimostrato di poter essere pronti.

CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Giuseppe Vives
CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Giuseppe Vives

CHI SALE:
BASELLI rivitalizza la squadra con la sua qualità, mette a disposizione la sua lucidità nelle incursioni, nei suggerimenti e nelle conclusioni (ben tre di cui una vincente). Vista la sua prestazione e considerata quella dei suoi colleghi dovrebbe vestire i panni del titolare.
VIVES il sempiterno centrocampista partenopeo, promosso a capitano, sfoggia una forma invidiabile a dispetto delle trentasei primavere. E’ lui il principale tappabuchi, pronto ai raddoppi e nelle chiusure, almeno finché ha benzina in corpo.

STABILI:
BELOTTI poteva essere ben diverso l’umore alla fine di una partita che lo ha visto protagonista nel bene e nel male dopo un primo tempo da autentica comparsa. Da attaccante puro l’incornata del momentaneo pareggio, più i meriti di Donnarumma sul calcio di rigore. Un avvio comunque migliore rispetto ad un anno fa.
PADELLI denota ancora le solite incertezze nelle uscite alte, non riesce ad evitare i tre gol di Bacca ma gli nega il quarto con un’uscita bassa provvidenziale. Per il resto ordinaria amministrazione. Ancora in bilico la sua posizione, potrebbe anche essere stata l’ultima in granata.
MAXI LOPEZ viene gettato nella mischia sul 2-1, sfiora subito il 2-2 con un bel diagonale fuori di poco e non fa in tempo a rammaricarsi che assiste impotente al 3-1. Da lì non riesce a imbastire nulla di concreto o a guidare i suoi giovani compagni di reparto, anzi…
MOLINARO si fa notare quasi esclusivamente nelle azioni dei primi gol: nella prima è protagonista negativo lisciando l’intervento, nella seconda è positivo regalando un cross perfetto a Belotti. Per il resto evanescente e non attentissimo nelle diagonali. Chissà se sarà ancora lui il titolare a sinistra in futuro…

CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Joel Obi e Alessio Romagnoli
CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Joel Obi e Alessio Romagnoli

CHI SCENDE:
ACQUAH lo si nota di più in fase di impostazione, cerca spesso il suggerimento per i compagni davanti ma ha il solito problema del piede poco educato. Non riesce però a fare diga nella sua zona tanto che i rossoneri riescono a passare facilmente. Rimandato.
OBI pugnace ed attivo inizialmente, perde man mano certezze e ha la peggio nel duello con Kucka. Somiglia più al giocatore visto nella prima parte della scorsa stagione che nell’ultima. Aggrava la sua prestazione causando il rigore che taglia le gambe ai piemontesi.
MARTINEZ cambiano i ruoli, cambiano i moduli, cambiano gli allenatori ma il risultato è sempre lo stesso per il venezuelano: tanto fumo, poco arrosto. Cerca di rendersi utile in fase di ripiegamento ma becca il primo cartellino giallo della stagione. Nuova chance sciupata.
MORETTI non aveva iniziato male, poi forse a causa della desuetudine alla difesa a quattro perde la posizione sul raddoppio di Bacca e da lì in poi la sua partita diviene un calvario. Orfano di Ventura, deve ritrovare presto nuove certezze.

CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Lucas Boye
CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Lucas Boye

I NUOVI:
LJAJIC il nuovo acquisto più atteso resta in campo meno di mezz’ora facendo in tempo a far intravedere sprazzi della sua classe con una serpentina al limite dell’area con tiro a fil di palo e poco altro. L’infortunio al ginocchio è frutto della sua generosità ma è meno grave del previsto. Si attendono buone nuove.
DE SILVESTRI ripaga la fiducia incondizionata del mister che, conoscendolo bene, lo manda in campo dopo un paio di allenamenti coi nuovi compagni. Limita il pericoloso Niang cui concede solo il cross del 2-1 ed una conclusione in porta ed evita con una bella diagonale aerea un gol sicuro.
ROSSETTINI anche lui appena arrivato viene buttato subito in campo a fermare il Milan a San Siro. Certo, l’esperienza in serie A non gli manca ma il debutto in granata non è dei migliori. Spende un cartellino evitabile e sembra troppo preoccupato.
BOYE’ il ragazzo ha avuto modo di mettersi in mostra più del previsto a causa dell’infortunio di Ljajic e non ha pagato per niente l’emozione del debutto nel campionato italiano, per giunta nel tempio di San Siro. Da subito grande personalità e buone giocate che denotano una bella tecnica sebbene per ora fine a se stessa. Dovrebbe anche aiutare di più i compagni, ha tempo per imparare e migliorare, le basi ci sono.

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62 Commenti

  1. Prima di tutto il pensiero va alle vittime del terrrmoto, e a chi si ritrova senza una casa, spero che tra i fratelli del forum, non ci sia nessuno colpito dal sisma….tornando al nostro amato Toro, credo ci sia poco da dire al momento, tante parole r pochi fatti, mi sembra chiaro che, finche non parte il serbo ribelle, con relativa plusvalenza, qui non si muove una foglia….Io non so se Cairo sia ambizioso e voglia fare una grande squadra, però se a pochi giorni dal gong del mercato, siamo ancora un cantiere aperto, mi è più facile pensare che ci si si accontenti di vivacchiare…….

  2. scusate ma la banalita degli interventi stucchevoli,superficiali,e saputelli,tipo il cerca tu un presidenti,e’veramente da poverissimi di spirito.il cialtrone tratta da 100 in su,stop.lasciam stare ciuccariello,altro teatrino.al mentitore seriale nulla interessa del toro,l’ha dimostrato l’anno della casuale e.l.,pma con amauri,poi a gennaio con ichazo e tata gonzales,preso direttamente dal les invalides..bestemmia il paragone con della valle.castellini 70 tieni duro

  3. Cairo e della valle hanno preso toro e fiorentina dopo il fallimento. Se avessero avuto davvero la voglia e le possibilità di portare avanti un grande progetto li avrebbero rilevati prima, acquisendo i debiti ma anche squadre già formate. Il toro aveva anche una squadra niente male e invece ha preferito partire da capo, facendosi imprestare giocatori bolliti, e solo un grande de Biasi ci ha portato in A. Nei primi anni Cairo non è stato granché neppure dal punto di vista imprenditoriale, visti i risultati. Negli ultimi anni però é migliorato molto. Quando nel 2009 voleva vendere, l’unico a farsi avanti è stato ciuccariello, ve lo ricordate?

  4. Per me CAiro e’ societa hanno fatto malissimo nei primi 5 anni.
    Poi con Ventura la situazione e’ cambiata e devo dire che a parte qualche scelta sciagurata ( Amauri) ho quasi sempre approvato a priori il mercato.
    Per es. anno scorso io ero abbastanza contento, poi il campo mi ha smentito.
    Ho sempre intravisto, fino a quest anno l idea di un progetto.

    Quest anno sono onestamente disorientato e non ci capisco molto.
    Molto bene secondo me gli acquisti in attacco ( io credo che sia stato giusto rinunciare a Immobile e puntare sul tridente Ljiaic Belotti e Jago). Immobile e Belotti per me non sono fatti per giocare insieme.
    Ma poi non ho propio capito cosa e’ successo……
    POsso capire che il caso Maximovic abbia scombussolato un po le cose, ma non capisco proprio certi acquisti e non capisco il continuo corteggiamento a Vladifiori che per me per il nostro gioco centra proprio poco.

    Faccio tutte queste considerazioni infischiandomene dei conti. Non giudico il mercato in base a quanto spendiamo o se spendiamo piu di quanto incassiamo. Nei primi anni del toro, Cairo ha speso moltissimo ma malissimo.
    Per es. abbiamo preso Ljaic a 8mln….secondo voi Ljaic vale 8mln?
    Saluti

    • D’accordo con te, hai espresso un pensiero molto simile al mio (senza che tu lo sapessi, a meno che tu non sia il mago otelma! ?). Io non butto giù dalla torre nessuno, però quest’anno faccio fatica a star dietro a tutto. Certi acquisti sono stati perlomeno bizzarri. Cmq vediamo come finisce e poi tireremo le somme. Tanto ormai manca poco. #SFT

  5. Spero che arrivino acquisti seri. Nomi tipo Sportiello, Obiang, Saponara, Vida…
    Sarebbe un segno, seppur tardivo, dei reali obiettivi della società. Io ci spero ancora. Cairo ancora du più adesso che è un imprenditore di primissima fascia non penso possa gradire di associare la sua immagine ad una squadra perdente. Io penso piuttosto che, come nel suo stile, stia cercando di lucrare al massimo sulle plusvalenze e acquistare a prezzi di saldo da società in rosso, che sono sempre di più. Tra l’altro la Roma dopo la debacle di ieri leggevo che perde 30 mln di introiti tv. Chissa che non arrivi Paredes? Aspettiamo ancora un attimo prima di sparare a zero. Forza Toro e juve Merda

  6. Trovo che fino a questo momento il mercato sia stato sconcertante e sconclusionato, nè mi aspetto colpi pirotecnici sul fil di lana. Urby non è famoso per sprint alla Bolt. Detto ciò è semplicistico e poco sensato sostenere ke Urby sia la rovina del Toro. La rovina del Toro, per i motivi che conosciamo, è che non attira progetti e imprenditori ambiziosi, ma bancarottieri, avventurieri o contabili senz’anima. Cairo non ci potrà mai restituire il Toro degli anni 70 o 80, questo mettiamocelo bene in testa. Quello che possiamo chiedere è che non faccia troppi pasticci a causa del suo accontentismo. Visti i precedenti, è il meglio ke ci possiamo permettere, purtroppo. Sxiamo ke Miha riesca a dare coesione a st’armata Brancaleone in modo da non rimanere inviskiati in fondo, ma evitiamo di parlare di Saponara e profili analoghi…qui è già tanto se arriva Vainqueur.

  7. É questo atteggiamento di dover subire un presente mediocre perché si ha paura del futuro lo vedo molto poco da Toro…continuano a farci del male. Fuori lo stronzo poi il Toro rimarrá, e ci mancherebbe, ma il nano sparirebbe.

  8. Poi se invece,qualcuno conosce un miliardario che vuole rilevare il toro e mettere soldi propri per fare una grande campagna acquisti, ci dica subito chi è, non ci faccia stare sulle spine, e a quel punto vado io a prenderlo, lo porto a Torino e guai a Cairo se non gli vende subito il Toro!

  9. Gix concordo, a me piace parlare di calcio, lascio ad altri il ruolo di commercialisti e imprenditori. A me pare che Cairo sia al momento uno dei migliori imprenditori italiani e sia anche molto ambizioso, per cui credo che difficilmente potremmo avere un presidente migliore (e la storia lo conferma). Questo non vuol dire non poter criticare la campagna acquisti, che finora anche per me è deludente, ma di certo non mi auguro che Cairo ceda il Toro perché all’orizzonte non vedo cerro di meglio, anzi.

  10. Buongiorno a tutti i fratelli!
    I limiti vecchi sono una dirigenza stile il gatto e la volpe di cialtroncelli mossi da meri interessi personali l’uno e da pura incapacitá l’altro. Chi subisce tali “limiti” oramai da troppi anni, anche grazie alla connnivenza di parte della tifoseria evidentemente ignara di cosa sia e dovrebbe essere il Toro, é sempre la squadra piú amata e glorisosa d’Italia, il Toro.
    Cairo e Petrachi siete la rovina del Toro.

  11. faccio notare ai gentili spettatori che ieri, peres, nella ripresa, partendo DA FERMO, poco fuori l’area di rigore, si è saltato tutta la difesa del porto e ha fornito un assist (notevole) per dzeko. andatevelo a vedere, c’è in tutte le highlights. per tutti quelli che dicevano che da fermo non vale niente. complimenti, gentili spettatori, sempre illuminanti.

    • io non ce l’ho con Peres e se fosse rimasto sarei anche stato contento,per curiosità ho cliccato “pagelle roma porto” ho guardato le prime che mi sono capitate BRUNO PERES 5 “Corre senza pause, ma spesso a caso. Solista e solitario, non al servizio della squadra.” fermo restando che ognuno vede la partita a modo proprio ed io non l’ho vista PS tuttoS voto 5,5

  12. Chi sale: l’atteggiamento della squadra a prescindere dal risultato
    Chi scende: l’atteggiamento della società che ci ha fatto arrivare alla prima di campionato con una squadra quasi ancora da rifare
    Stabile: l’inc…tura di noi tifosi fino ai picchi che raggiungeremo l’ultimo giorno di mercato

  13. Partito Ventura e il suo aziendalismo solidale con il Duo delle Meraviglie, tutti i limiti strutturali e di competenza di questa società vengono a galla. Cairo e i suoi impegni, Petrachi e il suo giro di procuratori da torneo dei bar, Mihajlovic e i suoi bisogni di cambiamento di modulo e mentalità. Un bel cocktail che per ora mostra che il nostro status di mediocri che annunciano di voler giocare nella corte dei grandi ma stanno con i calzoni al ginocchio e il sacchetto di biglie in tasca. Niente di nuovo sotto il sole, solo una maschera che cade.

  14. Non concordo su alcuni giudizi. Acquah é stato sicuramente sufficiente sia in fase offensiva che difensiva. De Silvestri è stato più volte saltato da niang e in occasione del secondo gol se lo é proprio perso, mentre in attacco non è mai arrivato sul fondo. Certo che questo modulo è molto duro per i terzini. Rossettini ha responsabilità sul primo gol e moretti su tutti e tre. L’allenatore ha sbagliato a mandare in campo quella formazione: se non era la difesa titolare, come ha detto lui, doveva coprirla di più con una squadra più bassa e un difensore o un centrocampista in più al posto dell’inutile Martinez. Non è mica obbligatorio giocare sempre e comunque con il 4-3-3.

  15. Quoto Spakka: il limite di questa squadra è la proprietà, mai interessata ai risultati sportivi ma solo a quelli di bilancio. Siamo diventati, nell’era Cairo, un incubatore di plusvalenze; niente più di quello. Anche gli allenatori sono scelti in quest’ottica. Con lui non ci godremo mai il pieno potenziale dei giocatori, sempre venduti un attimo prima che possano davvero contribuire a qualche importante e COSTANTE risultato sportivo. Cairo è così, prendere o lasciare… io ho lasciato.

  16. LIMITI VECCHI…..eh, potete ben dirlo… ma lasciate perdere i giocatori, perché fanno ciò che possono. Il vero e unico limite che davvero conta (se anche, e soprattutto, questa volta non si smentisse) è la società, proprietà in primis.