Travolti dalle proprie insicurezze

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CAMPO, 2.10.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 7.a giornata di Serie A, TORINO-FIORENTINA, nella foto: Sinisa Mihajlovic, Andrea Belotti e Antonio Barreca

Nel momento in cui il Toro pareva aver trovato la via per consolidare la propria dimensione, la sconfitta di Napoli appare come un evidente passo indietro

Nel suo percorso di crescita alla ricerca di un’identità e di una dimensione che sembrava aver ormai trovato ma che pare aver nuovamente smarrito, il Toro si rifà vitellino cedendo inopinatamente al Napoli che si trova sopra di tre gol dopo appena 21’. Per la partita del San Paolo Mihajlovic, un po’ per necessità e un po’ forse per mettere a tacere le critiche di oltranzismo offensivista, aveva scelto di partire in modo più prudente rispetto alle precedenti partite inserendo il più eclettico Moretti per Castan e Zappacosta in luogo di Falque come esterno alto protetto dal reinserimento tra i titolari di De Silvestri. Rimaneva però titolare Barreca, che già aveva balbettato nel derby, per mancanza di alternative e proprio da due letture sbagliate del giovane terzino Mertens metteva la gara dei partenopei in discesa.

Tuttavia, al di là di errori dei singoli, moduli e scelte tattiche, è l’atteggiamento corale a far difetto poiché se è vero che i difensori non sono stati certo impeccabili singolarmente, è nei meccanismi difensivi che vanno cercati i problemi ai 27 gol fin qui incassati e nella fattispecie ad essere in bambola non è stata solo la difesa ma anche i componenti degli altri reparti, troppo lunghi e distanti tra loro. E’ il mutuo soccorso che fa difetto, basta riguardare il mancato aiuto di Ljajic a Valdifiori sul corner da cui nasce il primo gol o l’azione del rigore, simile a quella del 2-1 al derby. E’ vero che manca fisicità a questa squadra ma manca anche quel pizzico di accortezza, di carattere, di personalità nei momenti decisivi e in queste falle si è inserito il Napoli per chiudere subito i conti. Ciò che è accaduto dopo conta poco, i gol piuttosto casuali nel secondo tempo e la facilità con cui la squadra di Sarri continuava ad arrivare dalle parti di Hart.

In generale, invece, ciò che serve maggiormente, oltre alle imminenti variazioni nella rosa derivanti dal mercato di riparazione,non è essere difensivisti o offensivisti a tutti i costi ma saper essere compatti e scegliere i momenti giusti per essere una cosa o per l’altra all’occorrenza, iniziando l’azione offensiva sin dalla difesa e difendendo anche con gli attaccanti, usando razionalità e aggressività quando serve e non per farne uno spot fine a se stesso.

CHI SALE:

FALQUE: lasciato in panchina per quasi un’ora, dà la scossa entrando con un bel filtrante per Benassi nell’azione del primo gol e procurandosi e trasformando il rigore del terzo. Sebbene a partita ormai compromessa, il suo impatto è stato senz’altro positivo.

LUKIC: anche il giovane regista serbo subentra ad uno spento Valdifiori sul risultato già di 3-0 per i partenopei. Ha il merito di aiutare la squadra a non naufragare e di giocare con ordine e semplicità confermando l’impressione di buona personalità già dimostrata in altri scorci di gara.

STABILI:

ROSSETTINI: il più positivo per grinta e determinazione del pacchetto arretrato, si oppone per due volte sulla linea di porta salvando momentaneamente Hart e, a parte qualche leggerezza, non commette errori gravi. Si fa vedere nell’area avversaria segnando anche il primo gol in maglia granata. Però fa pur sempre parte di una difesa che ha preso cinque gol…

HART: come nel derby si oppone a tentativi ravvicinati respingendo il possibile ma non potendo evitare di capitolare sotto la mitragliata di tiri avversari. Bravissimo in particolare a salvare in uscita su Hamsik e pressoché incolpevole su tutti i gol ma sono pur sempre cinque…

BENASSI: uno dei meno peggio nella trasferta partenopea. In difficoltà contro Hamsik ed il forte centrocampo azzurro, non riesce a tamponare in partenza le azioni avversarie ma quantomeno si fa notare per un bel tacco smarcante in area napoletana ed entra da protagonista nel gol di Belotti.

BELOTTI: il Gallo riesce a trovare la via della rete anche in giornate come questa dimostrando, una volta di più, di avere il fiuto del gol anche contro avversari quotati. Egoista nel primo tempo quando non vede Zappacosta libero in area, meglio nella ripresa quando timbra il dodicesimo centro non perdendo così l’occasione di festeggiare anche il compleanno.

ZAPPACOSTA: agisce per più di un tempo nella posizione di esterno alto giocando una ventina di metri più avanti rispetto al solito e cercando di mettersi in luce in attacco. Ci prova ma non riesce e quando torna in difesa appare a tratti spaesato regalando qualche pallone scottante agli avversari.

LOPEZ: ancora pochi minuti a disposizione per una valutazione complessiva sul suo stato di forma. Il sapersi destreggiare col pallone tra i piedi c’è sempre così come la difficoltà a trovare il momento e l’occasione giusta per la stoccata in porta. Non male ma dovrebbe dimostrare maggiore voglia.

CHI SCENDE:

BASELLI: parte benino assicurando un minimo di filtro in mediana, poi naufraga tagliato anche lui dal fraseggio e soprattutto dai lanci dei centrocampisti azzurri. Rintanato dietro, non partecipa nemmeno alla fase offensiva senza tuttavia essere utile dietro. Un passo indietro sotto l’aspetto caratteriale.

MORETTI: uno dei cardini difensivi della difesa venturiana, appare quantomai fuori contesto in questo schieramento. Ci aveva abituato a prestazioni da baluardo insuperabile, a Napoli va in scena la sua controfigura: lento ed in bambola su almeno due gol, nella sua zona gli avversari vanno a nozze.

DE SILVESTRI: si gioca male la sua nuova chance. Dovrebbe formare con Zappacosta una catena di destra più accorta ma non riesce ad impedire che da quella zona si faccia gioco e partano i suggerimenti. Riesce a limitare Insigne ma non basta per salvarsi dalla sostituzione e recuperare posizioni nelle gerarchie.

VALDIFIORI: non si fa rimpiangere dai suoi ex tifosi e dal suo mentore Sarri. Anzi, Mihajlovic lo boccia dopo un tempo lasciandolo negli spogliatoi e dopo una prima frazione inconsistente e preservandolo in vista del Genoa considerate anche le sue condizioni fisiche non perfette.

BARRECA: al San Paolo il giovane terzino conferma di non essere ancora all’altezza per i grandi confronti: anche stavolta, come accaduto nel derby con Higuain, è sfortunato poiché gli capita di orbitare dalle parti del migliore avversario, un certo Mertens che gli rifila quattro gol.

LJAJIC: non si possono non condividere le parole – sprone di Mihajlovic a fine partita. In effetti se deve giocare così è meglio non averlo in campo. Troppo spesso passeggia anche se sa di avere di fronte avversari fortissimi. Anziché galvanizzare i compagni con giocate efficaci li mette in difficoltà con suggerimenti utili solo agli avversari.

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37 Commenti

  1. Uhm, quindi il problema adesso è l’atteggiamento? Siamo diventati insicuri e fragili all’improvviso? E il cuore Toro che aveva ridato il Mister? Le nuove certezze? Mi sa che nei commenti e nella politica di analisi si cambia troppo spesso qua…

      • non ho nulla contro Palermo e i suoi tifosi, ma già l’anno scorso la travagliata salvezza del Palermo mi lasciò perplesso…specie alcune partite un po’ “rocambolesche”. non dimentichiamo che uno degli effetti di questo mediocrissimo campionato italiano è che praticamente già a febbraio molte squadre non hanno più obbiettivi, con tutto quel che ne consegue…e quest’anno, con 4 squadre materasso laggiù in fondo, è ancora peggio. nel calcio fetido 2.0 scoppia uno scandalo o scandaletto ogni biennio, non dimentichiamolo….potrebbe essere che per ragioni “geopolitiche” almeno una rappresentante del Sud oltre Napoli faccia comodo per avere una comparsa in più nel Baraccone circense che è diventata la serie A….

  2. Complimenti all’Articolista per come ha sintetizzato il commento su Maxi amche se dissento sul finale, sempre il piu’ bravo a difendere la palla, purtroppo ha perso lo smalto e la velocità nel controllo per battere a rete, ma secondo me non perché gli manca la voglia.

    • Giustissimo, come in 19 minuti le merde le presero dal Genoa, come la Viola in 20 li ha presi con l’Inter, purtroppo può succedere è successo a noi, non doveva succedere ma è accaduto, buon segno comunque che abbiamo reagito e siamo riusciti a tirar fuori le palle, poi di sicuro non era un mistero prima men che meno ora che la difesa è il nostro tallone d’Achille.

  3. Vabbe’ perdere a Napoli ci stava, non è detto che se non perdi con il Napoli sei da EL, per inciso l’unico punto che abbiamo fatto da quando siamo tornati in serie A e il primo anno quando diamo arrivati 16, è come abbiamo subito nel primo tempo che mi ha fatto paura, comunque il campionato è lungo , chi è partito male di sta riprendendo, noi abbiamo avuto un calo ma parte la Samp perdere con Gobbi e Napoli ci sta, tutto sta arrivare a primavera agganciati ancora al sogno EL, anche altre squadre riavranno momenti neri, basta che la squadra e la società per prima a gennaio ci creda, importantissime le due prossime partite dove dovremo raccattare minimo 4 punti.

    • Aggiungo che, secondo me, a Napoli non ha peccato di difensivismo il mister. Più o meno attaccanti non sono sinonimo di maggiore o minore offensivismo. A Napoli per me ha mancato di rispetto all’avversario opponendogli due difensori che, vuoi per età (Moretti) vuoi per mancanza di ritmo partita (Moretti e Desi) non avrebbero potuto contrastare efficacemente le veloci e tecnicissime offensive partenopee. A centrocampo è stato fin arrogante lasciando in panca l’unico imprescindibile (Acquah) al cospetto di gente come Hamsik e Zielinski. Zappa per Iago altra perla ma secondo me dettata più dalla confusione che dell’arroganza. Perché se l’intenzione era quella di fare una gara accorta tatticamente per poi ripartire non capisco come si possa prescindere dal giocatore che più di tutti da equilibrio alla squadra legando i reparti (falque) a favore di un terzino che, per quanto offensivo, non ha quella qualità necessaria per assistere o concludere le poche occasioni che Miha riteneva di poter avere giocando di rimessa. Ljajic libero di gironzolare per il campo senza un preciso compito (cosi mi è parso oppure vuol dire che se li aveva se ne è strafottuto altamente… levalo subito se è così… no?) la ciliegina sulla torta. Spero che la scoppola sia servita al mister più che ai ragazzi. Umiltà. Che non vuol dire codardia ma intelligenza e consapevolezza.

        • Ciao Caludio Sala. Replico qui anche alla tua risposta sul pezzo di Falque. Ripeto, lascia stare le azioni dei gol e guarda l’insieme. Il Napoli ha disposto di noi a piacimento perché la squadra semplicemente era slegata e con alcuni interpreti fuori ruoo o con caratteristiche e stati di forma nom all’altezza degli avversari. Citi l’occasione di Zappa e giustamente dici che è stata l’unica. Appunto. Perché? Io ricordo anche un cross di Zappa e uno di Barreca senza che in attacco (non in area, in attacco proprio) vi fosse nessuno. Sui gol subiti a sx mi permetto di ribadire che la libertà tattica concessa a Ljajic (che normalmente a sx gioca) è stata scelta folle. E il Gallo che molla e sbuffa scoraggiato prima del capolavoro di Martens è l’immagine di chi ha capito che si sta rompendo il culo inutilmente in un contesto tattico che non funziona (424)

          • Dimenticavo. Miha ha dato le sue spiegazioni e l’ho apprezzato rispetto a Ventura che mai era sceso dal piedistallo per spjegare nel dettaglio le sue. Però ci sono un risultato e una prestazione a dire che si sono rivelate sbagliate. Possiamo dire quel che vogliamo ma se becchi 5 gol e ne fai 3 vuol dire che come.minimo hai giocato in modo sconclusionato (e due reti sono arrivate su rigore e su papera di Reina).

  4. Dopo 5 anni di Ventura è normale avere problemi di insicurezza, non è che Sinisa può cambiare una mentalità perdente ben radicata in pochi mesi. Serve tempo e servono rinforzi già pronti che possano sostituire in rosa i casi umani e i giocatori finiti (Bovo, Moretti, Obi, Martinez, Maxi Lopez). 5 acquisti. E si può lottare per l’ottavo posto. Altrimenti sarà parte destra della classifica anche quest’anno. L’Europa invece non è cosa per noi, ci riproveremo, anzi ci proveremo l’anno prossimo, sempre che il Caimano non smantelli la squadra a Giugno.