Il “Grande Torino” saluta il Toro: buona la prima, ma il mercato tiene banco

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CAMPO, 13.8.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 3.0 turno di Coppa Italia, TORINO-PRO VERCELLI, nella foto: Lucas Boye esulta dopo il gol 4-1

Mihajlovic riceve le prime positive impressioni positive, bene i singoli e i giovani. Ma la squadra verrà ancora modificata, ci sarà da lavorare

Finalmente il Torino scende in campo in competizione ufficiale. E lo fa con un 4-1 roboante ai danni di una Pro Vercelli non di certo impegnativa da affrontare, ma splendido partner in quella che è una cornice festosa al “Grande Torino”. Davanti a oltre diecimila spettatori, gli applausi sono per tutti: da Longo, ai giocatori vercellesi, ma soprattutto ai granata, e a Sinisa Mihajlovic, che quando chiamato in causa non ha mancato di rispondere con affetto ai suoi nuovi tifosi.

Nel mezzo, c’era una partita da affrontare: e il Toro l’ha fatto sicuramente bene. Ottima prova di diversi singoli, soprattutto Ljajic, chiamato a fare la differenza in questa squadra; e buona anche la gara dei giovani in campo: da Barreca a Boyè, l’esuberanza della prima volta ha pagato, mettendo in luce soprattutto i pregi di giocatori sui quali il Torino può e deve avere la forza (dopo le dichiarazioni di inizio stagione, siamo sicuri che sarà così) di puntare.

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CAMPO, 13.8.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 3.0 turno di Coppa Italia, TORINO-PRO VERCELLI, nella foto: Josef Martinez esulta con i compagni dopo gol 2-0

Una partita, un test, che ha permesso di valutare l’andamento della squadra, ma che lascia apertissimo un quesito: quale squadra? Già, perché Mihajlovic stesso sa che da qui al termine del calciomercato molte cose cambieranno. A centrocampo, per esempio, sarà difficile ritrovare Vives, ieri leader; e in difesa, poi, dei quattro giocatori oggi in campo potrebbe essere titolare ai blocchi di partenza, forse, solo Moretti, considerati lo strappo con Maksimovic, la trattativa avviata da giorni con la Roma per Peres, e soprattutto la richiesta già in terra austriaca da parte dell’allenatore di un centrale veloce, che potesse proprio alternarsi all’attuale vicecapitano granata. Per non parlare della porta, dove tutto è ancora da capire.

È un Toro a due facce: quella che convince, fortunatamente, è per i giocatori che quest’anno sono tutti (o quasi) destinati a rimanere. L’altra, in verità, una faccia non sembra nemmeno averla: è un magma in continuo movimento, materia in evoluzione che ancora fatica a trovare la sua forma. È potenzialmente buona, perché questo Torino, effettivamente, lo è, ma necessita ancora di tanto lavoro. Buona la prima, Toro, ma qualcosa ancora da capire e da scoprire. Poi, la stagione potrà davvero cominciare.

 

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