Sabatini via da Roma: “Aver perso Boyè è stata l’ultima goccia”

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CAMPO, 2.10.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 7.a giornata di Serie A, TORINO-FIORENTINA, nella foto: Lucas Boye

L’ex ds giallorosso Sabatini svela un retroscena: “Il fatto di non essere riuscito a prendere l’argentino mi fa stare male da morire”

C’è un retroscena legato all’addio di Walter Sabatini dalla Roma, ed è legato a un giocatore che sta attualmente facendo le fortune in quel di Torino. Lucas Boyè è tra le più felici sorprese della squadra di Mihajlovic, e il corteggiamento da parte dei giallorossi era storia vecchia. Molto più vecchia rispetto a quello del club di Cairo, che lo ha poi contrattualizzato, terminata l’esperienza nel River Plate.

Spiega Sabatini che “non essere riuscito a prendere il giocatore, mi ha fatto capire di non meritare più la Roma“. Un commento drastico, ma sincero, da parte del dirigente, che ammette di aver peccato in mancanda “di arroganza e determinaizone, che comportava un’operazione così importante. Ho perso l’attimo fuggente, che di solito è la mia forza, perché sulle cose io arrivo con prepotenza“.

Il fatto di non averlo acquistato” chiude Sabatini, “mi fa stare male. Mi sento morire“.

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39 Commenti

  1. I commenti a questo articolo e queste dimissioni di Sabatini mi hanno insegnato diverse cose:
    – Che il sistema di ossevazione mondiale dei giocatori è diventata un’industria sofisticata;
    – Che il torino si sta adeguando e finalmente siamo in gioco anche noi;
    – Che che i nostri commenti agli articoli sono migliori e più completi dellarticolo stesso;
    – Che ora ho capito perché cerco sempre cosa scrive Zappology per capire meglio cosa c’è sotto una determinata storia..grazie Zap!

  2. Ha rilasciato una bella intervista alla gazzetta dove diceva chiaramente che i problemi alla Roma sono tanti e non facilmente risolvibili e boye’ non è stato preso perché alle spalle non aveva una società su cui poteva fare affidamento altrimenti oggi sarebbe a Roma. Ha fatto bene ad andare via perché la Roma per poter vincere qualcosa deve cambiare tutto l’ambiente a partire da giocatori come totti che sono stati dei grandi giocatori ma che interferiscono con la crescita della squadra. Sicuramente dove andrà farà bene.

  3. Ennesimo plauso alla società benché sia pieno di gente che non ha un minimo di onestà intellettuale per riconoscerlo.
    Cairo e Petrachi negli ultimi anni hanno scoperto gente come quella merda di Maksimovic, come il mitico Bruno Peres, hanno creduto in Glik, D’Ambrosio, Gobbonna, Darmian quando non erano nessuno… Hanno rilanciato Immobile e Cerci vendendoli a peso d’oro… hanno preso Zappacosta, Baselli, Benassi, Belotti ora Boyè, Iago Falque e Ljajic, il prestito di Hart… Stiamo vedendo i primi frutti del vivaio: Aramu, Barreca, Parigini
    Io dico BRAVI. Ma BRAVI davvero.
    E questo articolo lo conferma

  4. Sabatini per me é un gran manager,si é rotto qualche meccanismo con la dirigenza ma sicuramente lui non se ne va senza avere già le spalle coperte,un altra squadra lo sta aspettando,ovvio… Boyè è un esempio,un ds non molla tutto per un giocatore…

  5. Mah.. Sabatini scova mezza dozzina di talenti all’anno e li piazza un po’ ovunque…uno più uno meno non gli fa differenza…a meno che non si parli del nuovo C. Ronaldo.
    Tuttavia, Invito anch’io a rimanere con i piedi per terra!!

    Contro la Roma si è visto all’opera un talento enorme questo è vero!

    Ma purtroppo il valore degli attaccanti va di pari passo alle palle che buttano dentro e qua’ sembrano dolori ……

    In area sembra perdersi, testa troppo bassa e si schianta nel muro quando si va sullo stretto.Mi pare anche scarsino al tiro da fuori.

    Quando lo comprammo a gennaio mi sono documentato un po’ è non sembrava certo un fenomeno assoluto e nutrivo qualche dubbio che potesse essere un titolare da noi …certo che la era considerato e valutato da attaccante puro.

    Da noi fa l’ ala sacchiana e forse ha trovato il suo ruolo ideale..con Miha.

    Certo che se diventa un killer d’area e un cecchino al tiro, allora avremmo trovato il ns CR7…ma andiamo piano…anche S.Mino le prime,partite sembrava un fenomeno..

    Intanto rientra Liajic e vediamo cosa combina. Belotti e Iago la mettono dentro con continuità sarebbe bello che i goal arrivassero pure da sinistra…
    Certo che per il momento sembra l’acquisto più azzeccato dell’ era Cairo in proporzione all’esborso fatto…

  6. Ricordiamoci che Sabatini ha lavorato per una società che con tutto il rispetto definire allo sbando è dire poco, ed è proprio grazie alle sue plusvalenze clamorose che la Roma non si ritrova con un saldo di -200 milioni… Marotta fa il N1 con i capitali da investire, Sabatini No!!!

  7. Ricordiamoci che Sabatini ha lavorato per una società che con tutto il rispetto definire alla sbando è dire poco, ed è proprio grazie alle sue plusvalenze clamorose che la Roma non si ritrova con un saldo di -200 milioni… Marotta fa il N1 con i capitali da investire, Pallotta No!!!

  8. Sabatini è l’esempio della mia mancanza di capacità di capire il calcio moderno. È considerato un grande manager perché ha fatto un sacco di plusvalenze, come si dice ora. Peccato che abbia svenduto tutti i giovani usciti dal settore giovanile che ora stanno facendo la fortuna in altre società. Una Roma con Romagnoli, Politano, Captato, etc… Etc…siamo sicuri che non sarebbe una squadra più forte e con più senso di appartenenza di quella attuale piena di stranieri?

  9. Non penso Boye alla Roma potesse avere la possibilità e la tranquillità di esordire così presto. In una squadra così che deve essere competitiva nell immediato avrebbe avuto poca possibilità di essere titolare. Lo avrebbero fatto conoscere per poi essere merce di scambio con squadre minori. Meglio esser venuto da noi. Il toro può accelerargli la carriera se è un buon giocatore

  10. Sul fatto che Boyè sia un grandissimo talento non ci piove, ma se ben ricordo Sabatini voleva lasciare la Roma già dall’anno scorso, inoltre la squadra capitolina ha già tanti attaccanti forti e penso che i rinforzi, per poter competere con i gobbi, sarebbero serviti in altri reparti specie in difesa dove è stato preso per esempio un elemento come Fazio che non mi sembra un fulmine di guerra, questa dichiarazione di Sabatini mi sembra quindi un po’ una forzatura.

  11. Certo è che contro la Roma Boyè ha fatto un’impressione grandissima. Però, prima di ammazzarsi aspetterei ancora un pò, che cresca. Dopo sì, che ti verrà voglia di farlo veramente! ( A Sabatì, ma nun dir cazzate … 🙂 )

  12. Sfatiamo un momento questa leggenda metropolitana. Perché da più parti sto leggendo che le dimissioni di Sabatini siano legate al Boyé calciatore. Quasi intendesse dire che il nostro caro Lucas sia il giocatore più forte sfornato dal Sud America dai tempi di Di Stefano.
    In realtà, ha detto che è stato il MODO di portare avanti la trattativa Boyé e altre con calciatori stranieri, a delineare una filosofia di lavoro divergente tra lui e la Società AS Roma. Nel senso che lui puntava diretto sui calciatori (e tra questi rientrano i vari Gerson, Allison, Uçan, Sanabria, Paredes, ecc.), mentre la dirigenza optava per un metodo, come dire, più tecnico e tecnologico.
    Ad esempio, nel caso specifico di Boyé, la dirigenza Roma non voleva acquistarne i diritti perché segnava poco. Sabatini, allora, è andato a chiedere il perché dei dubbi espressi in tal senso, dato che aveva fatto seguire il calciatore dai suoi osservatori. Dubbi che prima la Roma non era solita esprimere circa il suo oprato. La risposta è stata che loro avevano dei software informatici ultramoderni che analizzavano statisticamente le prestazioni dei giocatori definendone un corrispettivo valore in denaro. La richiesta del River Plate era considerata troppo alta, se commisurata al valore calcolato dal software. Ecco, dunque, che la Roma non avallò l’operazione.
    Sabatini comprese che il nuovo modus operandi della Società era questo. Che il suo intuito non era più considerato come elemento primario nell’acquisto dei calciatori. Si è sentito esautorato e perciò ha deciso di lasciar perdere.
    Il suo modo di fare mercato, inoltre, mal si sposa con le esigenze di Spalletti. Tant’è che gente come gli stessi Gerson e Allison, acquistati in Gennaio, pallini di Sabatini, Spalletti non li vede proprio. Anzi, su Gerson ha persino detto che non è per nulla pronto per giocare in A.
    Diciamo, quindi, che il ragionamento di Sabatini è stato un po’ più articolato e che Boyé è stato preso come esempio.