Ufficiale: Zdenek Zeman è il nuovo allenatore del Pescara

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Il boemo torna in Abruzzo dopo la promozione nel 2011-2012 con l’arduo compito di tentare una salvezza disperata; contratto fino al 2018

Il Pescara ha annunciato l’arrivo di Zdenek Zeman sulla panchina biancazzurra, dopo l’esonero di Massimo Oddo. Il boemo torna in Abruzzo dopo la trionfale stagione 2011-2012, quando il Pescara di Verratti, Insigne e Immobile vinse il campionato di Serie B, sopravanzando il Toro di Ventura solo grazie alla differenza reti. Il tecnico ritroverà la Serie A dopo le recenti delusioni alla guida di Cagliari e Roma, rispettivamente nel 2014-2015 e nel 2012-2013.

Il compito è di quelli proibitivi: condurre alla salvezza la squadra fanalino di coda della graduatoria, ancora a secco di vittorie in campionato.

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25 Commenti

  1. Non intendo entrare in disquisizioni tecnico tattiche più o meno dotte. Zeman ha avuto le palle di mettersi contro la mafia gobba pagando di persona, Ventura non ha mai perso occasione di leccare il deretano a quei delinquenti. Questo dovrebbe contare qualcosa nei commenti che si leggono su un sito di tifosi granata.

  2. Grande, grandissima persona. Lo incontrai una volta al Fleming, dove abita. Io accompagnavo mio padre dall’oculista. Lui andava….dal tabaccaio. Si è fermato a parlare come se nulla fosse. Una persona estroversa e spiritosissima, molto diversa da come appare.
    Calcisticamente è un po’ come gli AC\DC. Sì, bei dischi quelli con Bon Scott. Bello pure Back In Black. Ma il rock è cambiato e voi siete rimasti fermi al 1980.
    Lui ha fatto un po’ la stessa fine. Vittima del suo integralismo e del personaggio che si è costruito. Campa un po’ di rendita.

  3. Non dimenticatevi che Calciopoli venne alla luce grazie alle denunce di Zeman sul doping e alla caparbietà e al rigore professionale del giudice Guariniello che mise sotto controllo le utenze telefoniche della triade gobba. Anche solo per questo, grazie Zeman grande uomo e maestro di coerenza e anticonformismo. Mai succube dei poteri forti, che non lo fecero lavorare per anni. Se non ti chiami pinga lo capisci, se no ti attacchi.