Torino, Mihajlovic: “Domani voglio l’atteggiamento giusto, altrimenti sarà ancora ritiro”

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CAMPO, 12.2.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 24.a giornata di Serie A, TORINO-PESCARA, nella foto: Sinisa Mihajlovic

Alla vigilia di Genoa-Torino, parla Mihajlovic: “Contro il Napoli siamo crollati. Questo atteggiamento non è ammissibile. A fine stagione faremo le valutazioni”

È stata una settimana sicuramente molto calda per Sinisa Mihajlovic. L’allenatore del Torino, dopo la disfatta contro il Napoli, ha deciso lunedì scorso di portare tutta la squadra in ritiro, affinché tenesse alto il livello dell’attenzione in vista di Genoa-Torino di domani: una partita che per i granata in realtà ha poco da dire a livello di campionato, ma non per questo da disputare anonimamente. In conferenza stampa allo stadio Grande Torino, Sinisa Mihajlovic presenta la sfida di domani: ecco le sue parole in diretta live. Solo l’allenatore, oggi, interviene in conferenza. “Non ho portato la squadra in ritiro perché abbiamo perso, ma come abbiamo perso: si può perdere, ma mai mollare. Noi dopo il 2-0 non abbiamo mollato, siamo proprio crollati, senza lottare. Per me e per loro è umiliante: si sono divertiti a casa nostra i giocatori del Napoli, e non deve accadere. Ma questa non è una decisione mediatica: serve a me, ai giocatori e alla società, il campionato dura fino al 28 maggio e bisogna sempre dare il massimo. E si fa per creare un gruppo compatto, la mentalità giusta, e capire dove intervenire per il futuro“.

Continua Mihajlovic: “In questi momenti non bisogna arrabbiarsi e basta, ma essere lucidi nell’analisi per capire cosa ci serve per l’anno prossimo. Ai miei giocatori non ho mai chiesto di vincere una partita per forza, ma di avere l’atteggiamento giusto e non mollare mai. È il minimo che chiedo a un professionista: massima professionalità e rispetto per se stessi, per la maglia, per la società e per i tifosi. Se uno ama e tiene al proprio lavoro, e vuole avere la coscienza pulita, questa è la minima cosa da fare. E quando non si fa, si valuta: all’interno del gruppo ci sono patti e promesse che si dicono. E se non si rispettano, ci sono le conseguenze. Altrimenti non c’è credibilità. Già qualche mese fa avevo detto che non accettavo atteggiamenti da mezze seghe: se fosse successo, sarebbe accaduto quanto capitato proprio questa settimana. Domani mi aspetto una partita seria e importante da parte dei giocatori: per intensità, impegno, amor proprio, carattere. E penso che questo non valga solo per il Torino: non parlo di storia, passato e valori; ma penso che siano le basi per ogni società di calcio e di Serie A. È vero che io sono sampdoriano, ma non ho nulla col Genoa e mi spiace vederli in difficoltà: ma noi faremo il massimo per vincere; come l’abbiamo fatto col Crotone, lo faremo a Marassi e domenica col Sassuolo“.

Ancora sul ritiro: “Ho anche detto ai miei ragazzi che se domani non vedo quel che voglio, allora si torna in ritiro. Senza un giorno di pausa, e magari anche dopo l’ultima partita, contro il Sassuolo. Capisco che la cosa più complicata per una squadra di calcio è creare una mentalità vincente, con le basi e il giusto atteggiamento sul campo. Di avere un DNA ben delineato. E quando parlo di questo, intendo proprio l’atteggiamento e il massimo rispetto per tutti“.

Cosa serve per l’anno prossimo? “Ne parleremo l’anno prossimo. Adesso noi possiamo parlare solo della partita col Genoa. Noi sappiamo cosa serve, ma stiamo valutando tante cose: per questo dico che bisogna essere lucidi. Quello che dico è che è inutile fare la partita della vita con la Juve e poi prendiamo 5 gol col Napoli: se la carica nervosa di un gruppo dura una settimana, allora qualcosa da aggiungere c’è. Abbiamo avuto molti black out, lavorandoci non siamo riusciti a cambiare del tutto. Non servono processi, ma serene valutazioni. Ora cerchiamo di chiudere il campionato al meglio e poi andremo a provvedere, se riusciamo, in quello che ci manca. Il nostro obiettivo dell’anno prossimo non è il modulo, ma avere continuità di risultati e prestazioni in casa e fuori casa, sempre con l’atteggiamento giusto: cosa che ci è mancata quest’anno e che ci ha impedito di arrivare in Europa League. La rosa in alcune cose necessiterà di essere cambiata, e qualcosa va trovato: non nascono tutti leader e non posso pretenderne 11 in campo, ma se non ci sono, vanno trovati. Ma questo è sempre in piena sintonia con la società, ne abbiamo parlato e ci stiamo lavorando, senza processi ma in modo lucido“.

Qualche analisi sui singoli: “Castan non ha giocato perché ha avuto anche problemi fisici. Poi visto che comunque non lo riscatteremo, ho preferito far giocare gli altri e capire cosa posso avere dagli altri come Moretti e Carlao. A parte che Rossettini e Moretti han fatto quasi sempre bene; Carlao ha avuto problemi fisici, ha giocato e forse giocherà ancora. La scelta è dettata dal capire cosa ci servirà il prossimo anno: Castan si è sempre comportato da professionista, ma non lo riscatteremo ma queste partite mi sono servite e mi servono per valutare bene i giocatori che ho a disposizione e quelli che si meritano di rimanere e quelli che, invece, purtroppo dovranno cercare fortune altrove. Iago e Ljajic? Hanno avuto un piccolo fastidio l’altro ieri, ma hanno fatto l’allenamento pieno oggi e sono convocati e pienamente a disposizione. Vedremo chi giocherà“.

Continua Mihajlovic: “Perdere 5-0 non è mai bello, ma ci sono sconfitte e sconfitte, e a me non è piaciuto il come abbiamo perso. Per questo ho deciso di portare la squadra in ritiro: deve essere un monito anche per l’anno prossimo, per chi resterà qui. Io le mie promesse le mantengo sempre, nel bene o nel male: a volte, per meriti, ho dato un giorno libero in più; per demeriti, invece, può capitare il ritiro. E non mi interessa nulla del fatto che manchino 2 settimane: anche dovesse succedere all’ultima di campionato, io non l’accetterò. Bisogna fare bene il proprio lavoro: non ho mai chiesto di vincere sempre, ma di avere sempre il giusto atteggiamento. E questo sarà finché io sarò allenatore del Torino, come è sempre stato. Ma è importante che i giocatori lo capiscano: sono rimasto deluso dal fatto che ancora non si sia capito che quando dico una cosa, sono serio, e poi la faccio. Ma in tutto questo, tengo a precisare, io sono il primo responsabile: so quanto è importante un allenatore che sa spingere e motivare il gruppo. Ma penso che un allenatore ha tante cose da fare, non deve fare uno sceriffo: a volte l’ho fatto, e non mi piace, pur venendomi naturale. Capisco che non devo farlo, ma lo faccio a volte per il bene della squadra: se le cose non si capiscono con le buone, servono altre vie“.

Queste cose non capitano solo nel Toro. Mi è capitato anche con la Samp e col Milan: è difficile trovare un certo tipo di giocatore leader. Quando ce l’hai, si vede: faccio l’esempio dello zoccolo duro della Juve, o del Milan di Maldini e Costacurta. Serve un allenatore e il suo lavoro, certo, ma in campo anche qualcuno che trasmetta certi valori. Io vedo che i miei giocatori,d a tutte le parti, si allenano bene, ma poi capitano le situazioni che non ci si aspetta. Ma questo, siccome è capitato da tutte le parti, fa sì che sia io il primo responsabile: devo trovare il giusto rimedio, e se non lo trovo devo andare a cercarlo“.

Su De Silvestri: “È stato preso perché ho massima fiducia in lui. È un grande professionista, dà sempre il massimo e non sbaglia mai l’atteggiamento. Ha avuto qualche problema fisico, si è trovato Zappacosta che è migliorato molto anche in fase difensiva, come dimostra la chiamata in Nazionale. Ma Lollo è un titolare per me: domani giocherà lui, farà il suo dovere come ha sempre fatto. L’atteggiamento da parte sua sarà sempre giusto, poi può fare bene o male, ma questo nessuno lo sa. Io ho piena fiducia in lui: ha un contratto col Toro e non vedo problemi per il futuro“.

Sulla conferma dei giocatori: “Penso che tanti si merito di restare. Quasi tutti sono migliorati rispetto alle loro annate precedenti: chi era l’anno scorso qui e non ha giocato con continuità, penso a Zappacosta, Baselli, Benassi, Belotti, hanno fatto bene. Quelli che abbiamo preso e hanno avuto difficoltà perché han giocato meno, come Iago, Ljajic, Castan e Rossettini han fatto bene. Altri come Lukic, Boyé e Gustafson sono cresciuti molto: la base c’è ed è positivo. C’è qualcuno che non ha reso secondo le aspettative, ma questo ci può stare“.

Che Genoa si aspetta Mihajlovic? “Faranno la loro partita. Ho fatto vedere ai miei ragazzi come han giocato con l’Inter: eravamo in ritiro e dovevamo sfruttare quel tempo lì. Per far capire loro cosa li aspetta domani: saranno aggressivi e cattivi, giocano con intensità, uomo contro uomo, possono fare male. Rispetto alla prestazione fatta con l’Inter, contro di noi sarà sicuramente più intensa: noi dobbiamo essere lucidi e freddi, cercando di mettere in pratica quanto fatto in settimana. Con l’atteggiamento giusto, abbiamo grandi possibilità di vincere: la mia squadra deve fare il massimo, come sempre; questo mi aspetto da noi, lo vedremo domani. Ma sono fiducioso“.

Sul suo futuro in granata: “Non penso che ci siano problemi. Io posso poi pensarla in un modo, e magari il presidente in un’altra. Io ho un contratto, poi è chiaro che non si sa mai: ma non credo e non penso ci siano problemi“.

Sul Toro-Genoa del 2009: “Nessuno di noi era qui. Riguarda magari la società, ma a noi non deve interessare nulla. Noi dobbiamo solo fare la nostra prestazione, seria e importante. Con rispetto per tutti. Andiamo là per giocarcela, e basta. Quelle sono cose accadute, noi non possiamo fare niente, dobbiamo pensare a noi stessi: capisco che per i tifosi, magari, sarebbe una rivincita, ma noi dobbiamo preparare la partita guardando a noi stessi, cercando di avere l’atteggiamento giusto. Altrimenti ci saranno le conseguenze“.

Su Barreca: “Non è sparito dai radar. Per me è un titolare, ma vale lo stesso discorso di Castan e di altri. Da un punto di vista psicologico, come è normale, l’ho visto un momento diverso. Volevo comunque valutare Molinaro e Avelar, per capire se posso puntare su di loro: non è per scelta tecnica. Domani non giocherà, ma contro il Sassuolo, in casa, sì; mi sembra giusto, visto che ha giocato per quasi tutto il campionato. Mi serviva valutare gli altri“.

Su Avelar: “Domani giocherà lui. Ho voluto vedere se dopo gli infortuni che ha avuto, riesce ad allenarsi con continuità. Nell’ultimo mese ha fatto tutti gli allenamenti, gestito in una certa maniera, certamente, senza sollecitare troppo il ginocchio, ma si fa spesso con i giocatori. Non è un problema. Ha dimostrato di star bene fisicamente: le sue qualità non si discutono, è tanto tempo che non gioca, è normale che magari giochi meno bene, talvolta, rispetto a quanto mi aspetto. Volevo vedere se poteva reggere i 90′ e soprattutto sostenere poi il post. Alla fine della stagione valuteremo il tutto“.

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55 Commenti

  1. mah… io quelli che danno dell’asino al presente allenatore (e che, magari, tacevano su quello passato) proprio non li capisco… a meno che non siano dell’ufficio stampa del guru….

    Miha dice spesso cose chiare e comprensibili e questo (chissà perchè) disturba molti…
    poi uno può condividerle del tutto e meno ma almeno ci siamo liberati della “crescita” e della “asticella”…

    io dico solo che sarebbe stato bello poter valutare l’allenatore con i tre giocatori forti che chiedeva… insomma, sarebbe bello poter valutare una squadra che ha un presidente vero…

    • Mi capita talvolta di non condividere un’opinione, come ad esempio credo che i ritiri punitivi non servono a nulla, ma da qui a dare dell’asino a qualcuno ce ne corre. Per quanto mi riguarda, lo scorso anno quando si doveva scegliere l’allenatore speravo nella scelta di Sinisa e sinceramente non ho cambiato opinione, non condivido le idee di chi lo critica, ma le rispetto. Rispetto le opinioni di tutti, figuriamoci quelle dei fratelli granata….

  2. ma cos’è sta roba. castighi, doppi allenamenti, giorni liberi premio. ma che scuola elementare è?

    se anche fossero così fanciulli, che può essere, perché spesso si ha l’impressione di essere all’asilo, qui, in questo forum, fatto di cinquantenni, ma so che è perché è lo schermo di internet, che è cresciuto con la moda del perso per perso e dell’anonimato e tira fuori il peggio delle persone, e se anche fossero così fanciulli questi ragazzi giocatori del toro, è mai possibile trattarli così?

    se io so che, allenandomi, corsa tiro, corsa passaggi, io miglioro giorno per giorno, e la differenza la vedo, da un dilettante, da uno che non lo fa di mestiere, sei io volessi migliorare, per me, l’allenamento è una necessità, prima ancora che un divertimento. se tu sei il mio allenatore, serbo, o italiano, e mi dici che sono in gita premio, che ho un giorno libero premio, allora mi prende male. male! perché dico: posso venire lo stesso, guardate, non do fastidio, mi metto in un angolo con un pallone e do due calci lo stesso.

    se c’è fanciullezza, non si può assecondare così, non si può non farla crescere. questi metodi sono da bambini.

    poi, altra questione, molto più delicata di questa. io ‘sta manfrina l’ho già scritta ieri, riga più, riga meno, ma non c’è nessuno, e lo chiedo oggi che è domenica, non c’è nessuno che ci vede qualcosa di sbagliato in questa questione allenamento castigo, giorno libero premio? nessuno nessuno? ditemi che ce n’è almeno uno. uno solo mi basterebbe.

  3. Dubito che queste due ultime partite servano a valutare la rosa. Le idee sono ormai chiare, al massimo queste partite serviranno per confermare certe idee. Mancano leader e di conseguenza manca un po’ un gruppo. Sinisa cerca gente di carattere, capaci di affrontare pressioni e che non se la facciano sotto a calcare certi campi, ma se opti per i giovani ti mancherà sempre un po’ questa cosa e dovrai attendere la loro maturazione in tal senso. Inoltre non dimentichiamo che per far posto ad un nuovo arrivo ci dev’essere una partenza e i giocatori di proprietà non puoi svenderli perché butteresti l’investimento fatto. Quando leggo da parte di alcuni rivoluzione in rosa, diamo via questo e quest’altro ecc mi fa un po’ ridere, nella realtà le cose son diverse……a fantacalcio si gioca al bar dello sport

    • ah ti fanno ridere? tu sei così superiore, col fatto che scrivi per la gloria e in maniera altamente qualitativa (tue parole), che la gente che la pensa diversamente da te, ti fa ridere. lui scrive “con la qualità”! e sti cazzi! lui è un agente segreto che “non scrive per chi è qui, ma per chi legge”. ma chi? ma chi? lo sai che quelli che non scrivono, non scrivono perché qua ci si insulta sempre? e a te ti hanno in merda, perché sei un insultatore seriale da anni e anni verso chi non la pensa come te! ma in che mondo vivi? chi c’è là fuori? che missione hai? che film è? sei del ’72! hai 45 anni!

  4. In una difesa colabrodo inserire i due ex Spal e San Paolo è comunque un passo avanti.Non bastano però e ce ne vorrebbe un altro.Guai a farsi pregare dalla Spal….Bonifazi torna punto!Su Castan me lo aspettavo…peccato ma io voglio i soldi di Peres…quindi Castan e Iturbe indietro a casina loro.

    • mi spiego meglio: è una cosa normale che l’allenamento sia un castigo e il non allenamento un premio? e oltre al fatto che sia normale o meno, è un’ottica giusta?

      • L’allenamento fa parte del mestiere del calciatore, da che mondo è mondo, mentre il giorno di riposo può essere considerato un premio. Questo mini-ritiro, lontano da famiglie, fidanzate e amici vari, è un castigo, non l’allenamento in sé, almeno questo è quanto intendo io. E non credo, per rispondere a un tuo post precedente, che vada ad inficiare sulla condizione atletica dei calciatori, dato che suppongo si sia fatto quello che si sarebbe fatto in condizioni di non-ritiro 🙂

        • no, non parlavo del ritiro, è chiaro che non puoi andare in ritiro tutto l’anno. volevo solo dire che il giorno di riposo in più, cha dà sinisa, che senso ha come premio? sono professionisti, sono uomini, si devono allenare. se è giusto riposare, allora che lo facciano tutti. l’odioso maksimovic aveva allenamenti doppi in estate nel (breve) periodo in cui è stato “in castigo”. mi sembra sia una logica un po’ da bambini. non trovi? sono così bambini loro (può essere, io non lo so) o è da bambini il suo “metodo”? grazie di avermi risposto.

          • voglio solo dire che mi ha fatto molto pensare sta cosa, mi ha colpito e non la sapevo. sono professionisti? se devi dare un merito a qualcuno lo dici pubblicamente, tipo: “giuseppe, hai lavorato bene” e via discorrendo…

          • Sinceramente non ero a conoscenza dei doppi allenamenti a Maksi, sapevo solo della sua fuga. Per quanto riguarda il giorno di riposo addizionale come premio è una pratica utilizzata da molti allenatori, non ci trovo nulla di strano.

  5. Sinisa cerca dei leader ma finora il mercato gli ha portato dei ventenni ( Lyanco, Milinkovic Savic e Bonifazi) che in quanto giovani non possono certo essere considerati leader . E che non fanno della continuità o della concentrazione i loro punti di forza. E lui lo sa. Mi chiedo quindi su quali giocatori maturi si stia puntando.

      • Qui non c’è scritto che “ha reso al meglio delle sue possibilità”. Ma che “Lijaic Iago e Ross hanno fatto bene”. Poi, certo, se Maxsimovic fosse rimasto Ross avrebbe ruotato insieme agli altri centrali e avrebbe giocato qualche partita in meno. Ma purtroppo, dopo che Sinisa gli aveva parlato da serbo a serbo, sappiamo come è finita…

  6. Mi pare che le idee sul futuro siamo chiare. Unico dubbio, mi par di capire, Carlao, ancora sotto esame. Tutti i giovani promossi e fiducia a Benassi Baselli e Zappa. Alla fine mi sa che la “scure” si abbatterà su Avelar, Castan, Ajeti, Obi e Maxi, ognuno per motivi diversi. Da valutare Valdi come opzione in caso di ricorso al centrocampo a 3. Ma la scoperta di Baselli davanti alla difesa potrebbe anche non rendere necessaria la sua conferma. In ogni caso mi par di capire che più che alla qualità (anche quella, certo) il mister sia alla ricerca di carisma. Il fatto che indichi i cali di tensione come causa principale della mancata lotta per l’EL la dice lunga in tal senso. Io però credo che sia mancato anche equilibrio tattico e che abbiam pagato il crollo durato ben 3 mesi, oltre a una difesa lasciata colpevolmente incompleta dalla società, ancor di più sapendo che il mister avrebbe giocato all’arma bianca. Insomma, una stagione che ha messo in evidenza i limiti e gli errori di società, tecnico e squadra. Se tutti li riconosceranno e si impegneranno a non ricommetterli ci sarà da divertirsi.

    • Ammetto di non essere stato spesso d’accordo con le tue analisi, perpetrate da impareggiabile ottimismo che alle volte ho quasi “invidiato” visti gli scarsi risultati nel periodo di gennaio-febbraio, ma devo dire che questa volta sottoscrivo quasi ogni parola. Fermo restando che per me Valdifiori può anche andare (abbiamo Lukic in caso di ricorso al centrocampo a 3) così come Carlao: l’arrivo di Lyanco, l’eventuale conferma di Bonifazi e le permanenze di Rossettini e Moretti e gli obbligatori e necessari arrivi dal mercato ridurranno (per fortuna) i suoi spazi.

      • Sull’ottimismo forse ti confondi con la scorsa stagione (in effetti mal riposto visti i risultati)😉. Quest’anno ero molto scettico ma ho dovuto in buona parte ricredermi. Miha ha mostrato un’elasticita’ mentale che non credevo avesse: ha cambiato modulo, ha cambiato posizione a Ljajic e Baselli, è tornato sui suoi passi con Acquah, ha relegato in panca De Silvestri, suo pupillo, ed escluso pesantemente Maxi senza pensarci troppo sopra. Gran passo avanti rispetto a Ventura, in tal senso, così come nel riavvicinamento prepotente al sentire della piazza riguardo ai valori storici del Toro e al loro rispetto. Mi è piaciuto molto quando si è scagliato contro il razzismo. Li mi ha davvero tanto sorpreso, proprio tanto. E finalmente abbiamo un gioco da qualche mese, una buona base di partenza per la prossima stagione. Nonostante gli errori iniziali si è sbattuto fino a trovare la quadra. Ci ha provato e in gran parte ci è riuscito (da limare il Gallo nel 4231 e da aggiungere il rispetto verso avversari più forti, che non vuol dire temerli). Riuscisse a evitare quel cronico, lungo, crollo verticale invernale, dopo la partenza a razzo, sarebbe altro gran bel passo in avanti.

        • Purtroppo ogni squadra ha il suo fisiologico momento di calo di condizione (chi ad inizio stagione, chi a metà etc.). A questo si sopperisce con la qualità, elemento che è mancato anche a causa della negligenza societaria nel mercato invernale. Che poi si voglia credere che a Miha andasse bene così è un altro discorso che non sottoscrivo. Per quanto riguarda le sfide con avversari più quotati, che dire, alle volte è riuscito a limitarli (vedi Roma all’andata o entrambi i derby giocati dignitosamente) in altre occasioni no (Napoli e Roma al ritorno su tutte).

          • No, non dico che gli va bene così. Dico che 3 mesi di crollo verticale son tanti e non è la prima volta che capita alle sue squadre. Mi pare un aspetto sul quale si può (e si deve) migliorare. Va da se che se hai più qualità sopperisci meglio perché la sfanghi con la giocata individuale. Però, ripeto, son troppi 3 mesi di buio. Calare per qualche gara ci sta ed è fisiologico. Se dura troppo vuol dire che la preparazione è stata deficitaria (difatti partimmo a razzo).

          • Effettivamente i risultati in quei tre mesi sono stati deficitari, complici a mio avviso alcuni episodi (vedi i rigori sbagliati con Milan, Empoli e Fiorentina). Per quanto riguarda le passate esperienze di Miha ricordo che alla Samp ha inciso molto la cessione di Gabbiadini, mentre al Milan i contrasti con la società potrebbero avere avuto il loro peso. Che si possa migliorare (e intendo tutti, vero pr€$?) è comunque sicuro 😉

  7. mi vieni in mente quando, in estate, quel “bel” personaggio di maksimovic era in castigo. gli faceva fare doppi allenamenti. allora, l’allenamento deve essere in funzione del campionato. non puoi giocare contro a un giocatore. se serve il doppio allenamento, lo fai fare a tutti: se non serve e quindi è nocivo, non può essere un castigo. non sono nel calcio e non so che livello di “bambineria” hanno i giocatori. per capire se sinisa fa bene, occorre solo essere lì, mi sa.

  8. mi sembrano parole forti e chiare, supercondivisibili soprattutto nella parte relativa all’atteggiamento della settimana scorsa. Credo che il “ritiro” in quanto tale non serva a nulla, basta vedere i gobbacci di mare che dopo la vittoria sull’Inter e una settimana di ritiro a catania, non hanno semplicemente giocato contro il Palermo, e si ritrovano nella emme fino al collo…d’altra parte se bastasse quello a far vincere tutte le squadre sarebbero conventi di clausura!
    Comunque, domani i grifoni sono sull’orlo del precipizio….beh diamogli una spintarella.
    Io c’ero il 24 maggio 2009, sono passati 8 anni precisi.
    E poi giù a farsi massacrare a Roma come capitò a noi.
    La ruota gira.

  9. be, mi pare che abbia detto “mancano leaders”. mi sembra la cosa più importante che ha detto oggi, si cercano leaders. abbastanza tosta, detta da un allenatore che allena belotti e ljajic, solo per dirne due.

    “a volte, per meriti, ho dato un giorno libero in più”. c’è il concetto che sono bambini e l’allenamento è un castigo e il non allenamento è un premio. mi sembra roba, sentita così, da scuola elementare. ma forse sa quello che fa, e vede che il livello dei giocatori, e forse non solo quelli del toro, è questo. altro che professionisti, o uomini grandi…

  10. L’unica cosa buona e’ la dichiarazione ufficiale che Castan non verra’perlomeno riscattato,pero’ stando attenti alle parole questa esternazione non escluderebbe il rinnovo di un prestito,visto che la Roma ha posto questa condizione alla richiesta del Torino per Diego Perotti.Domani purtroppo giochera’ Avelar al posto di Barreca,ma penso che sia nell’ottica di riuscire a piazzare il brasiliano sul mercato estivo.

  11. Sto guardando la conferenza su toro channel…devo dire che,se sul piano tattico questa stagione Miha può essere stato criticato in alcune occasioni,a livello umano il suo atteggiamento non fa una grinza,dice le cose come stanno,sa cosa vuole e credo che la sua presenza sia la miglior garanzia per una campagna acquisti adeguata alle aspettative e alle prospettive future..

    • Mi vedo felicemente costretto a confermare. Nel senso che non avevo grossa fiducia nelle capacità comunicative del mister (intese verso la squadra, non verso i media).
      Quest’anno pur con le difficoltà da “primo anno” secondo me lo staff ha guadagnato la fiducia del gruppo. Speriamo sia un tonico per la prossima stagione.
      Unico forte dubbio è che possa incidere tanto sulla campagna acquisti, speriamo di si.