Benassi: anche in Austria lavoro personalizzato

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Marco Benassi deve ancora smaltire l’infortunio alla caviglia e sarà quindi costretto a saltare anche le prossime tre amichevoli che il Toro ha in programma

Dopo essere stato costretto a saltare quasi tutto il ritiro a Bormio, Marco Benassi sarà costretto a lavorare a parte anche in Austria. Il centrocampista granata aveva subito una distorsione alla caviglia sinistra durante uno dei primi allenamenti in Valtellina e, per tutto la permanenza del Torino sui monti lombardi, era stato costretto a seguire uno specifico programma di riabilitazione.
Benassi continuerà a lavorare a parte anche nella seconda parte del ritiro e certamente salterà le tre amichevoli in programma, quelle contro l’Ingolstadt, il Leipzig e l’Hull City. La speranza è che il giocatore possa essere almeno tra i convocabili per la partita di Coppa Italia contro una tra Pro Vercelli e Reggiana. Nell’allenamento di ieri alla Sisport, mentre sul campo Mihajlovic dava indicazioni ai suoi compagni di squadra, Benassi ha continuato il proprio lavoro specifico tra parte atletica e palestra. Una volta che il problema alla caviglia sarà superato, il centrocampista dovrà poi sudare per mettersi in pari con gli altri calciatori granata ed arrivare al loro stesso stato di forma. L’infortunio subito a Bormio, anche se non è particolarmente grave, lo sta infatti costringendo a saltare queste settimane di importante lavoro atletico che consentiranno ai vari giocatori di rimanere in condizione fino al termine della stagione.

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10 Commenti

  1. Innanzitutto per poter dare delle votazioni decenti oltre che vedere le partite bisognerebbe capire qualcosina di calcio e ahimè la Crocefisso immagino ne capisca ben poco da tutte lefregnacce che dice ad ogni articolo….

  2. “… lo sta infatti costringendo a saltare queste settimane di importante lavoro atletico che consentiranno ai vari giocatori di rimanere in condizione fino al termine della stagione”

    Peccato che mihajlovic adotti la Periodizzazione Tattica che non prevede i carichi atletici tradizionali, siano essi quelli dell’allenamento tradizionale o di quello integrato.

    La periodizzazione tattica non prevede di fare in estate un enorme lavoro prettamente atletico che poi viene consumato nel corso del campionato.
    Tutt’altro, prevede di allenare la squadra all’aspetto tattico di ogni fase di gioco, avendo come ricaduta secondaria anche il miglioramento fisico, psicologico e tecnico dei giocatori. E quindi una crescita costante dell’amalgama e del rendimento dei giocatori sempre più addentro al gioco tattico della squadra stessa.
    Quello che mancherà a benassi sarà l’allenamento tattico, il fatto di non potersi inserire da subito nei meccanismi complessi di gioco della squadra.
    Chi scrive certe inesattezze negli articoli potrebbe usare 10 minuti del suo tempo per cercare in rete “Periodizzazione Tattica” e darsi una infarinata sui nuovi metodi.