Contropiede letale: il Toro di Mihajlovic ha un’arma in più

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CAMPO, 25.9.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 6.a giornata di Serie A, TORINO-ROMA, nella foto: Andrea Belotti esulta dopo gol 1-0

Già contro il Milan era una caratteristica importante del gioco granata. Contro la Roma, contropiede fondamentale: così la squadra ha cambiato passo

L’aggressività prima di tutto. Il mantra di Mihajlovic è chiaro, e si è subito potuto notare: baricentro alto e tanto pressing nei confronti dei portatori di palla avversari, così l’allenatore vuole il suo Torino e così il Torino sta facendo. Ma oltre alla testa ci vogliono anche le tattiche, e per una squadra che ancora non fa dell’impostazione la sua arma vincente (nonostante l’arrivo di Valdifiori che dovrebbe permettere di cambiare anche sotto questo aspetto), è il contropiede a fare la differenza. O a tentare di farla.

Sì, perché contro la Roma questa strategia si è rivelata semplicemente perfetta, tanto che i tre contropiedi portati a segno, con conclusione, ai danni dei giallorossi hanno creato dei danni incalcolabili alla retroguardia giallorossa, anche se non perché si è arrivati per forza a segnare. Le efficaci ripartenze granata hanno permesso di tagliare in due la squadra avversaria, causando ammonizioni a De Rossi e compagni e permettendo ai giocatori granata di acquistare ulteriore fiducia in loro stessi, durante i 90′.

Ma il contropiede, che ha funzionato bene contro la Roma, sembra essere diventato un marchio di fabbrica per Vives e compagni. Già contro il Milan, il conto delle ripartenze era a favore dei granata, così come col Bologna. Solo con Empoli e Pescara, le partita più noiose finora disputate (anche rispetto alla brutta gara di Bergamo), al Toro il contropiede non è riuscito. E non a caso, non è arrivata nemmeno la rete. Poco per volta, la squadra che ha in mente Mihajlovic sta cominciando a emergere, con le sue caratteristiche principali. E possono far divertire i suoi tifosi.

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6 Commenti

  1. Non sono d’accordo che sia l’unica arma. Anche Miha sta crescendo tatticamente. La partita con la Roma è stata perfetta: densità in mezzo al capo catena nelle fasce che funzionava pur lasciando il predominio ai giallorossi. Squadra corta e due fasi di centrocampo esemplari. Anche Ventura giocava meglio di rimessa, solo che avevamo meno occasioni perché la palla non la si intercettava nella trequarti avversaria ma al limite della nostra. Inoltre altra novità: facciamo meno falli al limite dell’area perché giochiamo più alti e questo limita la possibilità di perdere palla con il retropassaggio sotto pressing.

  2. La Roma con noi ha fatto piu’ possesso palla,ma se fai pressing alto e inculchi la mentalita’ di giocare per vincere ,allora ce la puoi fare anche con chi e’ sulla carta piu’ forte di te ed ha un monte ingaggi tre volte almeno il tuo. Certo avere un maggior possesso palla ,con retropassaggi nella tua area, ti priva della possibilita’ di stare nell’area avversaria e infonde minori sicurezze nei giocatori e i paroloni percorsi di crescita,asticelle che si alzano,consapevolezza vanno bene solo per i giornalisti di Sky calcio show per fare audience e a chi le pronuncia che fa promozione di se stesso incantando i creduloni.

  3. Mi sa che è pure la sola. Però se funziona sempre, ovviamente possiamo vivere e e prosperare anche solo di quella. Probabilmente faremo più fatica con le squadre più chiuse o più semplicemente quadrate di una Roma che pensava di venire qui e far quel che voleva.

    • Senza averti letto abbiamo scritto praticamente la stessa cosa. Penso anch’io che finchè non saremo noi a dover costruire gioco per cercare la vittoria, andremo a nozze. Come credo che se baselli facesse quel salto di qualità che Mihajilovic e tutti noi gli chiediamo e che è nelle sue possibilità, con lui in campo il problema con le squadre chiuse potrebbe essere risolto. Baselli e Liajic insieme potrebbero far molto male.