È un Toro multietnico, con molto tricolore tra difesa e centrocampo

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CAMPO, 13.8.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 3.0 turno di Coppa Italia, TORINO-PRO VERCELLI, nella foto: Adem Ljajic esulta dopo gol 1-0

La rosa granata di quest’anno è composta da ben 9 nazionalità diverse, ma con una netta superiorità italiana tra difesa e centrocampo. L’attacco è un mix di etnie

C’è più multietnicità nel Toro di questa stagione, che se, da un lato, parla italiano in difesa e a centrocampo, dall’altro, è multilingue nel reparto avanzato. Decisamente made in Italy, infatti, è il reparto arretrato granata che, insieme ai giocatori che saranno schierati a centrocampo, dovrà cercare di insegnare la lingua, elemento fondamentale al fine di una buona comunicazione, al portiere britannico Hart. I difensori a disposizone di Mihajlovic sono 10, come quelli dello scorso anno, ma mentre nella passata stagione gli italiani, tra i difensori, erano solo 4 su 10, adesso c’è stato un netto aumento che ha portato altri 3 italiani a completare il pacchetto difensivo granata: a Bovo, Moretti, Molinaro e Zappacosta si sono, infatti, aggiunti Barreca, Rossettini e De Silvestri.

Inoltre i titolari della difesa dello scorso anno erano soltanto Moretti e Molinaro, mentre quest’anno, oltre a Moretti e Molinaro, c’è anche De Silvestri che, voluto fortemente da Mihajlovic, difficilmente siederà in panchina, e Rossettini, che si giocherà il ruolo di titolare al centro della difesa con il brasiliano Castan, apparso in crescita contro il Bologna.

A centrocampo è rimasto invariato il numero di giocatori di nazionalità italiana, sempre fermo a 4, la novità sta nel nuovo acquisto Valdifiori, che andrà ad insidiare il trio granata Baselli, Benassi, Vives, portando però qualità e geometrie in mezzo al campo. Reduci dallo scorso anno sia il nigeriano Obi che il ghanese Acquah, che, insieme a Gustafson, proveniente dalla Svezia, e a Lukic, serbo, contribuiranno a dare internazionalità al club di Cairo. Nel reparto avanzato, su 7 attaccanti, solo 2 sono italiani, Belotti e Aramu, mentre i restanti quattro sono due di nazionalità argentina, Maxi Lopez e Boyè, uno di nazionalità spagnola, Iago Falque, e infine un serbo, Ljajic. Se consideriamo che, nella passata stagione, per un breve periodo, l’attacco del Toro è stato composto da Belotti, Immobile e Quagliarella, oltre che dal venezuelano Martinez e dall’argentino Maxi Lopez, c’è stato un lieve calo degli elementi tricolore in avanti.

Pertanto, mentre tra difesa e centrocampo spiccano i giocatori nostrani, in avanti c’è un mix di Sud America, ovest ed est Europa, insieme all’Italia, che però assicura una giusta dose di classe, gol e imprevedibilità.

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7 Commenti

  1. Un pacchetto difensivo che poteva contenere benissimo Simunovic…che figuraccia…..ho letto le dichiarazioni del ragazzo e del Celtic…il ragazzo ha superato le visite mediche ..di tutti e due i giorni…ogni singolo test…ma il Torino ci ha ripensato e voleva cambiare i termini dell’accordo volendolo in prestito, poi nn accettato dal Celitc…. ma cairo cosa si aspettava?? il ragazzo ha subito un infortunio e sta rientrando dopo 6 mesi..come voleva trovare il ginocchio??….il ragazzo e’ in recupero e idoneo..certo i rischi sono i soliti di chi ha subito quei infortuni, ma il ragazzo sta bene….perso un gran talento e fatta una figuraccia

    • Di preciso dal di fuori è difficile capire il motivo per cui il Torino abbia mollato Simunovic. Prima dell’infortunio (grave) se ne parlava benissimo. Il fatto che sia stato acquistato dal Celtic a 7,3 milioni di Euro e veniva lasciato partire per poco più della metà, creando un minusvalenza in bilancio tra l’altro, lascia spazio a più di un dubbio sulle reali condizioni fisiche, a mio parere. Un conto sono le visite mediche in laboratorio un altro sono le sollecitazioni dell’articolazione su un terreno di gioco. I medici del Torino avranno dato un responso negativo forse. Anche a me sarebbe piaciuto vederlo all’opera nel TORO ma tant’è. Credo che a gennaio si virerà su Pazdan che è più collaudato ed esperto.

    • Eh beh, che ti aspettavi che il Celtic e simunovic dicessero: “In effetti il ginocchio non è ancora a posto. Ci abbiamo provato ma è andata male”?

      Se simunovic era al 100% ed è quel gran talento che tutti dicono, come mai il Celtic se ne voleva disfare vendendolo a metà prezzo? Hanno forse immaginato che ci sarebbe piaciuto, avendo avelar, completare la collezione di ginocchia rotte?