Hull City, contro il Toro tra difficoltà sportive e societarie

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Niente allenatore, mancano i giocatori, il mercato resta bloccato e il Presidente punta i piedi: gli inglesi sono in piena crisi.

Mancano poche ore all’ultimo impegno amichevole del Toro nel ritiro austriaco. A Salisburgo, alle 16 di questo pomeriggio, Mihajlovic avrà l’ultima occasioni di testare la squadra prima dell’inizio ufficiale della stagione e lo farà contro gli inglesi dell’Hull City.

Un’amichevole di tutto rispetto, quella contro le “Tigers”: squadra tenace, tecnica che potrebbe, almeno sulla carta, creare non pochi problemi ai granata. Sulla carta, appunto, perché la squadra arrivata in Austria per il ritiro estivo non è di certo quella che, lo scorso anno, dopo solo una stagione di assenza, ha riconquistato la promozione in Premier League battendo ai playoff a Wembley per 1-0 lo Sheffield Wednesday.

Niente allenatore, giocatori che si autogestiscono tra infortuni e mancati arrivi e un presidente che ha lasciato la società allo sbaraglio. Doveva essere l’anno della conferma, per gli inglesi, e invece i presupposti sono tutt’altro che rosei. Dopo la promozione, a causa di divergenze con la società, il tecnico Steve Bruce ha lasciato la squadra: i nomi papabili per sostituirlo vanno da Gianfranco Zola all’ex Everton Martinez, fino al ct del Galles Chris Coleman. Una lista da cui, tuttavia, ad oggi la società non è riuscita a trovare il sostituto. Il presidente Allam lascia infatti la situazione in sospeso, come se la prima di campionato, che l’Hull City dovrà giocare contro il Leicester campione d’Inghilterra, non fosse alle porte. E la situazione comincia ad avere del paradossale. Secondo i tifosi, delusi ed amareggiati, il patron delle Tigers starebbe agendo per ripicca. I problemi, infatti, sono sorti dopo il mancato avvallo della sua proposta di cambiare il nome della società, da Hull City ad Hull Tigers. Come se non bastassero i problemi tecnici e di organizzazione, il Presidente ha deciso anche di eliminare i biglietti a cifre agevolate per bambini e anziani dando, ai propri tifosi un motivo in più per protestare.

In questo quadro decisamente poco rassicurante, spiccano però i giocatori. La squadra, dimezzata dagli infortuni, ha deciso di partire lo stesso per l’Austria in attesa di scoprire in quali condizioni e con quanti giocatori inizieranno la stagione. Una scelta, quella delle Tigri, per poter fare gruppo senza però rinunciare ad una piccola stoccata alla società. Il difensore Curtis Davis, infatti, ha postato una foto di squadra, come fosse quella ufficiale: in gruppo, 9 giocatori. Ad oggi l’Hull City fatica a creare un 11 titolare, il capitano Dawson, autore di un’ottima stagione lo scorso anno, sarà fuori dai giochi fino a settembre e l’unico arrivo è quello di Will Mannion, 18 anni, giocatore di prospettiva ma troppo giovane per essere il rinforzo  necessario agli inglesi.

L’Hull City è a dir poco in alto mare e il 13 agosto dovrà debuttare, come detto, contro il Leicester. Intanto però, questo pomeriggio, l’avversario sarà il Toro. Un test importante, dunque, per entrambe le formazioni. Da un lato, i granata testeranno il livello di preparazione contro una squadra di livello ma in gravissima difficoltà, tecnica e societaria. Dall’altro, la volontà dell’Hull City di fare gruppo, di dimostrare che loro sono pronti per scendere in campo, potrebbe però essere la chiave con la quale gli inglesi cercheranno di scardinare le linee della squadra di Mihajlovic.

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